DOPPIA DISCRIMINAZIONE: LE DONNE CON DISABILITÀ E LA VIOLENZA INVISIBILE


Essere donna e avere una disabilità significa, troppo spesso, vivere una doppia vulnerabilità.

La violenza contro le donne con disabilità resta una delle forme più sommerse di abuso, ancora poco riconosciuta anche nelle politiche di prevenzione e tutela.

Secondo i dati europei, le donne con disabilità hanno fino a quattro volte più probabilità di subire violenza fisica, sessuale o psicologica rispetto alle altre donne.

Una vulnerabilità che si amplifica nelle istituzioni, dove dipendenza, isolamento e mancanza di controllo sulle proprie scelte personali possono trasformarsi in terreno fertile per abusi invisibili.

È in questo contesto che si inserisce il lavoro della Fondazione Time2, unica realtà italiana non istituzionale invitata al Consultation Meeting on Violence against Persons with Disabilities in Institutions, organizzato dall’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA) che ha avuto luogo il 21 e 22 ottobre a Vienna.

UN TAVOLO EUROPEO PER ROMPERE IL SILENZIO

Al meeting hanno preso parte 30 esperti provenienti da 25 Paesi europei, riuniti per discutere i risultati del nuovo FRA Report dedicato alla violenza contro le persone con disabilità nelle istituzioni.

L’obiettivo è stato quello di delineare raccomandazioni politiche e azioni concrete di prevenzione, protezione e risposta alla violenza, con un focus particolare sul ruolo delle persone con disabilità come protagoniste del cambiamento.

La partecipazione della Fondazione Time2, rappresentata dal suo Segretario Generale Samuele Pigoni, ha dato voce all’Italia civile e sociale, portando l’esperienza diretta di chi lavora ogni giorno per l’autonomia e i diritti.

“È STATO UN ONORE PORTARE LA VOCE DI FONDAZIONE TIME2”

È stato un onore portare la voce e l’esperienza di Fondazione Time2 in un contesto europeo di così alto profilo,” ha dichiarato Samuele Pigoni.

Il lavoro di self advocacy, grazie al quale le persone con disabilità rappresentano se stesse e partecipano attivamente alla vita pubblica, è stato riconosciuto come uno strumento fondamentale per prevenire ogni forma di abuso o segregazione.

È in questa direzione che operiamo ogni giorno, promuovendo l’autodeterminazione come diritto, come leva di libertà e di autoprotezione.

Parole che sintetizzano l’essenza del lavoro di Time2: creare spazi di partecipazione reale, dove le persone con disabilità possano esercitare la propria voce e influenzare le scelte che le riguardano.

L’ITALIA TRA RIFORME E NUOVE GARANZIE

Al tavolo europeo era presente anche il Ministero per le Disabilità, segno di una crescente attenzione istituzionale al tema.

Pigoni ha evidenziato come l’Italia stia facendo “passi avanti significativi grazie alla recente legge di riforma che pone al centro il progetto di vita personalizzato e partecipato e istituisce la figura del Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità”.

Una novità normativa che recepisce le raccomandazioni europee e si inserisce nel quadro del rispetto della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, promuovendo un approccio basato su dignità, libertà di scelta e piena partecipazione alla vita sociale.

VIOLENZA E GENERE: UNA PIAGA ANCORA INVISIBILE

Nonostante i progressi, la violenza contro le donne con disabilità resta un fenomeno sottostimato.

Molte subiscono abusi fisici o psicologici in contesti familiari, sanitari o istituzionali, senza trovare canali sicuri per denunciarli.

Le barriere comunicative, la dipendenza da chi fornisce assistenza e la mancanza di personale formato aggravano l’isolamento.

L’Agenzia FRA sottolinea come sia necessario rafforzare i meccanismi di protezione, garantire formazione specifica agli operatori e promuovere campagne di sensibilizzazione mirate, perché la violenza non è solo un fatto individuale, ma un fallimento collettivo.

UN IMPEGNO CONCRETO PER I DIRITTI E L’AUTODETERMINAZIONE

Con la partecipazione al Consultation Meeting di Vienna, Fondazione Time2 conferma il proprio impegno nel promuovere diritti e partecipazione, contribuendo al dibattito europeo per la tutela dell’autodeterminazione delle persone con disabilità.

La sua presenza testimonia come la società civile possa essere un motore di innovazione e giustizia sociale, capace di costruire alleanze e proporre soluzioni concrete.

La libertà di scegliere, parlare, denunciare e decidere di sé: è questo il cuore dell’autodeterminazione che Time2 difende e promuove, affinché nessuna donna, nessuna persona con disabilità, debba più subire violenza nel silenzio.