Una nuova segnaletica urbana con simboli della Comunicazione Aumentativa e Alternativa rende la città dei trulli più accogliente e sensibile alle esigenze di tutte e tutti.
Un piccolo grande passo verso una città che parla davvero a tutte e tutti.
Alberobello si fa sempre più inclusiva grazie ai nuovi cartelli in CAA – Comunicazione Aumentativa e Alternativa installati in diversi punti strategici del territorio.
Il progetto è stato presentato ufficialmente nella mattinata di oggi, ed è promosso dal CDSER Casa Sant’Antonio – Opera don Guanella, in collaborazione con il Comune di Alberobello, da sempre sensibile ai temi dell’accessibilità e dell’inclusione.
UN PROGETTO CHE PARLA DI ACCOGLIENZA
La CAA è una forma di comunicazione che affianca o sostituisce il linguaggio verbale con simboli, immagini e parole semplificate.
È pensata per facilitare l’accesso all’informazione da parte di persone con disabilità intellettive, disturbi dello spettro autistico, dislessia o ritardi cognitivi.
“Questo progetto ci rende orgogliosi perché rappresenta un passo concreto verso una città più inclusiva e a misura di persona”, spiega Francesco De Carlo, Sindaco di Alberobello.
“Garantire una comunicazione accessibile significa tutelare un diritto essenziale, riconosciuto non solo dalla nostra Costituzione, ma anche dall’articolo 21 della Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità, ratificata poi dall’Italia con la legge 18 del 2009.
Ed è, in tutto e per tutto, un ‘segno’ di civiltà.”
I PRIMI CARTELLI GIÀ INSTALLATI IN LUOGHI STRATEGICI
I nuovi cartelli in CAA sono già presenti in luoghi chiave della vita cittadina: la Scuola Primaria “Domenico Morea”, la Scuola Primaria “La Sorte”, la Scuola Secondaria di primo grado “Luigi Tinelli”, l’Istituto Agrario e Alberghiero “Basile Caramia – Gigante”, il Centro Culturale Giovanni Galiani ex Conceria, il Municipio, la Villa Comunale, il Comando della Polizia Locale, il Cimitero Comunale e il Bosco Selva.
La scelta di questi luoghi risponde all’esigenza di migliorare l’orientamento e l’autonomia delle persone con bisogni comunicativi complessi, favorendo una partecipazione piena alla vita cittadina.
ACCESSIBILITÀ COME BENE COMUNE
Il progetto è stato realizzato a costo zero per il Comune, grazie al finanziamento del programma C.Os.T.A. – Comuni Ospitali per il Turismo Sostenibile, di cui Alberobello è partner attivo.
“Si tratta di un’iniziativa ricca, che per la sua ampiezza coinvolge tanto le persone con disabilità quanto i cittadini tutti, consentendo alle prime di accedere a livelli comunicativi più immediati e inclusivi e ai secondi di affinare la propria sensibilità rispetto alla vulnerabilità e alla diversità”, afferma Valentina Liuzzi, Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Alberobello.
UN LAVORO CORALE CHE FA LA DIFFERENZA
Il progetto nasce da una forte sinergia tra istituzioni locali e realtà sociali.
Hanno collaborato attivamente l’Assessora alle Politiche Sociali Valentina Liuzzi, la Consigliera delegata alla Toponomastica Mariella Laneve, l’Assessore al Patrimonio Saverio Sgobba, l’Ufficio tecnico con il contributo di Roberto Potenza e la Comandante della Polizia Locale Tea Sibilio, che ha curato gli aspetti autorizzativi.
L’IMPEGNO DEL CDSER E IL VALORE DELLA CAA
“Questo progetto ci aiuta a comprendere l’importanza delle piccole attenzioni quotidiane che possono fare grandi differenze, siano esse rivolte a persone vulnerabili, come i ragazzi, i giovani, gli anziani o chiunque si trovi a vivere una difficoltà.
La Comunicazione Aumentativa e Alternativa è uno strumento potente di relazione, partecipazione e giustizia sociale”, dichiara il direttore del CDSER, don Guido Matarrese.
Il CDSER Casa Sant’Antonio, presente da oltre vent’anni ad Alberobello, utilizza ogni giorno la CAA nei percorsi educativi e riabilitativi rivolti a bambini, ragazzi e adulti con disabilità.
Proprio dall’efficacia di tali esperienze è nata l’urgenza di condividere questo linguaggio con tutta la comunità.
Con questa azione concreta, Alberobello conferma la propria vocazione a essere una città accogliente, consapevole e inclusiva, pronta a farsi modello per altri territori.





