In occasione della Giornata Mondiale della Vista, in programma l’8 ottobre 2026, a Roma è stato presentato il murale “La vista è una perla preziosa, proteggila con la prevenzione”, un’opera che unisce arte urbana, salute e accessibilità.
Il murale è stato svelato questa mattina in via Galvani, nel quartiere Testaccio, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce delle patologie oculari.
Realizzata dall’artista Jerico Cabrera Carandang, l’opera si distingue per una caratteristica che la rende particolarmente significativa sul piano dell’inclusione: texture, volumi e parti in rilievo consentono di percepirne alcuni elementi anche attraverso il tatto.
Il murale non è quindi pensato esclusivamente per essere osservato, ma anche per essere esplorato attraverso una diversa modalità sensoriale, ampliando le possibilità di fruizione da parte delle persone cieche e ipovedenti.
Il progetto nasce nell’ambito delle iniziative per la Giornata Mondiale della Vista 2026, promossa dalla Fondazione IAPB Italia ETS – Sezione Italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, realtà impegnata a livello nazionale e internazionale nella prevenzione della cecità e nella promozione della salute visiva.
Il tema della prevenzione rappresenta il filo conduttore dell’iniziativa e trova nel linguaggio dell’arte pubblica uno strumento per raggiungere persone diverse, portando un messaggio di salute fuori dagli spazi tradizionali della comunicazione sanitaria.
«L’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della diagnosi precoce», ha spiegato il presidente di IAPB Italia, Mario Barbuto.
«Nel contesto di tale campagna, l’arte urbana è e sarà un potente strumento di comunicazione e coinvolgimento sociale e sanitario».
La particolarità dell’opera risiede anche nella lavorazione della superficie, pensata affinché la pittura non rimanga esclusivamente un’esperienza visiva.
«La pittura è lavorata in modo che la superficie non risulti solo visiva ma possa essere perceptionata e “letta” anche al tatto», ha sottolineato Barbuto.
Una scelta che modifica il tradizionale rapporto tra pubblico e opera d’arte e introduce una dimensione sensoriale ulteriore.
Il murale diventa così non soltanto un’immagine da guardare, ma un’esperienza fisica accessibile anche a chi non vede o vede solo parzialmente.
L’intento è quello di rappresentare simbolicamente il valore della vista anche attraverso una modalità che non dipende dalla visione.
«La vista è un dono talmente prezioso da essere apprezzato perfino da chi non vede o vede poco», ha aggiunto il presidente di IAPB Italia, richiamando il valore della prevenzione come responsabilità individuale e collettiva.
«Quando hai il dono della vista non te ne rendi quasi conto, perché lo dai per scontato. Le visite di prevenzione salvano la vista».
Il messaggio assume particolare rilevanza in una società nella quale molte condizioni che interessano la salute oculare possono essere individuate e affrontate più efficacemente quando vengono diagnosticate precocemente.
Informare sulla necessità di sottoporsi ai controlli significa quindi promuovere una maggiore consapevolezza e incoraggiare un rapporto più attento con la salute degli occhi.
A sostenere l’iniziativa è il Comune di Roma, rappresentato dall’assessore alle Periferie Pino Battaglia.
La scelta di collocare l’opera nello spazio pubblico si lega alla volontà di utilizzare l’arte come strumento di partecipazione e di accessibilità culturale.
«Abbiamo scelto di sostenere questo progetto perché afferma un’idea precisa di città e di arte pubblica: gratuita, accessibile e presente nei luoghi della vita quotidiana», ha dichiarato l’assessore.
Il progetto affronta infatti contemporaneamente due dimensioni: quella della prevenzione sanitaria e quella del diritto alla fruizione culturale.
La possibilità di conoscere l’opera anche attraverso il tatto introduce un elemento di accessibilità che permette alle persone cieche e ipovedenti di entrare in relazione con una forma d’arte, quella urbana, tradizionalmente affidata soprattutto alla percezione visiva.
