VERSO UNA NUOVA GOVERNANCE PER L’ALZHEIMER


Un’indagine conoscitiva per adeguare il sistema sanitario all’evoluzione della malattia
Un’iniziativa parlamentare punta a rilanciare l’attenzione istituzionale sul tema e a gettare le basi per un nuovo modello di gestione, in grado di garantire equità e tempestività nell’accesso a diagnosi e cure per le persone con Alzheimer.


UNA SFIDA SANITARIA E SOCIALE SEMPRE PIÙ URGENTE


L’Alzheimer rappresenta oggi una delle sfide più complesse del nostro tempo. In Italia si stimano oltre 600.000 persone colpite e circa 3 milioni di caregiver familiari impegnati quotidianamente nella cura dei propri cari.


Con l’invecchiamento della popolazione, i numeri sono destinati a crescere, mettendo a dura prova un sistema sanitario che deve sapersi rinnovare. Come ha ricordato il senatore Guido Quintino Liris, promotore dell’iniziativa parlamentare presentata oggi in Senato, “l’Alzheimer rappresenta una delle più grandi sfide del nostro tempo, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sociale, economico e umano”.


L’INDAGINE CONOSCITIVA PRESENTATA IN SENATO


Nel corso della conferenza stampa a Palazzo Madama è stata presentata un’indagine conoscitiva sulla rete nazionale Alzheimer, con l’obiettivo di raccogliere dati, esperienze e testimonianze per valutare la prontezza del Servizio Sanitario Nazionale nell’affrontare la malattia.

L’indagine – spiega Liris (Institutional Research Information System) – mira a “costruire una nuova governance nazionale capace di garantire equità, tempestività e qualità nei percorsi di diagnosi, cura e assistenza”.
Tra i punti chiave vi è anche la definizione di un modello di governance uniforme e l’integrazione delle terapie innovative già approvate in Paesi come Stati Uniti, Giappone e Australia,per assicurare ai pazienti italiani un accesso equo alle cure più avanzate.


SUPERARE I LIMITI DEL PIANO NAZIONALE DEMENZE


L’attuale Piano Nazionale Demenze, risalente al 2014, ha rappresentato un passo importante ma oggi mostra i propri limiti.
Non tiene conto dei progressi scientifici e terapeutici né delle nuove sfide demografiche. Da qui nasce la necessità di aggiornare il quadro di riferimento, adottando un approccio sistemico che integri prevenzione, diagnosi precoce, accesso alle innovazioni terapeutiche e presa in carico territoriale.
Come ha sottolineato Alessandro Padovani, Direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Brescia ed ex Presidente della Società Italiana di Neurologia, “ci sarebbe molto da dire, ma potremo cominciare con il modello delle reti oncologiche ovvero di un sistema che permetta di definire livelli di complessità dal territorio al centro HUB”, puntando su équipe multidisciplinari e percorsi di cura personalizzati.


IL RUOLO STRATEGICO DELLA COLLABORAZIONE PUBBLICO-PRIVATO


La Fondazione per la Sostenibilità Sociale – promotrice dell’iniziativa insieme al Senato – sottolinea l’importanza di un dialogo costante tra i diversi attori. “la risposta alla sfida dell’Alzheimer passa da un dialogo costante tra pubblico e privato, fondato sulla condivisione di conoscenze”, afferma la presidente Adele Patrini. In collaborazione con il cluster Neuro, GE HealthCare ed Eli Lilly, la stessa si propone come ponte tra istituzioni e imprese, per promuovere un confronto trasparente e costruire una governance che valorizzi la ricerca e l’innovazione a favore dei pazienti.


INNOVAZIONE E TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA DIAGNOSI


La diagnostica per immagini rappresenta una componente essenziale del percorso terapeutico. “oggi abbiamo visto un esempio concreto di come le istituzioni, i clinici e le aziende possano fare squadra per migliorare la vita dei pazienti”, ha dichiarato William Vaccani, General Manager Pharmaceutical Diagnostics di GE HealthCare Italia. L’azienda è impegnata nello sviluppo di tecnologie avanzate per PET e risonanza magnetica, strumenti cruciali per la diagnosi precoce e la gestione della malattia.


UNA NUOVA ERA DI SPERANZA PER PAZIENTI E FAMIGLIE


L’Alzheimer non è solo una questione sanitaria, ma una realtà che tocca milioni di famiglie. “da oltre trent’anni Lilly è in prima linea nella ricerca di opzioni terapeutiche per questa patologia.
È fondamentale intervenire precocemente: una diagnosi precoce può restituire tempo e qualità di vita”, ha dichiarato Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Italy Hub di Lilly.

L’obiettivo comune è dare forma a un nuovo modello di sanità integrata, in cui istituzioni, scienza e imprese collaborano per rendere accessibile l’innovazione terapeutica a tutti.
Solo così sarà possibile affrontare la sfida dell’Alzheimer non come un’emergenza, ma come un impegno condiviso e continuativo verso una società più consapevole, solidale e pronta a sostenere i suoi cittadini più fragili.

Immagine di copertina: Ufficio Stampa Inrete