Grazie a una piattaforma sviluppata dall’Associazione Luca Coscioni, le persone con grave disabilità fisica che non sipossono apporre una firma autografa potranno sottoscrivere referendum e leggi di iniziativa popolare tramite SPID.
È la prima applicazione concreta della sentenza della Corte costituzionale che ha riconosciuto questo diritto.
Per anni hanno potuto votare, ma non firmare.
Una contraddizione che ha escluso migliaia di persone con disabilità grave da uno degli strumenti fondamentali della partecipazione democratica: la possibilità di sostenere referendum e proposte di legge di iniziativa popolare.
Da oggi, però, qualcosa cambia.
Per la prima volta in Italia le persone che hanno diritto al voto assistito o domiciliare e che non sono in grado di apporre una firma autografa a causa della propria condizione fisica potranno sottoscrivere digitalmente referendum e iniziative legislative utilizzando SPID.
Si tratta della prima applicazione concreta della sentenza n. 3 del 2025 della Corte costituzionale, una decisione destinata a segnare un passaggio importante nel riconoscimento dei diritti politici delle persone con disabilità.
Una discriminazione rimasta invisibile
La vicenda nasce dal ricorso promosso dall’Associazione Luca Coscioni insieme a Carlo Gentili, malato di SLA e impossibilitato a firmare manualmente.
Pur essendo pienamente capace di esprimere la propria volontà e di partecipare alla vita democratica del Paese, Gentili si trovava infatti escluso dalla possibilità di sottoscrivere referendum e proposte di legge a causa dell’assenza di strumenti alternativi alla firma autografa.
Con la sentenza depositata nel gennaio 2025, la Consulta ha stabilito che questa esclusione costituisce una forma di discriminazione.
I giudici costituzionali hanno dichiarato illegittime le norme che non prevedevano modalità alternative di sottoscrizione per le persone impossibilitate a firmare a causa di un grave impedimento fisico o che si trovano nelle condizioni previste per il voto domiciliare.
La Corte ha così affermato un principio semplice ma fondamentale: la partecipazione democratica non può dipendere dalle capacità motorie di una persona.
Dalla sentenza alla pratica
La decisione della Corte, tuttavia, richiedeva strumenti concreti per diventare effettiva.
Se la piattaforma pubblica del Ministero della Giustizia consente già la firma digitale per alcune iniziative popolari nazionali, restavano esclusi altri percorsi partecipativi, tra cui le proposte di legge regionali di iniziativa popolare.
Per colmare questa lacuna, l’Associazione Luca Coscioni ha sviluppato, in collaborazione con Havant, azienda specializzata nei processi di digitalizzazione, un sistema che consente alle persone aventi diritto di sottoscrivere digitalmente anche le proposte di legge regionali.
La prima iniziativa interessata è la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, che mira a disciplinare le procedure relative al suicidio medicalmente assistito, chiedendo alle Regioni di garantire tempi certi e percorsi chiari per le persone che intendono accedere a quanto previsto dalla giurisprudenza costituzionale.
«Un primo passo verso una partecipazione senza ostacoli»
Secondo Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative sulla disabilità dell’Associazione Luca Coscioni, e Lorenzo Mineo, coordinatore della campagna sulla firma digitale, il nuovo sistema rappresenta soprattutto uno strumento di inclusione democratica.
«Attraverso questa procedura rendiamo finalmente effettivo il diritto alla partecipazione democratica anche per le persone che, a causa di disabilità gravi, incontrano ostacoli o impossibilità nell’utilizzo delle modalità tradizionali di sottoscrizione», spiegano.
Per l’associazione, tuttavia, il traguardo raggiunto non rappresenta il punto di arrivo.
L’obiettivo dichiarato è estendere la possibilità di utilizzare la firma digitale accessibile a tutte le iniziative popolari e alle liste elettorali, a ogni livello istituzionale, compresi quelli regionali e comunali.
Una richiesta sostenuta da una mobilitazione nazionale che ha già raccolto oltre 56 mila adesioni.
Chi può utilizzare la firma digitale con SPID
La procedura è riservata ai cittadini e alle cittadine con disabilità grave che possano dimostrare una delle seguenti condizioni:
Grave impedimento fisico ai sensi dell’articolo 55 del DPR 361 del 1957, attestabile ad esempio tramite tessera elettorale con annotazione del diritto al voto assistito;
Condizione che consente l’esercizio del voto domiciliare ai sensi della normativa vigente, documentabile attraverso la certificazione medica rilasciata dall’ASL e già utilizzata nelle precedenti consultazioni elettorali.
Dopo la compilazione del modulo predisposto dall’Associazione Luca Coscioni, gli interessati vengono contattati entro 48 ore dall’azienda Havant, che fornisce le istruzioni necessarie per completare la procedura di sottoscrizione tramite SPID.
Oltre l’accessibilità, il diritto di contare
La questione non riguarda soltanto la tecnologia.
Per le persone con disabilità, la possibilità di firmare una proposta di legge o sostenere un referendum significa poter incidere direttamente sulle decisioni collettive, partecipare al dibattito pubblico e contribuire alla costruzione delle politiche che influenzano la propria vita.
Per anni questa possibilità è stata limitata da una barriera apparentemente tecnica, ma dagli effetti profundamente politici.
La sentenza della Corte costituzionale e il sistema oggi reso disponibile rappresentano dunque molto più di una semplice innovazione digitale: segnano il riconoscimento concreto del principio secondo cui la democrazia è realmente inclusiva solo quando tutti possono parteciparvi, senza ostacoli e senza discriminazioni.





