Rendere un museo davvero accessibile non significa soltanto eliminare le barriere architettoniche.
Significa ripensare l’intera esperienza di visita affinché spazi, servizi, contenuti, linguaggi e modalità organizzative possano essere utilizzati e vissuti dal maggior numero possibile di persone.
È questa la prospettiva alla base di “Musei e accessibilità universale”, il nuovo bando promosso da Fondazione Cariplo, che mette a disposizione complessivamente 3 milioni di euro per sostenere interventi destinati a rendere i musei più accessibili alle persone con disabilità e ai bambini e alle bambine nella fascia 0-6 anni.
L’iniziativa riguarda i musei attivi nel territorio di riferimento della Fondazione, vale a dire la Lombardia e le province piemontesi di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola.
L’obiettivo è accompagnare le istituzioni culturali verso un cambiamento strutturale, superando una concezione dell’accessibilità legata esclusivamente a interventi specifici, occasionali o rivolti a singole categorie di visitatori.
Il bando nasce dalla collaborazione tra la Sfida “Destinazione Autonomia”, dedicata al rafforzamento dei sistemi territoriali a sostegno delle persone con disabilità e della loro inclusione, autonomia e partecipazione alla vita comunitaria, e la Sfida “Anita – L’infanzia prima”, orientata al benessere delle bambine e dei bambini da 0 a 6 anni, con particolare attenzione alle situazioni di vulnerabilità.
Ogni progetto potrà ricevere un contributo compreso tra 50.000 e 200.000 euro, a fronte di un cofinanziamento minimo del 20% del costo complessivo.
Le risorse potranno essere utilizzate per interventi molto diversi, purché inseriti in una strategia capace di incidere in modo duraturo sull’organizzazione e sulla qualità dell’esperienza museale.
Tra gli esempi di interventi finanziabili ci sono mappe tattili e supporti multisensoriali, percorsi fruibili autonomamente e senza prenotazione, contenuti realizzati in linguaggio semplificato, orari e tariffe più flessibili.
Per le famiglie con bambini piccoli potranno essere previsti anche spazi adeguati per l’allattamento e il cambio.
L’accessibilità, però, non si esaurisce negli strumenti e negli allestimenti.
Il bando considera infatti altrettanto importanti gli aspetti organizzativi e culturali.
Potranno essere sostenute la formazione del personale, dalla biglietteria alla direzione, l’individuazione di un referente interno per l’accessibilità e il coinvolgimento diretto delle persone interessate nella progettazione degli interventi.
Il principio è quello del design universale: progettare fin dall’inizio ambienti, servizi e contenuti tenendo conto della pluralità delle persone che potranno utilizzarli, anziché intervenire successivamente per adattare una struttura pensata per un visitatore considerato “standard”.
La necessità di un simile cambiamento emerge anche dai dati raccolti attraverso la prima mappatura sistematica dell’accessibilità museale promossa da Fondazione Cariplo in Lombardia e nelle province piemontesi di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola.
Alla rilevazione hanno partecipato 255 musei, pari al 76% delle 336 istituzioni invitate.
Il quadro restituisce un sistema sempre più consapevole dell’importanza dell’accessibilità, ma nel quale le soluzioni sono ancora spesso frammentarie e non sempre integrate nella progettazione ordinaria degli spazi, dei contenuti e delle politiche interne.
Particolarmente significativi sono i dati relativi alla prima infanzia.
La mediazione educativa rappresenta un punto di forza: il 41% dei musei risulta molto preparato e soltanto il 17% non dispone di alcuna proposta dedicata.
Più limitata è invece la presenza di spazi e servizi progettati specificamente per i bambini da 0 a 6 anni.
Gli spazi dedicati sono assenti nel 40% dei musei e servizi e attrezzature mancano nel 48%.
Il fasciatoio è presente nel 46% delle strutture, un’area per il parcheggio dei passeggini nel 34% e uno spazio per l’allattamento appena nel 16%.
Ancora più evidente è il divario nella fascia 0-3 anni: gli allestimenti a doppia altezza sono presenti nel 3% dei musei, i dispositivi tattili nel 4%, i laboratori nell’8% e le visite guidate dedicate nel 9%.
