LEGGE MORANDI: PIÙ DIRITTI, PIÙ LAVORO

UNA SVOLTA NELLA NORMATIVA SUL COLLOCAMENTO MIRATO

Con l’entrata in vigore della Legge 63/2025, meglio conosciuta come Legge Morandi, il sistema del collocamento mirato compie un passo avanti decisivo.

Approvata lo scorso aprile, la norma introduce modifiche sostanziali che incidono direttamente sulle politiche attive del lavoro, con un ampliamento significativo della platea di beneficiari.

Oltre alle persone con disabilità già tutelate dalla Legge 68/1999, potranno accedere alle misure anche le vittime di incidenti strutturali, ambientali o di gravi eventi traumatici.

Una decisione che riconosce formalmente la necessità di garantire il diritto al lavoro anche a coloro che si trovano, da un giorno all’altro, a convivere con conseguenze fisiche, psichiche o sociali rilevanti.

UN’INCLUSIONE CHE NASCE DAL DOLORE

Il nome della legge rende omaggio a una tragedia che ha segnato la coscienza collettiva: il crollo del Ponte Morandi a Genova nel 2018, che costò la vita a 43 persone e cambiò radicalmente l’esistenza di molti sopravvissuti.

La legge, in un certo senso, si propone di trasformare il trauma in leva di inclusione, allargando i criteri di accesso al collocamento mirato anche a persone che, pur non rientrando nelle definizioni precedenti di disabilità, si trovano in condizioni di vulnerabilità comparabile.

Un cambio di paradigma che guarda alla fragilità come condizione trasversale e non più esclusiva di categorie rigidamente normate.

IL CONTRIBUTO DI INCLUSYON: “OPPORTUNITÀ, NON SOLO OBBLIGO”

Tra le realtà che stanno contribuendo a diffondere consapevolezza sull’importanza della Legge Morandi c’è Inclusyon, società specializzata nella selezione di personale qualificato appartenente alle categorie protette. In un approfondimento pubblicato sul loro sito ufficiale (inclusyon.it), si evidenziano i principali punti di forza della normativa e il potenziale impatto sul mercato del lavoro. Il commento dell’Executive Director, Andrea Torresan, sottolinea: “la Legge Morandi introduce novità rilevanti nel sistema del collocamento mirato, ampliando la platea dei destinatari e aprendo nuove prospettive di inclusione lavorativa.

È una norma che richiede un’attenta lettura e un aggiornamento costante da parte di tutti gli attori coinvolti, istituzioni e imprese per prime.”

Un invito chiaro ad assumere un approccio proattivo, che superi la mera applicazione burocratica della legge.

LAVORARE SULLA CULTURA DELL’INCLUSIONE

Ma perché queste norme producano effetti concreti, è necessario un cambio di passo anche culturale.

Lo stesso Torresan osserva: “in Inclusyon seguiamo con attenzione ogni cambiamento normativo, fiscale e organizzativo legato all’inclusione lavorativa, perché crediamo che una tempestiva comprensione e applicazione delle novità – come quelle introdotte dalla Legge Morandi – sia il primo passo per costruire ponti solidi tra imprese e persone.”

Un’affermazione che mette in luce il ruolo strategico dell’informazione, della formazione aziendale e del dialogo tra enti pubblici e privati.

Le aziende devono poter leggere i cambiamenti come opportunità di valorizzazione delle risorse umane, e non come un ulteriore onere.

VALORE PER TUTTI: L’OBIETTIVO DI UN SISTEMA GIUSTO

In un mercato del lavoro che fatica ancora a offrire pari opportunità, la Legge Morandi può rappresentare una svolta concreta verso l’equità occupazionale. Il lavoro di intermediazione e accompagnamento svolto da realtà come Inclusyon diventa così essenziale.

“Il nostro obiettivo – conclude Torresan – è supportare le aziende nell’individuare e valorizzare i profili in linea con le loro esigenze, trasformando l’obbligo normativo in una reale opportunità di crescita.

Allo stesso tempo, accompagniamo i candidati in un percorso di inserimento consapevole e qualificato, affinché l’incontro tra domanda e offerta generi valore per tutti: per le aziende, per le persone, per la società.”

Una visione integrata e sostenibile dell’inclusione lavorativa, che supera la logica assistenzialistica e riconosce nella diversità un fattore di sviluppo.