Presentato al Senato il Bilancio sociale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti: prevenzione, lavoro, innovazione e progetto di vita al centro della strategia 2026-2030.
L’autonomia non si misura soltanto con statistiche, bilanci o rendicontazioni economiche.
Si misura nella possibilità di studiare, lavorare, partecipare alla vita sociale, votare in modo indipendente, accedere ai servizi e costruire il proprio progetto di vita.
È questo il messaggio emerso dalla presentazione del Bilancio sociale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti (UICI), illustrato nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica durante il convegno “Oltre i numeri: il valore sociale dell’autonomia”.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo, tra cui la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, il presidente del Gruppo Fratelli d’Italia al Senato Lucio Malan, il presidente dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità Maurizio Borgo, il presidente nazionale dell’UICI Mario Barbuto e la vicepresidente nazionale Linda Legname.
Ad aprire i lavori è stato un messaggio del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha definito il Bilancio sociale “la testimonianza concreta di un impatto sociale straordinario”, sottolineando come il documento rappresenti molto più di una semplice rendicontazione amministrativa.
Un’organizzazione radicata sul territorio
I dati raccontano la dimensione dell’attività svolta dall’associazione: 38.531 soci, 105 sedi territoriali, 475 dipendenti e 2.362 volontari.
Ma sono soprattutto gli effetti concreti delle attività a descrivere il valore generato.
Nel corso del 2025 l’UICI ha raggiunto oltre 27.500 persone attraverso i propri servizi, erogando circa 1,4 milioni di ore di attività.
Sono stati realizzati 17.000 controlli oculistici gratuiti e oltre 46.000 visite nei Centri oculistici sociali, mentre più di 17.000 utenti hanno usufruito del servizio Libro Parlato.
Cresce anche l’impegno nell’innovazione, con migliaia di cittadini che hanno richiesto strumenti per esercitare il diritto di voto in maggiore autonomia e con un costante investimento nella comunicazione accessibile.
Un risultato reso possibile destinando il 75% delle risorse direttamente alle attività istituzionali, con l’obiettivo di promuovere autonomia personale, inclusione sociale e tutela dei diritti.
Il valore della prevenzione
Tra i temi centrali dell’intervento di Mario Barbuto vi è stato quello della prevenzione visiva, considerata una responsabilità che va oltre la rappresentanza delle persone cieche e ipovedenti.
Attraverso la collaborazione con IAPB Italia ETS (Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – Sezione italiana), l’UICI promuove campagne di screening e attività territoriali che puntano a intercettare precocemente le patologie oculari, portando la prevenzione direttamente nei territori grazie ai Centri oculistici sociali.
Un investimento che non produce benefici soltanto sanitari, ma anche economici e sociali, riducendo i costi derivanti dalla perdita della vista e favorendo una maggiore qualità della vita.
Le sfide del prossimo quinquennio
Il Bilancio sociale non guarda soltanto ai risultati raggiunti, ma definisce anche una strategia per il periodo 2026-2030.
Tra le priorità individuate figurano la piena attuazione del progetto di vita previsto dalla riforma della disabilità, l’impiego dell’intelligenza artificiale come strumento di inclusione, il riconoscimento del diritto di voto senza assistenza all’interno della cabina elettorale, il rafforzamento dell’inclusione lavorativa delle persone ipovedenti, il sostegno alle persone con disabilità complesse e ai caregiver e l’eliminazione delle barriere fisiche, sensoriali e digitali che ancora limitano la piena partecipazione alla vita civile.
Intelligenza artificiale e accessibilità
L’innovazione tecnologica rappresenta uno degli assi portanti della programmazione futura.
Secondo Barbuto, l’intelligenza artificiale sarà uno degli strumenti destinati a trasformare profondamente la vita delle persone con disabilità visiva, purché venga sviluppata e utilizzata secondo criteri di accessibilità universale.
Un tema condiviso anche dalla ministra Alessandra Locatelli, che ha ricordato come il confronto sulle nuove tecnologie sia già stato avviato durante ExpoAid, coinvolgendo imprese e soggetti del settore tecnologico per favorire soluzioni realmente inclusive.
Diritti, lavoro e cittadinanza
Tra i passaggi più significativi dell’incontro è emersa la convinzione che l’autonomia non possa essere disgiunta dall’accesso al lavoro.
Per l’UICI, l’occupazione rappresenta il presupposto dell’indipendenza economica e della piena cittadinanza.
Un principio già sostenuto un secolo fa dal fondatore Aurelio Nicolodi, che individuava nell’istruzione e nel lavoro gli strumenti fondamentali per il riscatto civile delle persone con disabilità visiva.
Accanto al tema occupazionale restano aperte altre importanti sfide: l’accessibilità dei servizi bancari, dei totem digitali, delle audiodescrizioni audiovisive, dell’inclusione scolastica e dell’esercizio effettivo del diritto di voto.
Oltre l’assistenza
Nel suo intervento conclusivo, Linda Legname ha ricordato che l’obiettivo dell’associazione non è ottenere assistenzialismo, ma costruire pari opportunità attraverso l’eliminazione delle barriere culturali e sociali.
Una visione condivisa anche da Lucio Malan, che ha evidenziato il ruolo dell’UICI nel portare all’attenzione delle istituzioni le esigenze concrete delle persone con disabilità visiva, contribuendo così a orientare politiche pubbliche più efficaci.
Il Bilancio sociale dell’UICI restituisce dunque l’immagine di un’organizzazione che interpreta l’autonomia come un investimento collettivo.
Dietro ogni numero ci sono persone che possono accedere alla prevenzione, acquisire strumenti per vivere in modo indipendente, partecipare alla vita democratica e costruire il proprio futuro.
Un valore sociale che supera la dimensiona della rendicontazione e diventa una misura concreta della capacità di una comunità di garantire diritti, inclusione e pari opportunità.