Anche sul fronte della disabilità emergono differenze importanti tra le diverse dimensioni dell’accessibilità.
Le soluzioni legate alla mobilità risultano più diffuse rispetto agli strumenti destinati all’accessibilità cognitiva, sensoriale e organizzativa.
I servizi igienici accessibili sono presenti nel 77,3% dei musei, mentre il 63,1% dispone di percorsi privi di barriere o di alternative equivalenti.
La gratuità dell’ingresso per le persone con disabilità è invece molto diffusa e raggiunge il 91,4%.
Restano più problematici gli strumenti che consentono una fruizione autonoma dell’esperienza culturale.
I supporti multisensoriali sono assenti nel 56,5% dei musei, le didascalie in lingua piana nel 47,1% e le mappe tattili o le planimetrie a rilievo nel 78,8%.
Un altro elemento riguarda la governance.
Nel 47,6% dei musei non è ancora presente un referente per l’accessibilità e soltanto il 7,5% inserisce questo tema in modo strutturato nei propri piani strategici.
La mancanza di risorse economiche rappresenta inoltre l’ostacolo maggiormente indicato dalle istituzioni: è segnalata dal 64,8% dei musei per gli interventi rivolti alle persone con disabilità e dall’80% per l’offerta destinata alla prima infanzia.
I dati mostrano tuttavia anche che l’accessibilità non dipende esclusivamente dalle dimensioni di un museo o dalla quantità di risorse disponibili.
Anche tra le istituzioni più piccole sono presenti esperienze avanzate.
A fare la differenza sembra essere soprattutto la capacità di considerare l’accessibilità come parte integrante della strategia e dell’organizzazione.
È proprio su questo aspetto che Fondazione Cariplo intende intervenire, affiancando alle risorse economiche attività di formazione, accompagnamento e costruzione di reti.
Al bando si affianca infatti un percorso di capacity building aperto a tutti i musei interessati ad approfondire i temi dell’accessibilità e del design universale, indipendentemente dalla partecipazione al bando.
Promosso da Abbonamento Musei in collaborazione con Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura e la museologa Maria Chiara Ciaccheri, il percorso prevede momenti formativi e una comunità di pratiche finalizzati alla condivisione delle esperienze, alla crescita delle competenze e alla diffusione di approcci innovativi.
“Con questo intervento Fondazione Cariplo supera l’idea che esistano pubblici speciali a cui dedicare misure separate”, sottolinea Andrea Rebaglio, direttore dell’Area Attività Filantropiche Trasversali e Sfide di Mandato di Fondazione Cariplo.
L’obiettivo, spiega, è progettare luoghi e servizi pensando fin dall’inizio alla pluralità delle persone che li utilizzeranno.
“Un museo capace di accogliere una persona con disabilità, una famiglia con bambini piccoli o un visitatore con esigenze particolari non è semplicemente più inclusivo, è un luogo migliore e più funzionale per tutti”.
Il percorso di candidatura prevede due fasi.
Le Proposte dovranno essere presentate entro il 9 dicembre 2026.
Per quelle selezionate, la seconda fase prevede la presentazione dei Progetti entro l’11 novembre 2027, al termine del percorso di accompagnamento e formazione promosso dalla Fondazione.
Il bando sarà presentato ufficialmente durante un incontro online gratuito in programma giovedì 17 settembre 2026 alle ore 10.30.
Nel corso dell’appuntamento saranno illustrati gli obiettivi dell’iniziativa, i criteri di partecipazione, i limiti dei finanziamenti e le modalità di candidatura.
L’iniziativa introduce così una prospettiva nella quale l’accessibilità non viene considerata un’aggiunta alla proposta culturale, ma una sua componente strutturale.
Perché un museo accessibile non è soltanto quello in cui una persona riesce a entrare: è quello in cui può orientarsi, comprendere, partecipare, scegliere come vivere la visita e sentirsi pienamente parte dell’esperienza culturale.
Fonti:





