OLTRE GLI STEREOTIPI: QUANDO LA DISABILITÀ NON È L’UNICO PROBLEMA


Quando si parla di disabilità, il racconto dominante spesso si rifugia nel pietismo, nella spettacolarizzazione del dolore o nell’esaltazione dei cosiddetti “supereroi”. I media, la pubblicità e il linguaggio comune tendono a ricondurre le persone con disabilità ad eterni bambini, “speciali”, da compatire o da celebrare in modo stucchevole.

Questo tipo di narrazione cancella la complessità, l’individualità e il diritto all’autodeterminazione.

In questo contesto, la nuova campagna della Fondazione Tetrabondi irrompe con forza, ironia e irriverenza, restituendo voce, corpo e desideri a chi per troppo tempo è stato raccontato da altri. Il messaggio è chiaro: “a volte la disabilità è l’ultimo dei miei problemi”.

SGANGHERATI E LIBERI: LA CAMPAGNA DEI TETRABONDI


“Sbilenchi e sgangherati ma liberi e autodeterminati!”

È il cuore della campagna sociale promossa dalla Fondazione Tetrabondi, ideata e realizzata gratuitamente dall’agenzia SuperHumans, con le foto di Ilaria Magliocchetti Lombi e la voce narrante di Valerio Mastandrea.

Il progetto ha l’ambizione di “superare lo stigma per fare emergere le persone, con tutta la loro complessità e unicità, al di là dell’etichetta della loro diagnosi o condizione”.

Le storie di Sirio, Gaia, Mara, Oly e Theo non sono edulcorate né filtrate da retoriche di comodo: sono storie di vite reali, con difficoltà, sogni e una sorprendente dose di irriverenza.

La campagna è stata accolta con entusiasmo da vari gruppi editoriali, come GEDI e Internazionale, che hanno deciso di rilanciarla gratuitamente.

CHI SONO GLI AUTORI DELLA CAMPAGNA

A ideare e promuovere la campagna è Valentina Perniciaro, giornalista, attivista e presidente della Fondazione Tetrabondi.

Madre di Sirio – protagonista e ispirazione dell’intero progetto – da anni si batte per i diritti delle persone con disabilità, lavorando per un cambiamento culturale profondo, che ponga al centro l’autodeterminazione e una narrazione alternativa, libera da pietismi.


Le immagini della campagna sono di Ilaria Magliocchetti Lombi, fotografa specializzata nel ritratto, nota per il suo sguardo autentico e rispettoso.

Il concept creativo della campagna è stato sviluppato da superhumans, agenzia guidata da Francesco Taddeucci, Luca Albanese, Paolo Platania e Richard Ercolani.

Con un approccio coraggioso e non convenzionale, l’agenzia firma progetti di forte impatto sociale e valoriale, spesso centrati su diritti, inclusione e sostenibilità.


A dare voce ai protagonisti è Valerio Mastandrea, attore e regista impegnato da anni nel sociale.

“A VOLTE LA DISABILITÀ È L’ULTIMO DEI PROBLEMI”


È questo lo slogan che accompagna i protagonisti nelle loro vicende quotidiane: Sirio “non ha studiato per la verifica, e per giustificarsi ‘farà morire il nonno un’altra volta’”, Oli e Theo “sono nei guai perché hanno rubato la palla a un bambino”, Mara “si è presa una cotta per il migliore amico del suo ex” e ha inviato per errore “le foto sconvenienti della sera precedente”, mentre Gaia “non può uscire a skateare con la sua sedia a rotelle perché piove”.


I loro problemi sono quelli di tanti coetanei. Con un’ironia tagliente e liberatoria, la campagna mostra che la disabilità non deve per forza essere il fulcro del racconto, e anzi, può essere un elemento secondario rispetto ai sogni, ai desideri, agli inciampi di una quotidianità piena e vissuta.

OLTRE IL PIETISMO: UNA NUOVA NARRAZIONE DELLA DISABILITÀ


“Parlare di disabilità non è mai facile e lo è ancora meno in una società in cui si tende a usare un linguaggio velato, che finisce per rafforzare lo stigma in nome del cosiddetto politicamente corretto”, si legge nella nota stampa.
Per questo la campagna fa uso di parole provocatorie, taglienti, talvolta eccessive, per distruggere i luoghi comuni melensi.
“Non sono solo tetraplegici.

Non sono solo sordi, ipovedenti, storti, pieni di paralisi o di distonie, con quel rivoletto di bava sempre pronto a scendere sul viso e poi sui vestiti: sono bambini e bambine, adolescenti, giovani e futuri adulti di una società che deve imparare a guardarli per quello che sono”, afferma Valentina Perniciaro.

GAIA, MARA, SIRIO: VITE CHE SCOPPIANO DI VITALITÀ


Tra le storie più emozionanti, quella di Gaia, 14 anni, nata “senza battito” dopo la morte della madre durante il parto.

Dopo anni di ricoveri e interventi, “contro il parere di tutti, è diventata una ragazza consapevole dei suoi desideri, della sue capacità e dei suoi bisogni”.

Vive con la nonna e la sorella vicino all’ospedale Bambino Gesù di Palidoro, ha da poco abbandonato la tracheostomia e ha potuto fare il suo primo tuffo in mare.


Queste vite, con bisogni complessi ma piene di aspirazioni, sono tutto fuorché “speciali”: sono normali, uniche, irriducibili a una diagnosi.

UNA RIVOLUZIONE CULTURALE DA RACCOGLIERE E DIFFONDERE


La Fondazione Tetrabondi è nata nel 2021 “per rivoluzionare l’approccio con la disabilità, distruggendo stigma e stereotipi attraverso progetti di inclusività universale”.
Con sede legale a Milano e operativa a Roma, si batte per “ridisegnare il linguaggio, come il profilo delle nostre città, per trasformare la società e la cultura di chi le attraversa”.

Una missione che parte dalla convinzione che nessuna vita debba essere destinata solo alla cura e all’assistenza, ma che ogni persona debba poter prendere decisioni, essere parte attiva della propria esistenza, del proprio percorso verso la felicità.


La campagna dei Tetrabondi è un invito potente, necessario, a guardare oltre la disabilità, per scoprire l’umanità intera che ciascuna di queste storie contiene.

immagine di copertina: Ufficio stampa Elastica