UN ROBOT PER L’AUTONOMIA DEI PASSEGGERI CON RIDOTTA MOBILITÀ: A TREVISO PRESENTATO IL PROTOTIPO RAPIDO

Accessibilità come paradigma e non come concessione

Parlare di accessibilità significa interrogare il modello culturale con cui una società interpreta la fragilità.

Per lungo tempo la disabilità è stata letta in chiave assistenzialistica: la persona come destinataria di cura, protezione, intervento sostitutivo.
Un soggetto da accompagnare, talvolta da gestire, raramente da riconoscere come titolare pieno di diritti e capacità decisionali.
In questa cornice, l’accessibilità è stata concepita come servizio aggiuntivo, risposta riparativa a un presunto deficit individuale, e non come requisito strutturale dell’ambiente.

Il cambio di paradigma – ancora parziale – impone invece di spostare l’attenzione dal limite personale alla responsabilità collettiva.
La fragilità non definisce l’identità della persona: emerge dall’interazione tra individuo e contesto.

È il contesto, se progettato senza considerare la pluralità dei corpi e delle capacità, a generare disabilità. L’accessibilità diventa allora una questione di progettazione, governance e diritti, non di benevolenza.

In questo quadro si inserisce la presentazione, all’aeroporto “Antonio Canova” di Treviso, del prototipo RAPIDO – Robot per l’assistenza a passeggeri con ridotta mobilità – un veicolo elettrico a guida autonoma pensato per facilitare gli spostamenti all’interno del terminal.
Il progetto, finanziato dal Programma INTERREG VI-A Italia-Austria 2021/2027, è giunto alla fase conclusiva e attende ora la validazione tecnica e funzionale prevista entro marzo.

RAPIDO nasce da un partenariato transfrontaliero composto da Klaxon Mobility GmbH (lead partner), Intercom Solutions Srl e AER TRE, società di gestione dello scalo trevigiano controllata dal Gruppo SAVE. Avviato nel giugno 2023, con termine previsto

ad aprile 2026, il progetto dispone di un budget complessivo di 834.127,90 euro, sostenuto in larga parte dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

TECNOLOGIA E INTEGRAZIONE: UN’INFRASTRUTTURA CHE DIALOGA

Il veicolo elettrico sviluppato nell’ambito del progetto è in grado di muoversi in ambienti mappati grazie a telecamere e sensori che consentono auto-localizzazione ed evitamento automatico degli ostacoli.
Non si tratta però di un dispositivo isolato: la sua efficacia dipende dall’integrazione con l’infrastruttura digitale aeroportuale.

La piattaforma dialoga costantemente con i sistemi IT dello scalo, scambiando dati su posizione, stato operativo, numero del gate e orario del volo. In un ambiente ad alta complessità regolatoria come quello aeroportuale, ciò implica standard elevatissimi di sicurezza informatica e protezione dei dati personali.

L’integrazione tecnologica è stata quindi sviluppata in conformità ai principali standard internazionali di cybersecurity, in linea con il quadro normativo europeo.

DALL’ASSISTENZA SOSTITUTIVA ALL’AUTODETERMINAZIONE

Oggi l’assistenza ai passeggeri con ridotta mobilità si fonda prevalentemente sull’intervento diretto di operatori dedicati. RAPIDO non elimina il supporto umano, ma introduce una modalità complementare che amplia lo spazio di scelta del passeggero. Il veicolo consente di raggiungere il gate in autonomia, offrendo anche la possibilità di sostare presso negozi e punti di ristoro lungo il percorso.

Il passaggio non è meramente tecnologico. È culturale.
Significa riconoscere che l’autonomia – anche parziale – è un elemento costitutivo della dignità. In uno scalo che registra circa 3 milioni di passeggeri l’anno e fornisce assistenza a oltre 15.000 persone con difficoltà di deambulazione o disabilità, l’impatto potenziale riguarda sia l’esperienza individuale sia l’organizzazione complessiva del servizio.

UNA SPERIMENTAZIONE CON RICADUTE SISTEMICHE

Il 10 febbraio il prototipo è stato presentato a un gruppo selezionato di stakeholder territoriali – tra cui ULSS 2, IV Commissione Sociale del Comune di Treviso, ISRAA e Confartigianato Marca Trevigiana – ANAP – in un momento di confronto tecnico finalizzato a valutare possibili evoluzioni del progetto.

Una volta completata la validazione, l’obiettivo è l’immissione sul mercato del veicolo, con applicazioni potenziali non solo in ambito aeroportuale ma anche in ospedali, stazioni ferroviarie, hotel e altri spazi pubblici complessi. Il progetto si colloca nel solco degli Obiettivi 9 e 11 dell’Agenda 2030 dell’Unione Europea, relativi allo sviluppo di infrastrutture resilienti, innovative e sostenibili.

ACCESSIBILITÀ COME MISURA DELLA QUALITÀ DEMOCRATICA

L’introduzione di soluzioni come RAPIDO solleva una questione di fondo: l’accessibilità non può essere considerata un servizio opzionale, ma un indicatore della qualità democratica dello spazio pubblico.
La tecnologia può favorire l’inclusione solo se integrata in una visione sistemica che superi la logica dell’eccezione.

La scelta dell’aeroporto di Treviso come sito pilota rappresenta, in questo senso, un banco di prova concreto: un contesto reale in cui testare un modello potenzialmente replicabile.

La sfida sarà verificare se l’innovazione saprà tradursi in effettiva redistribuzione di autonomia, evitando di ridursi a soluzione simbolica.

RAPIDO apre una prospettiva chiara: passare dall’assistenza come tutela alla mobilità come diritto esercitabile.
La validazione tecnica ne misurerà l’affidabilità operativa; la vera misura del successo sarà però la capacità di incidere sull’esperienza delle persone con disabilità, trasformando l’infrastruttura in spazio realmente accessibile.

Immagine di copertina: Ufficio Stampa Community