Dalla terapia ormonale alla sessualità, fino alla prevenzione: la dottoressa Cristina Tomasi invita a superare disinformazione e stereotipi per affrontare con maggiore consapevolezza una fase naturale della vita.
La menopausa è una fase fisiologica della vita di ogni donna, eppure continua a essere accompagnata da informazioni incomplete, convinzioni errate e narrazioni spesso condizionate da paure e pregiudizi.
Un deficit di conoscenza che può influire sulla capacità di riconoscere i cambiamenti del proprio corpo, chiedere aiuto agli specialisti e accedere a un supporto adeguato.
Secondo un sondaggio condotto dall’University College London su 947 donne in perimenopausa, ripreso nel luglio 2026 dalla rivista The Lancet Obstetrics, Gynaecology & Women’s Health, fino al 90% delle partecipanti ha dichiarato di non aver mai ricevuto un’educazione sulla menopausa a scuola, mentre oltre il 60% si è sentita completamente disinformata.
I dati mostrano anche come la ricerca di informazioni avvenga spesso soltanto quando compaiono i primi sintomi.
Il 68,2% delle donne coinvolte nell’indagine ha dichiarato di essersi informato sulla menopausa solo dopo averne sperimentato le manifestazioni, affidandosi soprattutto alle amiche, ai siti web e ad altre risorse online.
Anche in Italia il quadro evidenzia la necessità di rafforzare l’informazione.
Secondo l’indagine La menopausa nella vita delle donne, promossa da Fondazione Onda ETS e pubblicata nel 2024, il 56% delle donne ritiene di possedere un livello di informazione medio-alto sul tema.
Le principali fonti sono le esperienze di amiche e familiari, indicate dal 74% delle intervistate, i siti internet, consultati dal 62%, e il confronto con i professionisti sanitari, in particolare ginecologi, indicati dal 65%, e medici di medicina generale, dal 39%.
PERIMENOPAUSA, I CAMBIAMENTI COMINCIANO PRIMA
A richiamare l’attenzione sul divario informativo è la dottoressa Cristina Tomasi, specialista in medicina interna e divulgatrice scientifica, che nel libro Una nuova te.
Il rivoluzionario Metodo Tomasi per la salute delle donne 40+, pubblicato da Antonio Vallardi Editore, affronta i dieci falsi miti più diffusi sulla menopausa.
La sua esperienza, maturata in oltre trent’anni di attività tra l’Ospedale Regionale di Bolzano e l’ambulatorio, evidenzia quanto sia importante fornire alle donne strumenti per comprendere i cambiamenti del proprio organismo.
«Quando si parla di menopausa, circolano troppe informazioni sbagliate», osserva Tomasi, sottolineando la necessità di distinguere le conoscenze scientifiche dalle convinzioni tramandate attraverso racconti personali e consigli non sempre attendibili.
Il primo mito riguarda l’idea che la menopausa arrivi all’improvviso.
In realtà, il percorso può iniziare anni prima, durante la perimenopausa, quando le oscillazioni ormonali possono accompagnarsi a insonnia, irritabilità, sbalzi d’umore, palpitazioni, alterazioni del ciclo mestruale e difficoltà di concentrazione.
La menopausa viene identificata retrospettivamente dopo dodici mesi consecutivi senza mestruazioni, in assenza di altre cause.
I cambiamenti che la precedono, tuttavia, possono essere già significativi e meritano attenzione, soprattutto quando incidono sulla qualità della vita.
TERAPIA ORMONALE E PESO: LE PAURE DA RIDIMENSIONARE
Tra le convinzioni più radicate c’è quella secondo cui la terapia ormonale sostitutiva (TOS) sarebbe sempre pericolosa e andrebbe evitata.
Il documento richiama, a questo proposito, una ricerca Censis del 2018, Ricominciare da cinquanta.
Libro bianco sulla menopausa: soltanto il 51,9% delle donne italiane tra i 45 e i 65 anni aveva sentito parlare della TOS e appena il 7,6% la utilizzava.
Secondo Tomasi, la percezione del rischio è influenzata anche da interpretazioni di studi del passato.
La terapia ormonale può contribuire ad alleviare i sintomi e a proteggere la salute ossea in donne selezionate, ma la sua appropriatezza deve essere valutata individualmente, considerando benefici, rischi, età, storia clinica e tempo trascorso dall’inizio della menopausa.
Non è una soluzione adatta indistintamente a tutte e richiede il confronto con il medico.
Anche la convinzione che debba essere necessariamente sospesa al compimento dei 60 anni non può essere trasformata in una regola universale: la prosecuzione va rivalutata sulla base della situazione clinica e delle evidenze disponibili.
