Ravenna Capitale italiana del Mare 2026: una sfida che parte dall’accessibilità

Negli ultimi anni il tema del turismo accessibile è diventato sempre più centrale nel dibattito pubblico.
Non si tratta solo di eliminare barriere architettoniche, ma di costruire un modello di accoglienza capace di includere tutte le persone: famiglie con bambini, anziani, persone con disabilità motorie o sensoriali, viaggiatori con esigenze specifiche.
L’accessibilità, infatti, non riguarda una minoranza, ma rappresenta un elemento di qualità complessiva dell’offerta turistica.
In questo scenario l’Italia possiede un patrimonio straordinario – culturale, paesaggistico e ambientale – che può diventare davvero competitivo solo se fruibile da tutti.
Sempre più territori stanno investendo in questa direzione, comprendendo che l’inclusione non è soltanto una scelta etica, ma anche una leva di sviluppo economico e sociale.

È anche alla luce di questa prospettiva che assume un significato particolare la nomina di Ravenna a Capitale italiana del Mare 2026, un titolo assegnato per la prima volta nel nostro Paese.

Il primato di Ravenna: la prima Capitale italiana del Mare

Ravenna è infatti la prima città italiana ad aggiudicarsi il titolo di Capitale italiana del Mare.
La nomina, istituita dal bando del Dipartimento per le Politiche del Mare, è stata annunciata a Roma, nella sala monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla presenza del ministro per le Politiche del Mare Nello Musumeci e del sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni.
Sono state ben 54 le città candidate, segno di un interesse crescente verso le politiche legate al mare, alla sostenibilità e alla cosiddetta blue economy.
“Siamo profondamente emozionati per la vittoria di questo titolo – ha dichiarato il sindaco Barattoni – giunto al termine di un percorso veloce ma capace di mostrare l’enorme capacità collaborativa del nostro territorio”.
Secondo il primo cittadino, il riconoscimento premia la solidità del sistema locale e la capacità di fare rete di fronte alle sfide future. Un risultato che, nelle parole del sindaco, è frutto di un lavoro collettivo e di una visione condivisa di sviluppo legata al mare.

Un mare per tutti: l’impegno per l’inclusione

Barattoni ha voluto dedicare simbolicamente questo titolo a due realtà che negli ultimi anni hanno dato un contributo concreto alla costruzione di un mare realmente accessibile: “Insieme a Te – La Spiaggia dei Valori” e “Marinando”.
Due esperienze che hanno dimostrato come il mare possa diventare un luogo di partecipazione e di comunità.

In particolare “Insieme a Te – La Spiaggia dei Valori”, attiva a Punta Marina, rappresenta uno dei progetti più significativi in Italia per l’accessibilità balneare, offrendo servizi e strutture progettate per permettere anche alle persone con disabilità complesse di vivere l’esperienza del mare.
“Queste associazioni – ha sottolineato il sindaco – hanno dato un senso molto profondo al termine comunità del mare, rendendo il nostro mare davvero accessibile a tutte e tutti”.

Il Tavolo del Mare: una rete per il territorio

Alla base della candidatura c’è stato il lavoro del Tavolo del Mare, un organismo partecipato che riunisce istituzioni, università, realtà scientifiche, associazioni e soggetti economici del territorio. Tra i protagonisti figurano l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, la Regione Emilia-Romagna, la Camera di Commercio Ferrara Ravenna, la Provincia di Ravenna, l’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità del Delta del Po, l’Università di Bologna, il CESTHA – Centro sperimentale per la tutela degli habitat, oltre a numerose realtà culturali e sportive legate al mare.
Un sistema articolato che riflette la natura stessa di Ravenna: una città con 35 chilometri di costa, nove lidi, un porto strategico, pinete, valli e il Parco del Delta del Po, in cui ambiente, economia e storia dialogano continuamente.

Il programma: tre direttrici per il 2026

Il titolo di Capitale italiana del Mare porterà con sé un ricco calendario di iniziative che si svilupperanno lungo tre grandi direttrici:

Cittadinanza blu e civiltà del mare;

Ravenna 2026 per vivere e far vivere il mare;

Ravenna 2026 come impulso alla crescita blu dell’Italia.
Tra i primi appuntamenti simbolici è prevista l’inaugurazione della statua del Marinaio a Porto Corsini il 20 marzo, mentre l’11 aprile, in occasione della Giornata nazionale del Mare, verrà presentato ufficialmente il progetto alla città.
A maggio Ravenna ospiterà inoltre Deportibus, il festival dedicato ai porti che collegano il mondo, in programma dal 21 al 23 maggio con il coinvolgimento di istituzioni nazionali ed europee.
Il programma si intreccerà anche con l’Anno Teodoriciano 2026 e con nuove iniziative museali legate alla cosiddetta Barca di Teodorico nel Museo Classis.

Ricerca scientifica e sostenibilità ambientale

Tra gli obiettivi più ambiziosi del progetto vi è anche il rafforzamento della ricerca scientifica e della tutela ambientale.

Il polo del CESTHA verrà ampliato con un centro dedicato allo studio dei cavallucci marini, mentre nei prossimi anni Ravenna ospiterà la prima area marina protetta italiana con fondali sabbiosi, nello specchio d’acqua tra Lido di Dante e Lido di Classe.
Accanto a queste iniziative sono previsti progetti dedicati alla blue economy, al sostegno delle imprese innovative e all’istituzione del premio “Donne e Mare”, pensato per valorizzare il contributo femminile nei settori legati al mare.

L’eredità di Ravenna 2026

Il progetto “Ravenna Capitale italiana del Mare 2026” si concluderà con un grande evento finale in Darsena, ma l’ambizione è quella di lasciare un’eredità duratura.
Non solo eventi e celebrazioni, dunque, ma un percorso capace di rafforzare il rapporto tra la città e il suo mare, valorizzando sostenibilità, ricerca e inclusione.
In questa prospettiva, la sfida più importante sarà trasformare la vocazione marittima di Ravenna in un modello di sviluppo capace di coniugare ambiente, economia e diritti, dimostrando che il mare può essere davvero uno spazio condiviso, aperto e accessibile a tutti.