«Un’opera che può essere conosciuta anche attraverso il tatto supera una barriera e riconosce pienamente il diritto alla cultura delle persone cieche e ipovedenti», ha osservato Battaglia.
L’opera è stata realizzata su tre campate consecutive, collocate nella parte iniziale del muro di cinta dell’Istituto Superiore De Amicis Cattaneo.
La composizione segue una precisa progressione narrativa.
Al centro dell’idea creativa c’è la perla, elemento associato a qualcosa di prezioso, delicato e che necessita di protezione.
La rappresentazione si sviluppa progressivamente fino ad avvicinarsi alla forma dell’occhio, che nel terzo modulo raggiunge la sua configurazione compiuta e riconoscibile.
La trasformazione visiva accompagna il significato dell’intero progetto: la vista viene rappresentata come un bene fondamentale e al tempo stesso fragile, che deve essere tutelato attraverso attenzione e consapevolezza.
«Questo passaggio racconta la vista come un bene fragile e fondamentale, da custodire attraverso attenzione e consapevolezza. In una sola parola: prevenzione», spiegano dalla Fondazione IAPB Italia.
Il percorso narrativo della perla che diventa progressivamente un occhio traduce quindi in immagini il messaggio della Giornata Mondiale della Vista 2026: prendersi cura della salute visiva significa anche adottare comportamenti orientati alla prevenzione e non aspettare che compaiano problemi o sintomi per effettuare un controllo.
La scelta di un muro pubblico come supporto dell’opera consente inoltre di portare il tema della salute visiva nella quotidianità del quartiere.
Non si tratta soltanto di una campagna informativa tradizionale, ma di un intervento che utilizza lo spazio urbano per creare un’occasione di incontro tra cittadini, arte e informazione sanitaria.
In questa prospettiva, la street art può diventare uno strumento di comunicazione capace di intercettare pubblici differenti e di favorire una riflessione su temi che riguardano la collettività.
Per il Comune di Roma, l’iniziativa si inserisce anche in una più ampia idea di rigenerazione culturale degli spazi condivisi.
«La street art, quando nasce dal confronto con il territorio, contribuisce alla rigenerazione culturale del patrimonio edilizio pubblico e restituisce valore agli spazi condivisi», ha affermato Battaglia.
L’accessibilità dell’opera assume così un significato che va oltre la singola installazione.
Rendere un’esperienza culturale maggiormente fruibile significa interrogarsi sulle modalità con cui gli spazi e le iniziative pubbliche vengono progettati e sulla necessità di considerare fin dall’inizio la pluralità delle persone che li utilizzano.
«L’arte diventa così un’esperienza collettiva e, allo stesso tempo, uno strumento concreto di inclusione. È anche in questo modo che si costruisce una città più giusta, nella quale bellezza e diritti procedono insieme», ha concluso l’assessore.
L’inaugurazione del murale rappresenta la prima iniziativa promossa dalla Fondazione IAPB Italia ETS in vista della Giornata Mondiale della Vista 2026, che gode inoltre del Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.
Il calendario proseguirà giovedì 1° ottobre con una conferenza stampa presso l’Auditorium Cosimo Piccinno del Ministero della Salute.
L’appuntamento riunirà rappresentanti delle istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti impegnate nella tutela della salute visiva, con l’obiettivo di presentare le attività e le iniziative previste in occasione della giornata dell’8 ottobre.
Il murale di Testaccio anticipa così una campagna che mette al centro un principio essenziale: la salute degli occhi riguarda tutte e tutti e la prevenzione costituisce uno degli strumenti attraverso cui proteggerla.
Portare questo messaggio nello spazio pubblico, attraverso un’opera accessibile anche al tatto, significa trasformare un contenuto sanitario in un’esperienza condivisa.
La perla che diventa un occhio racconta proprio questo passaggio: qualcosa di prezioso non può essere dato per scontato, ma deve essere conosciuto, curato e protetto.
Immagine di copertina: Comunicazione comesrl





