Sordocecità, una svolta storica per i diritti: approvata la legge che la riconosce disabilità unica e specifica

Il Parlamento approva in via definitiva il Ddl Semplificazioni-bis: la sordocecità è finalmente riconosciuta come disabilità unica, senza distinzioni legate all’età di insorgenza.
Un passo storico che dà piena attuazione alla Legge 107/2010 e corona oltre sessant’anni di impegno della Lega del Filo d’Oro.
Ma i dati dell’indagine AstraRicerche mostrano quanto resti ancora da fare.

A pochi giorni dalla Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, il riconoscimento normativo della sordocecità come disabilità unica e specifica segna una conquista attesa da anni.
L’approvazione definitiva del Disegno di legge Semplificazioni-bis – che estende il riconoscimento della sordocecità a tutte le persone con compromissioni combinate di vista e udito, totali o parziali, congenite o acquisite, indipendentemente dall’età – rappresenta un cambio di passo decisivo: finalmente cade la discriminazione che penalizzava chi aveva sviluppato la condizione dopo i dodici anni di età.

Un risultato storico per oltre 360mila persone

La nuova norma riguarda oltre 360mila persone con disabilità sensoriali e plurime alla vista e all’udito, spesso accompagnate anche da limitazioni motorie.
Una cifra destinata a crescere, poiché non comprende i minori di 15 anni né le persone che, oltre alla minorazione sensoriale, presentano anche una disabilità intellettiva.

Uno dei ragazzi della Lega del Filo D’oro

Per molti, l’assenza di un riconoscimento adeguato ha significato rimanere ai margini, invisibili, confinati nell’isolamento imposto dalla loro condizione.

“La Lega del Filo d’Oro celebra un traguardo fondamentale per tutte le persone sordocieche e per le loro famiglie”, dichiara Rossano Bartoli, sottolineando come questa conquista rappresenti il coronamento di anni di lavoro costante dell’Ente, che da oltre sei decenni si batte per il riconoscimento dei diritti di chi non vede e non sente.

Il ruolo decisivo del Ministero per le Disabilità

L’approvazione del Ddl Semplificazioni-bis non sarebbe stata possibile senza l’impegno politico che ha accompagnato questo percorso.
Nelle parole di Bartoli, “un ringraziamento particolare va al Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che ha scelto di fare propria questa battaglia e di portarla fino in fondo”.
Il Ministero ha infatti accolto le richieste della Lega del Filo d’Oro e le ha trasformate in un intervento normativo concreto, dando vita a una definizione finalmente inclusiva della sordocecità.

Il riconoscimento della disabilità unica non è solo un traguardo simbolico: apre la strada alla piena fruizione dei diritti sanitari, assistenziali e sociali, e soprattutto alla possibilità per le persone sordocieche di autodeterminarsi.

Servizi insufficienti: il quadro dell’indagine AstraRicerche

Se la legge rappresenta una conquista storica, la realtà quotidiana delle persone sordocieche continua a scontrarsi con barriere e disuguaglianze. Solo il 27,8% degli italiani ritiene adeguato il supporto garantito oggi, mentre per il 72,2% i servizi risultano insufficienti.

La ricerca AstraRicerche evidenzia con chiarezza le priorità:

• Garantire l’accesso alle cure fuori Regione (51,1%);

• Aumentare la presenza di interpreti LIS e LIST negli uffici pubblici e nelle strutture sanitarie (49,4%);

• Migliorare l’inclusione scolastica (47,9%);

• Sviluppare politiche lavorative realmente accessibili (44,4%);

• Promuovere l’accesso allo sport e alla cultura (43,2%).

Accanto a questo, emerge con forza il ruolo del Terzo Settore: per quasi 7 italiani su 10 sono gli Enti come la Lega del Filo d’Oro a colmare le mancanze dello Stato, mentre solo il 6,3% ritiene sufficiente l’attuale intervento pubblico.

La voce delle persone sordocieche

“Questa è una giornata storica per tutte le persone sordocieche”, sottolinea Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Fondazione Lega del Filo d’Oro.
Il riconoscimento normativo elimina finalmente disparità che hanno penalizzato per anni chi aveva sviluppato la condizione in età diverse e rappresenta un passo fondamentale verso il diritto alla salute, all’assistenza e all’autonomia.

La vera sfida ora è trasformare la norma in diritti esigibili nella vita quotidiana: dall’accesso alle cure alla comunicazione, dall’inclusione scolastica all’occupazione. Perché l’inclusione, come ricorda Mercurio, deve diventare “una realtà concreta per chi non vede e non sente”.

Dal 2004 a oggi: un lungo percorso verso il riconoscimento

Il percorso verso questo risultato parte dal 2004, quando il Parlamento Europeo, con la “Dichiarazione sui diritti delle persone sordocieche”, definì per la prima volta la sordocecità come disabilità distinta.
L’Italia recepì l’indicazione con la Legge 107/2010, ma la sua applicazione si rivelò complessa: l’accertamento restò legato alla valutazione separata delle due minorazioni, escludendo molte persone dalla piena tutela.

Il Consiglio dei Ministri intervenne nel 2024 con il Ddl Semplificazioni-bis, poi approvato definitivamente dal Parlamento, per superare questa criticità e aggiornare la definizione nell’ambito della riforma introdotta dalla Legge Delega 227/2021.

Oggi, la nuova definizione rappresenta non solo un atto di giustizia, ma una base solida per costruire politiche inclusive che garantiscano pari diritti e piena partecipazione sociale a tutte le persone sordocieche.

Immagini: Ufficio Stampa Lega Del Filo D’oro