Un altro falso mito attribuisce agli ormoni l’aumento di peso.
Durante la transizione menopausale possono verificarsi cambiamenti nella distribuzione del grasso corporeo, con una maggiore tendenza all’accumulo addominale, insieme a modificazioni della massa muscolare e del metabolismo.
L’invecchiamento, le abitudini alimentari e il livello di attività fisica contribuiscono a loro volta a questi cambiamenti.
Non è quindi corretto attribuire automaticamente l’aumento di peso alla terapia ormonale.
NON SOLO VAMPATE: SINTOMI REALI E QUALITÀ DELLA VITA
La menopausa non si manifesta esclusivamente attraverso vampate di calore e sudorazioni notturne.
I cambiamenti possono coinvolgere il sonno, l’umore, il metabolismo, l’apparato genitourinario e la sfera muscolo-scheletrica.
Non tutte le donne presentano gli stessi sintomi e la loro intensità può variare considerevolmente.
È altrettanto sbagliato considerare queste manifestazioni frutto dell’immaginazione o di una presunta fragilità emotiva.
Le oscillazioni e la riduzione degli ormoni sessuali possono produrre effetti biologici concreti, anche se non ogni disturbo che compare in questa fase è necessariamente riconducibile alla menopausa.
Una valutazione sanitaria permette di individuare le possibili cause e orientare gli interventi più appropriati.
Avere sintomi, inoltre, non significa invecchiare male.
La menopausa è un processo fisiologico e l’esperienza individuale non costituisce una misura della forza, della tenacia o del valore di una donna.
Alcune attraversano questa fase con manifestazioni limitate, altre sperimentano disturbi che richiedono un sostegno specifico.
Anche la sessualità non si conclude con la menopausa.
La riduzione degli estrogeni può favorire secchezza vaginale, dolore durante i rapporti e cambiamenti del desiderio, ma esistono interventi che possono migliorare il benessere intimo.
Le opzioni comprendono trattamenti locali, altre terapie quando indicate e fisioterapia del pavimento pelvico.
La scelta dipende dai sintomi e dalla storia clinica della persona.
La sessualità può trasformarsi, senza perdere per questo il suo significato affettivo e relazionale.
PREVENZIONE E ASCOLTO: NON È NECESSARIO SOPPORTARE
Considerare la menopausa una fase naturale non significa che sia necessario sopportarne in silenzio le conseguenze.
Quando i sintomi compromettono il benessere quotidiano, è opportuno rivolgersi a un professionista sanitario per valutare le possibilità di intervento.
Accanto alle eventuali terapie, possono contribuire alla salute generale un’alimentazione equilibrata, l’attività fisica, il supporto psicologico quando necessario e la cura del sonno.
La prevenzione resta fondamentale anche in assenza di disturbi evidenti.
I cambiamenti ormonali possono accompagnarsi a modificazioni della salute ossea e cardiometabolica che non producono necessariamente segnali immediati.
Per questo è importante discutere con il medico quali controlli siano indicati sulla base dell’età, dei fattori di rischio e della storia personale, senza ricorrere indiscriminatamente a esami non necessari.
L’ultimo mito da superare è forse quello più radicato sul piano culturale: l’idea che la menopausa rappresenti la fine della vita attiva, della femminilità o della possibilità di progettare il futuro.
Una rappresentazione che riduce una fase complessa a una perdita, trascurando le differenze individuali e le opportunità che possono accompagnare questa transizione.
Per Tomasi, la menopausa non segna una conclusione definitiva, ma una trasformazione che merita di essere compresa e affrontata con strumenti adeguati.
Superare la disinformazione significa riconoscere alle donne il diritto di conoscere il proprio corpo, ricevere risposte attendibili e partecipare consapevolmente alle decisioni sulla propria salute.
Per farlo, è necessario rafforzare l’educazione sanitaria, migliorare la preparazione degli operatori e promuovere un dialogo più aperto tra pazienti e professionisti.
La menopausa non dovrebbe essere un argomento da affrontare soltanto quando i sintomi diventano difficili da gestire, né una condizione da vivere nel silenzio.
Un’informazione accessibile e scientificamente fondata è il primo passo per trasformare paure e pregiudizi in consapevolezza, prevenzione e possibilità di scelta.
Fonti:
University College London: An online survey of postmenopausal women to determine their attitudes and knowledge of the menopause
The Lancet Obstetrics, Gynaecology, & Women’s Health
Indagine La menopausa nella vita delle donne, promossa da Fondazione Onda ETS
Ricerca Ricominciare da cinquanta.
Libro bianco sulla menopausa Censis
Immagine di copertina: Ufficio Stampa Espresso Comunication





