La richiesta di FAVO, SINuC, SINPE e Alleanza Contro il Cancro è chiara: inserire già nella Legge di Bilancio 2027 uno stanziamento dedicato per garantire ai pazienti oncologici che ne hanno indicazione clinica un accesso uniforme agli Alimenti a Fini Medici Speciali su tutto il territorio nazionale.
Non un generico impegno a intervenire, ma un primo provvedimento concreto, accompagnato da criteri nazionali omogenei di prescrizione ed erogazione, procedure burocratiche più snelle e tempi certi per l’attivazione della nutrizione domiciliare.
Le organizzazioni chiedono inoltre di assicurare la continuità del supporto nutrizionale nel passaggio dall’ospedale al domicilio e tra i diversi servizi sanitari, superando le differenze regionali che oggi possono tradursi in costi a carico delle famiglie, ritardi e difficoltà di accesso.
L’intervento dovrebbe rappresentare un primo passo verso l’inserimento degli AFMS nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), così da consolidare il riconoscimento della nutrizione clinica come componente integrante della cura oncologica.
La posta in gioco riguarda la salute dei pazienti, l’equità nell’accesso alle cure e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Secondo lo studio presentato al Senato, la diffusione dei Supplementi Nutrizionali Orali nei pazienti oncologici di nuova diagnosi con malnutrizione potrebbe generare un risparmio netto stimato di 45 milioni di euro l’anno.
Il Governo e il Parlamento sono quindi chiamati a tradurre le indicazioni scientifiche e gli impegni già avviati in misure finanziate, applicabili e verificabili.
Perché individuare la malnutrizione senza garantire l’accesso al trattamento necessario non è sufficiente: il supporto nutrizionale deve arrivare al paziente che ne ha bisogno, quando serve, senza ostacoli economici, burocratici o territoriali.





