UNA SCELTA DENSA DI SIGNIFICATO: IL CENTRO NEMO DEDICATO A UNA DONNA DI FEDE E CORAGGIO
Da pochi giorni il Centro Clinico NeMO Roma porta il nome della beata Armida Barelli, la prima persona con SLA a essere proclamata beata dalla Chiesa.
Una scelta fortemente voluta da AISLA, Istituto Toniolo, Università Cattolica del Sacro Cuore e Fondazione Policlinico Gemelli, che unisce storia, scienza e spiritualità nel nome della cura.
La cerimonia si è svolta in occasione del decimo anniversario del Centro, nel giorno della memoria liturgica della beata.
«Ora non posso più parlare, ma posso pensare, amare, pregare, scrivere e offrire la mia croce al Signore», recita la citazione scelta per accompagnare il ritratto ufficiale della Barelli, svelato all’ingresso del reparto.
LA TESTIMONIANZA DELLA COMUNITÀ SLA: UN GESTO CHE UNISCE MEMORIA E FUTURO
«Da oggi, la beata Armida Barelli è un riferimento per le persone con SLA, per le nostre famiglie e per tutti coloro che fanno della cura un impegno quotidiano», ha dichiarato Fulvia Massimelli, presidente nazionale di AISLA.
La giornata è stata scandita da testimonianze di familiari, volontari, operatori sanitari e pazienti.
La presenza dell’onorevole Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha sottolineato il valore istituzionale dell’iniziativa: «la testimonianza di Armida Barelli risuona in noi ancora più forte: donna visionaria ma concreta, promotrice di una visione antropocentrica e difensora della dignità della vita».
UN CENTRO DI ECCELLENZA TRA CURA E RICERCA
Il Centro Clinico NeMO di Roma è diretto dal professor Mario Sabatelli, che dal 2015 guida un’équipe multidisciplinare per la presa in carico delle persone con malattie neuromuscolari. «Intitolare il nostro Centro alla beata Armida Barelli significa riconoscere che la medicina non si riduce alla cura della malattia, ma si esprime prima di tutto nel sollievo dalla sofferenza», ha sottolineato Sabatelli.
Il Centro, integrato nel Policlinico Gemelli, rappresenta un modello unico in Italia, dove cura e ricerca avanzata si fondono in un approccio centrato sulla persona.
ARMIDA BARELLI: UNA VITA DI IMPEGNO E SPIRITUALITÀ
Nata a Milano nel 1882, Armida Barelli ha dedicato la sua vita alla formazione delle giovani generazioni, alla promozione della donna nella società e alla fondazione di opere educative e sociali. Colpita dalla Paralisi Bulbare Progressiva (oggi nota come SLA), morì nel 1952.
È stata cofondatrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e promotrice della Gioventù Femminile di Azione Cattolica. Il 20 febbraio 2021 Papa Francesco ha riconosciuto un miracolo avvenuto per sua intercessione, aprendo la via alla beatificazione, celebrata il 30 aprile 2022.
IL RICORDO DI PAPA FRANCESCO E LA MESSA DI SUFFRAGIO
«La sua vita è fatta di ascolto e accoglienza, testimone di un legame tra ciò che si ascolta e ciò che si vive», ha scritto Papa Francesco nella prefazione alla biografia ufficiale di Barelli.
La cerimonia di intitolazione si è conclusa con una celebrazione eucaristica nella cappella del Policlinico, presieduta da Mons. Claudio Giuliodori, alla presenza della comunità universitaria e ospedaliera.
Un momento che ha unito spiritualità, ricordo e speranza, con un pensiero speciale rivolto anche al Santo Padre recentemente scomparso.
FEDE, INTELLIGENZA E CURA: UN PERCORSO CHE CONTINUA
«Questa intitolazione è una scelta di senso, un gesto di fiducia nel valore umano della scienza, nella forza della comunità e nella spiritualità che abita anche i luoghi della cura», ha dichiarato Alberto Fontana, segretario dei Centri NeMO.
A lui ha fatto eco Giuseppe Fioroni, vicepresidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo: «La vera innovazione sociale nasce dal coraggio di coniugare fede e intelligenza, pensiero e azione».
La giornata si è chiusa con una foto di gruppo con pazienti, sanitari, istituzioni e volontari: una comunità unita attorno a un nome che continuerà a essere fonte di ispirazione per la medicina della cura.
immagine di copertina: Ufficio Stampa AISLA





