“Un Amico per Te” di International Care Company utilizza un avatar conversazionale per offrire compagnia, stimolazione cognitiva e continuità relazionale a persone fragili e senior.
La solitudine non è soltanto l’assenza di qualcuno accanto.
Può diventare una condizione quotidiana capace di incidere sulla qualità della vita, sul benessere psicologico e sulla possibilità di mantenere relazioni e partecipazione sociale.
In una società che invecchia e nella quale cambiano le reti familiari e assistenziali, anche la tecnologia è chiamata a confrontarsi con bisogni che non riguardano esclusivamente la salute, ma coinvolgono autonomia, comunicazione e relazione.
È in questo scenario che si colloca “Un Amico per Te”, il nuovo servizio di International Care Company basato sull’intelligenza artificiale e rivolto a persone fragili, senior e utenti che possono vivere condizioni di solitudine o avere bisogno di un’interazione quotidiana semplice, continuativa e accessibile.
Integrato nella suite AidaCare Easy, il progetto è stato presentato agli Insurtech Days 2026, dove ha ricevuto lo Special Prize “Ecosystem Impact Award” nell’ambito degli Insurtech Innovation Awards, per il suo contributo all’incontro tra innovazione tecnologica, longevità attiva e assistenza.
Una società che invecchia
Il contesto nel quale nasce la soluzione è quello di una popolazione sempre più anziana.
In Italia le persone con almeno 65 anni rappresentano quasi un quarto della popolazione, ma all’interno di questa fascia esistono condizioni molto diverse per autonomia, salute, partecipazione sociale e familiarità con gli strumenti digitali.
Crescono quindi le esigenze legate alla continuità delle relazioni, all’accessibilità dei servizi e al sostegno ai caregiver, soprattutto quando isolamento e difficoltà nella vita quotidiana diventano più frequenti.
Le tecnologie conversazionali possono inserirsi in questo scenario come strumenti complementari. Una review del 2025 dedicata agli agenti conversazionali per le persone anziane ha evidenziato il loro potenziale nel rispondere ad alcune delle sfide dell’invecchiamento, sottolineando però la necessità di progettarli sulla base dei bisogni degli utenti e con il loro coinvolgimento.
Anche uno studio condotto su persone over 65 che vivono sole ha rilevato, dopo quattro settimane di utilizzo di un social robot digitale, una riduzione della solitudine e un miglioramento del benessere psicologico.
Tra gli ambiti di maggiore interesse sono emersi il supporto emotivo, l’assistenza nella routine quotidiana, l’interazione sociale e la stimolazione cognitiva.
Un avatar per accompagnare la quotidianità
“Un Amico per Te” prova a tradurre queste potenzialità in un servizio concreto.
L’utente accede attraverso un tablet con applicazione preinstallata, inserita all’interno di AidaCare Easy, la piattaforma che riunisce i servizi di assistenza di ICC e costituisce un punto di accesso alla Centrale Operativa. Il sistema combina tecnologie digitali e competenze professionali, con operatori e medici multilingue attivi 24 ore su 24, sette giorni su sette, oltre a una rete di service provider distribuita sul territorio nazionale.
Il servizio utilizza un avatar interattivo con sembianze umane, voce e video, progettato per sostenere conversazioni contestuali.
La scelta di un’interfaccia riconoscibile mira a rendere l’esperienza meno astratta e più immediata, soprattutto per chi ha una limitata familiarità con le tecnologie digitali.
Anche il linguaggio è stato pensato in questa prospettiva: l’avatar comprende l’italiano standard, espressioni colloquiali e alcune varianti dialettali. L’utilizzo di parole e modalità espressive legate al territorio può contribuire a rendere il dialogo più naturale e favorire una maggiore continuità nell’interazione.
Una memoria che costruisce continuità
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la memoria delle conversazioni. Al termine di ogni interazione il sistema genera un riepilogo strutturato associato al profilo dell’utente, costruendo progressivamente una memoria articolata nel breve, medio e lungo periodo.
L’architettura integra avatar conversazionale, modelli linguistici, memoria strutturata e tassonomie di rischio, consentendo di riconoscere preferenze, abitudini e ricorrenze emerse nel dialogo e di mantenere una maggiore coerenza tra le diverse interazioni.
La modalità di streaming in tempo reale permette inoltre all’avatar di rispondere progressivamente mentre viene generato il testo, rendendo la conversazione più fluida.
Riconoscere i segnali di attenzione
La tecnologia può anche contribuire a individuare segnali che meritano attenzione.
Nel sistema sono presenti meccanismi di analisi semantica capaci di intercettare possibili campanelli d’allarme attraverso dichiarazioni esplicite dell’utente o elementi indiretti emersi durante il dialogo.
Queste informazioni vengono organizzate in alert strutturati per sostenere una lettura dell’evoluzione del benessere comunicativo e relazionale.
Il servizio mantiene però un perimetro non clinico e non si propone di sostituire una valutazione sanitaria.
Il limite da non oltrepassare
Una tecnologia in grado di conversare, ricordare informazioni e riconoscere determinati segnali può rappresentare un supporto nella quotidianità, ma non può essere considerata equivalente ad una relazione umana. Il rischio sarebbe affidare alla tecnologia il compito di risolvere un problema che ha invece radici sociali, familiari e organizzative.
L’intelligenza artificiale può affiancare una persona, facilitare l’accesso a un servizio, offrire stimoli e contribuire a mantenere una continuità comunicativa; non dovrebbe trasformarsi nella risposta automatica a bisogni che richiedono presenza, ascolto e responsabilità.
Per questo l’efficacia di strumenti come “Un Amico per Te” dovrà essere valutata non soltanto sulla capacità dell’avatar di sostenere conversazioni, ma sulla loro effettiva utilità nella vita delle persone. L’innovazione assume valore quando amplia le possibilità di scelta e di autonomia, quando rende un servizio più accessibile e quando contribuisce a sostenere, anziché indebolire, la rete di relazioni che circonda l’utente.
Privacy e responsabilità
La questione riguarda anche la protezione delle informazioni. ICC dichiara che i dati vengono gestiti attraverso architetture conformi ai requisiti europei di sicurezza e protezione, con infrastrutture e processi di trattamento localizzati in Europa.
La gestione dei dati diventa quindi parte integrante della valutazione di strumenti che entrano nella quotidianità delle persone e raccolgono informazioni attraverso conversazioni continuative. Accessibilità, sicurezza e trasparenza devono procedere insieme, soprattutto quando gli utenti possono trovarsi in condizioni di maggiore vulnerabilità.
La tecnologia deve restare al servizio della persona
La sfida non è stabilire se l’intelligenza artificiale possa diventare una presenza quotidiana, ma definire quale debba essere il suo ruolo. Una persona anziana o fragile non coincide con il bisogno di assistenza e non può essere ridotta alla propria condizione. Restano desideri, interessi, abitudini, relazioni e capacità di scelta.
“Un Amico per Te” si inserisce così in una trasformazione più ampia del modo di concepire l’assistenza: non soltanto intervento quando emerge un problema, ma continuità, comunicazione e sostegno nella vita di ogni giorno.
Il risultato dipenderà dalla capacità di mantenere un equilibrio preciso: utilizzare l’intelligenza artificiale per rendere l’assistenza più accessibile e sostenibile senza trasformarla in un sostituto delle relazioni umane.
La tecnologia può simulare una conversazione, conservare una preferenza e riconoscere una ricorrenza, ma il valore dell’assistenza resta nella persona che quella conversazione la vive e nelle relazioni reali che nessun algoritmo dovrebbe sostituire.
Immagine di copertina: International Care Company S.p.A.





