Salute mentale e disabilità: alla Camera il Manifesto di Serenis e della FISH per un accesso equo alla psicoterapia

È stato presentato presso la Camera dei Deputati il Manifesto per l’accesso alla psicoterapia, promosso da Serenis, centro medico digitale per il benessere mentale e fisico, e dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).
L’iniziativa, sostenuta dall’onorevole Luciano Ciocchetti e dall’onorevole Ilenia Malavasi, punta a portare al centro del dibattito istituzionale un tema spesso trascurato: il diritto alla salute mentale per le persone con disabilità e per i loro caregiver.

I dati: una rinuncia che pesa

Il Manifesto si basa su un’indagine congiunta che rivela una realtà allarmante: quasi il 25% delle persone con disabilità ha dichiarato di aver rinunciato a un percorso psicologico.
Le cause principali di questa rinuncia includono la presenza di barriere architettoniche e logistiche, ostacoli comunicativi, costi elevati e resistenze culturali che continuano a relegare la salute mentale a un bisogno secondario.

La questione ha una portata sistemica se si considera che in Italia vivono circa 2,9 milioni di persone con disabilità, supportate da 12,7 milioni di caregiver (il 34,6% della popolazione tra i 18 e i 64 anni).
Anche tra chi presta assistenza emerge un forte bisogno insoddisfatto, poiché il 43% dei caregiver ritiene che il supporto psicologico non sia accessibile, mentre il 50,4% si dichiara favorevole a provare la psicoterapia online.

Autodeterminazione e Progetto di Vita

Il fulcro del documento è il principio di autodeterminazione. La psicoterapia non deve essere considerata un servizio opzionale, ma una parte integrante del Progetto di Vita della persona con disabilità. Vincenzo Falabella, Presidente della FISH, ha sottolineato che non può esserci vera salute senza un adeguato benessere psicologico, definendo la rinuncia alla terapia come una violazione dei diritti.
Allo stesso modo, Daniele Francescon, cofondatore di Serenis, ha evidenziato come il digitale possa abbattere le barriere territoriali, a patto che le piattaforme siano progettate in modo accessibile e i terapeuti siano formati sulle specificità della disabilità.

Le istituzioni e l’impegno politico

Il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, in un messaggio scritto, ha richiamato la necessità di un lavoro congiunto tra istituzioni e sistema sanitario per superare le barriere economiche e culturali, citando l’iter legislativo per il riconoscimento dei caregiver familiari.
L’onorevole Malavasi ha definito la difficoltà di accesso alle cure una “ferita del welfare”, sottolineando l’urgenza di rimuovere ostacoli evitabili che impediscono il pieno diritto alla salute dei cittadini.

Oltre il documento: verso un cambiamento strutturale

Il Manifesto chiede che il supporto psicologico venga riconosciuto come diritto universale e pilastro delle politiche di inclusione.
L’obiettivo è trasformare queste istanze in misure strutturali, garantendo che l’accesso alla cura diventi effettivo e non solo enunciato.
Investire nella salute mentale significa, in ultima analisi, investire nella coesione sociale e nella piena partecipazione delle persone con disabilità e delle loro famiglie alla vita pubblica.

Fonte: https://www.serenis.it/manifesto-fish

Immagine di copertina:Ufficio Stampa FISH