Al Congresso regionale SIMG di Pavia i medici di famiglia rilanciano il loro ruolo nella riforma dell’assistenza territoriale.
Dall’invecchiamento della popolazione alle aree interne, fino ai progetti sulla gestione del dolore, la Lombardia viene indicata come possibile laboratorio nazionale per una sanità di prossimità più efficace.
In una regione che supera i dieci milioni di abitanti e dove quasi un residente su quattro ha più di 65 anni, il futuro della sanità territoriale passa inevitabilmente dalla medicina generale.
È da questa consapevolezza che prende avvio la riflessione della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) Lombardia, che il 5 e 6 giugno riunirà a Pavia professionisti, istituzioni ed esperti in occasione del Congresso regionale dedicato all’evoluzione della medicina generale.
Una popolazione che invecchia
La Lombardia rappresenta un contesto particolarmente significativo per ragionare sul futuro dell’assistenza territoriale.
La regione, infatti, concentra realtà molto diverse tra loro: grandi aree metropolitane, territori rurali, zone montane e comuni periferici che richiedono risposte sanitarie differenti.
Secondo i dati richiamati dalla SIMG, al 31 dicembre 2024 la Lombardia contava oltre 10 milioni di residenti, pari a circa il 17% della popolazione italiana.
Gli over 65 rappresentavano invece il 23,9% dei residenti all’inizio del 2025.
Un cambiamento che aumenta il peso delle patologie croniche e della fragilità, rendendo sempre più centrale il ruolo dei medici di famiglia.
«La medicina generale deve contribuire alla riforma della sanità territoriale con contenuti, competenze e proposte concrete», afferma Massimiliano Franco, segretario SIMG Lombardia e presidente del Congresso.
«Il messaggio che vogliamo portare è semplice: la persona deve restare al centro. Le nuove strutture e i nuovi modelli organizzativi hanno senso solo se migliorano davvero la presa in carico dei pazienti e il lavoro quotidiano dei professionisti».
Una sanità costruita attorno ai bisogni delle persone
Per la SIMG, la riforma della sanità territoriale non può limitarsi alla realizzazione di nuove strutture.
È necessario costruire una rete capace di adattarsi alle diverse realtà locali e di garantire continuità assistenziale, prevenzione e presa in carico personalizzata.
Una sfida che riguarda tanto le grandi città quanto le aree interne e montane, dove l’accesso ai servizi sanitari può risultare più complesso.
In questo contesto, anche strumenti come le campagne vaccinali possono diventare occasioni per rafforzare il rapporto tra medico e paziente e favorire una presa in carico più efficace.
«Il Servizio sanitario nazionale ha bisogno di una sanità territoriale più forte, ma questo obiettivo non si raggiunge solo ridisegnando strutture o funzioni», osserva Alessandro Rossi, presidente nazionale SIMG.
«Serve una visione che valorizzi la medicina generale come presidio di prossimità, relazione fiduciaria e capacità di seguire le persone nel tempo.»
Il progetto pilota sul dolore
Tra le esperienze che saranno presentate durante il congresso figura un progetto sviluppato nella provincia di Pavia dedicato alla presa in carico delle persone con dolore cronico.
L’iniziativa mette in rete medicina generale, Aggregazioni Funzionali Territoriali e centri specialistici, con l’obiettivo di creare percorsi più appropriati, tempestivi e coordinati.
Il progetto prevede la formazione di medici con competenze specifiche nel trattamento del dolore e il loro inserimento in una rete territoriale in grado di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso assistenziale.
«È un esempio concreto di come la medicina generale possa rendere più efficiente la risposta ai bisogni di salute della popolazione», spiega Franco.
«La medicina generale non può essere considerata solo uno strumento per alleggerire ospedali, pronto soccorso o liste d’attesa: il suo contributo più rilevante è migliorare la presa in carico dei pazienti, intercettare i bisogni in modo precoce e accompagnare le persone nel tempo».
Il congresso di Pavia
I temi della medicina di iniziativa, della gestione del dolore, delle vaccinazioni, della cronicità e dei nuovi modelli di presa in carico saranno al centro del Congresso regionale SIMG Lombardia, in programma il 5 e 6 giugno presso il Centro Congressi IRCCS Maugeri di Pavia.
Tra i partecipanti annunciati figurano anche Mario Melazzini, direttore generale Welfare di Regione Lombardia, ed Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia.
L’obiettivo dichiarato dalla SIMG è contribuire al dibattito sulla riforma dell’assistenza territoriale portando l’esperienza maturata quotidianamente dai medici di famiglia.
Una prospettiva che, in una regione sempre più anziana e caratterizzata da bisogni sanitari complessi, punta a riaffermare la centralità della relazione di cura e della medicina di prossimità.
Immagine di copertina: Ufficio Stampa Info Media





