Dal 1° al 3 maggio 2026 Napoli ospita il XXXVIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, uno degli appuntamenti più rilevanti per la medicina dell’età evolutiva.
Il titolo scelto – “Costruire il benessere di domani: la salute dei bambini al centro del cambiamento” – sintetizza un passaggio cruciale: la pediatria non è più soltanto cura della malattia, ma costruzione attiva di salute, fin dai primi anni di vita.
L’evento riunisce oltre 250 specialisti tra pediatri di libera scelta, ospedalieri, ricercatori e operatori sanitari, chiamati a confrontarsi su sfide sempre più complesse.
Al centro, un approccio integrato che tiene insieme prevenzione, personalizzazione delle cure e lettura sistemica dei determinanti di salute.
Dalla clinica alla prevenzione: un cambio di paradigma
Il Congresso si distingue per un’impostazione fortemente orientata alla pratica.
Accanto alle sessioni plenarie, sono previsti workshop e corsi interattivi dedicati alla gestione quotidiana del paziente pediatrico: dalla dermatologia per immagini alla diagnosi precoce dei disturbi visivi, fino all’individuazione delle cosiddette “red flags”, segnali precoci che possono orientare verso patologie anche gravi.
In questa prospettiva, l’ambulatorio del pediatra si configura sempre più come presidio strategico di prevenzione.
Non solo luogo di cura, ma spazio di osservazione continua, educazione sanitaria e intercettazione precoce del rischio.
Un approccio multidisciplinare alle nuove fragilità
Il programma scientifico abbraccia un ampio spettro di temi: dalle strategie vaccinali alle malattie infettive emergenti, dalle patologie gastrointestinali ai disordini endocrino-metabolici, fino alla gestione delle urgenze pediatriche.
Un’attenzione particolare è riservata anche alla salute mentale, alle dipendenze, alla salute sessuale e all’impatto del cambiamento climatico sul benessere dei più piccoli.
Questa ampiezza riflette la trasformazione della pediatria contemporanea, chiamata a confrontarsi con fragilità nuove e spesso invisibili: disagio psicologico, isolamento sociale, povertà educativa.
Fattori che non possono essere affrontati con strumenti esclusivamente clinici, ma richiedono un’integrazione tra sanità, scuola e politiche sociali.
Il bambino come “punto zero” del cambiamento
“Costruire il futuro del bambino significa costruire il futuro della società”.
È questa la visione espressa da Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps, che individua nella prevenzione precoce – in particolare nei primi 1000 giorni di vita – la leva più efficace per incidere sulle traiettorie di salute.
In questa fase, fattori come nutrizione, ambiente e condizioni socio-economiche agiscono sull’espressione genetica attraverso meccanismi epigenetici, influenzando in modo duraturo il benessere futuro.
È qui che si gioca una partita decisiva: non solo sul piano sanitario, ma anche culturale e politico.
Stili di vita e ambiente: le sfide del presente
Tra le criticità emergenti, il Congresso pone l’accento sull’aumento della sedentarietà, sulla riduzione dell’attività fisica e sul crescente disagio psicologico, fenomeni accentuati nel post-pandemia.
Emblematico è il dato sull’obesità pediatrica, che interessa circa un bambino su tre, configurandosi come una vera e propria malattia sociale.
Le risposte indicate sono chiare: promozione della dieta mediterranea, valorizzazione del gioco all’aperto, educazione alimentare fin dallo svezzamento e ruolo attivo della scuola.
Allo stesso tempo, viene ribadita la centralità dell’ambiente: qualità dell’aria, accesso agli spazi verdi e sostenibilità diventano determinanti imprescindibili per la salute infantile.
Il pediatra come regista della salute
In questo scenario, cambia anche il ruolo del pediatra.
Non più soltanto clinico, ma figura di riferimento capace di coordinare interventi, costruire alleanze e promuovere alfabetizzazione sanitaria nelle famiglie.
Un vero e proprio “regista della salute”, impegnato in un lavoro di rete con scuole, istituzioni e territorio.
La prevenzione deve diventare sistematica e strutturata, supportata da strumenti operativi come screening del benessere emotivo e monitoraggi programmati.
Un approccio che richiede formazione continua, ma anche politiche pubbliche coerenti e investimenti mirati.
Investire nei bambini per costruire il futuro
Il messaggio che emerge dal Congresso Sipps 2026 è netto: la prevenzione non è un costo, ma un investimento strategico.
Investire nella salute dei bambini significa ridurre l’incidenza delle malattie, migliorare la qualità della vita e costruire una società più equa e sostenibile.
In un contesto segnato da trasformazioni rapide e nuove vulnerabilità, la pediatria preventiva e sociale si conferma uno strumento chiave per affrontare il presente e orientare il futuro.
E Napoli, per tre giorni, diventa il laboratorio di questa visione: una sanità che guarda oltre la cura, per costruire benessere.





