L’intelligenza artificiale entra sempre più spesso nel mondo della salute e dell’assistenza, ma il suo valore non si misura soltanto nella capacità di elaborare dati clinici o supportare le diagnosi.
Una delle sfide più urgenti riguarda infatti la solitudine, l’isolamento sociale e il bisogno di relazioni che accompagnano l’invecchiamento della popolazione e molte condizioni di fragilità.
In questo scenario si inserisce “Un Amico per Te”, un servizio sviluppato da International Care Company (ICC), società italiana specializzata nei servizi di assistenza alla persona e nella teleassistenza, pensato per offrire compagnia, stimolazione cognitiva e continuità relazionale attraverso un avatar conversazionale basato sull’intelligenza artificiale.
Presentata agli Insurtech Days 2026, la piattaforma ha ottenuto lo Special Prize “Ecosystem Impact Award”, riconoscimento assegnato ai progetti capaci di coniugare innovazione tecnologica e impatto sociale.
Un risultato che testimonia come l’ecosistema dell’assistenza stia evolvendo verso modelli nei quali la tecnologia non sostituisce la relazione umana, ma la integra, offrendo nuovi strumenti a supporto delle persone più vulnerabili.
L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo.
Gli over 65 rappresentano ormai quasi un quarto della popolazione e, insieme all’aumento dell’aspettativa di vita, crescono anche i bisogni legati all’assistenza continuativa, alla prevenzione dell’isolamento e al sostegno dei caregiver.
Molte persone anziane vivono sole oppure convivono con una riduzione progressiva dell’autonomia, mentre familiari e operatori sono chiamati a garantire un supporto costante spesso con risorse limitate.
È in questo contesto che le tecnologie conversazionali iniziano a essere considerate strumenti complementari per favorire il benessere psicologico e relazionale.
Le evidenze scientifiche più recenti confermano questa prospettiva.
Studi internazionali mostrano che gli assistenti conversazionali e i social robot possono contribuire a ridurre la percezione della solitudine, sostenere la stimolazione cognitiva e favorire il mantenimento delle interazioni sociali, purché siano progettati intorno ai bisogni reali delle persone anziane.
Una ricerca condotta su over 65 che vivono soli ha evidenziato miglioramenti sia nel benessere psicologico sia nella qualità della relazione instaurata con il sistema digitale, grazie alla capacità di offrire ascolto, continuità e supporto nella routine quotidiana.
Il servizio è integrato nella piattaforma AidaCare, un ecosistema dedicato al supporto delle persone fragili, dei caregiver e dei familiari.
L’accesso avviene tramite una web app che collega l’utente a una centrale operativa attiva ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, attraverso una rete di operatori sanitari e professionisti distribuiti sul territorio nazionale.
L’elemento distintivo è rappresentato da un avatar digitale con sembianze umane, capace di dialogare mediante voce e video.
L’interazione è stata progettata per risultare naturale anche per chi possiede una limitata familiarità con gli strumenti digitali.
Il sistema comprende non soltanto l’italiano standard, ma anche espressioni colloquiali e alcune varianti dialettali, nella consapevolezza che il linguaggio rappresenta un elemento fondamentale per costruire fiducia e vicinanza.
L’obiettivo non è simulare una presenza umana, bensì rendere la tecnologia più accessibile e meno distante dall’esperienza quotidiana delle persone.
Dal punto di vista tecnologico, la piattaforma integra modelli linguistici evoluti e strumenti per la generazione dell’avatar video all’interno di un’architettura sviluppata internamente.
Ogni conversazione produce automaticamente un riepilogo strutturato che alimenta una memoria progressiva dell’utente.
In questo modo il sistema è in grado di ricordare preferenze, abitudini, ricorrenze e modalità espressive, costruendo nel tempo una relazione sempre più personalizzata e coerente con la storia della persona.
Accanto alla funzione relazionale è presente anche un sistema di analisi semantica che rileva eventuali segnali di rischio emersi durante il dialogo.
Le informazioni vengono organizzate in alert strutturati con finalità esclusivamente assistenziali e non cliniche, consentendo di monitorare nel tempo eventuali cambiamenti nel benessere comunicativo e relazionale della persona.
Si tratta di un approccio che punta alla prevenzione e all’accompagnamento, senza sostituire il ruolo dei professionisti sanitari né quello della rete familiare.
La crescente diffusione di strumenti di questo tipo apre anche interrogativi etici e organizzativi.
Affidare parte della relazione quotidiana a un’intelligenza artificiale richiede attenzione alla tutela della privacy, alla trasparenza degli algoritmi e alla definizione dei limiti entro cui tali sistemi possono operare.
Tutti i dati vengono trattati attraverso infrastrutture localizzate in Europa e conformi ai requisiti europei di sicurezza e protezione dei dati personali, elemento essenziale quando si parla di persone fragili e informazioni sensibili.
L’esperienza di “Un Amico per Te” dimostra come l’innovazione nell’assistenza non coincida necessariamente con la sostituzione della presenza umana.
Al contrario, la tecnologia può diventare un alleato per rafforzare la continuità della relazione, sostenere il lavoro dei caregiver e offrire alle persone anziane o fragili un punto di contatto quotidiano capace di ascoltare, dialogare e stimolare la partecipazione.
In una società che invecchia rapidamente, il valore dell’intelligenza artificiale non sarà determinato soltanto dalle sue prestazioni tecniche, ma dalla capacità di contribuire a costruire reti di cura più inclusive, accessibili e centrate sulla persona.





