INTELLIGENZA ARTIFICIALE E MEDICINA: VIA IL CONSENSO INDIVIDUALE PER LA RICERCA, MA PAZIENTI PIÙ INFORMATI

La nuova legge 132/2025 segna un passo avanti nell’uso dell’intelligenza artificiale in sanità, eliminando l’obbligo del consenso specifico per ogni ricerca, ma imponendo una maggiore trasparenza sul trattamento dei dati.

L’IA CHE CAMBIA LA SANITÀ

L’intelligenza artificiale sta trasformando il volto della medicina e il modo di operare dei professionisti della salute. “L’IA rappresenta infatti un supporto importante nella pratica clinica ma non può sostituire diagnosi, prescrizioni o consulenze”. Il progresso tecnologico offre strumenti in grado di affiancare il medico, migliorando l’analisi dei dati e la capacità di prevenzione, ma resta imprescindibile la centralità della decisione umana.

UN QUADRO NORMATIVO PIÙ CHIARO

La legge 132/2025, che integra il regolamento europeo “AI Act”, introduce regole più definite per l’uso dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario. “I medici possono adottare strumenti di IA come supporto per diagnosi e cure, ma entro confini ben definiti: l’AI non può mai sostituire la decisione umana del medico, che resta l’unico decisore finale”.

L’AI COME ALLEATO DELLA MEDICINA

L’intelligenza artificiale può assistere il professionista nell’analisi dei dati, migliorare la prevenzione, favorire diagnosi precoci e ottimizzare le scelte terapeutiche. Le tecnologie basate su AI promettono di ridurre costi e tempi dei processi sanitari. Tuttavia, i software impiegati a supporto delle decisioni cliniche dovranno essere certificati come dispositivi medici, e i produttori resteranno responsabili del loro corretto funzionamento.

INFORMARE È UN DOVERE

Un punto cardine del nuovo decreto è l’obbligo per i medici e le strutture sanitarie di informare in modo chiaro e completo il paziente sull’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale nel proprio percorso di cura. “Il nuovo decreto introduce anche l’obbligo di informare adeguatamente il paziente sull’uso di strumenti di intelligenza artificiale nel proprio percorso di cura e sul trattamento dei propri dati personali”.

RICERCA E DATI: MENO BUROCRAZIA, PIÙ EFFICIENZA

La legge ridisegna anche le regole per la ricerca scientifica. “Si supera così la centralità del consenso individuale per ogni utilizzo a fini di ricerca e sperimentazione, aprendo la strada a un utilizzo più fluido ed efficiente dei dati sanitari”. I trattamenti di dati effettuati da soggetti pubblici o privati vengono considerati di interesse pubblico. I dati raccolti per finalità cliniche potranno essere riutilizzati per addestrare algoritmi medici, a condizione che i pazienti siano stati informati preventivamente.

TRA INNOVAZIONE E TUTELE

Accanto al tema della privacy, il decreto “richiama la necessità di garantire l’affidabilità dei sistemi di IA, riducendo i margini di errore e assicurando aggiornamenti costanti”. In caso di violazioni, la legge delega al governo la definizione delle sanzioni, lasciando temporaneamente in vigore le norme previste dal GDPR e dalla legislazione italiana in materia di cybersicurezza.

Immagine di copertina: Ufficio stampa Portolano Cavallo