Notariato e disabilità: un’alleanza per rendere esigibili i diritti

Firmato un Protocollo d’intesa tra Governo e Consiglio Nazionale del Notariato: al centro strumenti giuridici, progettazione di vita e inclusione sociale

Non è solo un accordo istituzionale.

È un passaggio che prova a colmare una distanza concreta: quella tra diritti formalmente riconosciuti e diritti effettivamente accessibili.

La firma del Protocollo d’intesa tra la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità e il Consiglio Nazionale del Notariato si colloca esattamente in questo spazio critico, dove le norme esistono ma spesso restano difficili da tradurre in strumenti concreti per le persone e le famiglie.

Alla presenza del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli e del Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato Vito Pace, l’intesa sancisce l’avvio di una collaborazione strutturata che punta a rafforzare l’attuazione delle politiche pubbliche attraverso il contributo tecnico del Notariato.

Un attore che, per funzione, presidia la legalità ma che, sempre più, è chiamato a operare anche come facilitatore di diritti.

Dalla norma alla pratica: il nodo dell’accessibilità giuridica

Il cuore dell’accordo riguarda la capacità di rendere comprensibili, accessibili e utilizzabili gli strumenti giuridici già disponibili.

In Italia, infatti, esiste un impianto normativo articolato – basti pensare alle misure di protezione giuridica, agli strumenti di pianificazione patrimoniale o alle agevolazioni fiscali – che tuttavia non sempre viene pienamente conosciuto o utilizzato dalle famiglie.

Il Protocollo interviene proprio su questo scarto, prevedendo attività di informazione e divulgazione capillari: campagne, convegni, tavole rotonde.

Non solo comunicazione istituzionale, ma costruzione di consapevolezza diffusa.

Perché un diritto, se non è conosciuto, resta di fatto inaccessibile.

Formazione e reti: una responsabilità condivisa

Un altro asse strategico riguarda la formazione.

Il Protocollo prevede percorsi territoriali rivolti a professionisti, famiglie, associazioni ed enti del Terzo Settore.

L’obiettivo è duplice: da un lato accrescere le competenze tecniche, dall’altro favorire lo scambio di esperienze e la costruzione di reti collaborative.

È un passaggio rilevante, perché sposta il baricentro da un approccio verticale a un modello più orizzontale e condiviso.

In questo senso, il Notariato non è solo un soggetto tecnico, ma un nodo di connessione tra istituzioni e società civile.

Progetto di vita e valutazione multidimensionale

Tra gli elementi più significativi dell’accordo emerge il riferimento alla valutazione multidimensionale e alla definizione dei progetti di vita.

Un richiamo esplicito a un paradigma che supera la logica assistenziale per orientarsi verso un approccio personalizzato, centrato sulla persona e sui suoi desideri, capacità e contesti di vita.

In questo quadro, gli strumenti giuridici diventano leve operative per sostenere percorsi di autonomia e autodeterminazione.

Non più atti formali isolati, ma parti integrate di un progetto più ampio, costruito nel tempo e in dialogo con i diversi attori coinvolti.

Monitoraggio e supporto: il ruolo dell’Osservatorio

Il Protocollo prevede inoltre attività di monitoraggio sull’applicazione della normativa vigente, con particolare attenzione alle misure economico-fiscali e agli strumenti di protezione patrimoniale.

Un aspetto tutt’altro che secondario, perché consente di verificare l’effettiva efficacia delle politiche e di individuare eventuali criticità.

In questa prospettiva si inserisce anche il supporto tecnico-scientifico all’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità.

Un contributo che può rafforzare la capacità dell’Osservatorio di produrre analisi fondate e indicazioni operative.

Un cambio di paradigma ancora in costruzione

L’intesa si inserisce in un quadro più ampio, coerente con i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Ma, come spesso accade, la distanza tra enunciazione e attuazione resta il vero banco di prova.

La collaborazione con il Notariato rappresenta un tentativo concreto di ridurre questa distanza, portando il diritto più vicino alla vita quotidiana delle persone.

La sfida, ora, sarà misurare l’impatto reale di queste azioni: quante famiglie verranno raggiunte, quanti strumenti verranno effettivamente utilizzati, quanto cambierà la capacità delle persone con disabilità di autodeterminarsi.

Perché è qui che si gioca la partita più importante.

Non nella firma di un Protocollo, ma nella sua capacità di incidere sulle traiettorie di vita.

E trasformare, finalmente, i diritti da possibilità teoriche a pratiche quotidiane.

Immagine di copertina: Ufficio Relazioni con i Media- Consiglio Nazionale del Notariato: