GENOVA, LA SOLIDARIETÀ CHE VIAGGIA: CASA SURACE E NENNELLA AL GASLINI PER “IL SORRISO DI SAMUELE”

C’è un’Italia che si racconta attraverso l’ironia, la cucina popolare e i social network. E ce n’è un’altra che attraversa il dolore, la malattia rara, la fragilità estrema dell’infanzia.
Il 21 febbraio,, davanti all’Istituto Giannina Gaslini di Genova, queste due Italie si incontreranno in un gesto pubblico che prova a trasformare la memoria in responsabilità collettiva.

La storica Fiat 127 verde del Temerario Daniele Pugliese, partita da Sala Consilina, e il camper della Trattoria Nennella si ricongiungeranno proprio davanti all’ospedale pediatrico ligure.

Non è solo una tappa simbolica del viaggio verso

Sanremo, nell’ambito del progetto “Festival al Bar”. È una sosta che mette al centro un hospice pediatrico e una campagna nata dal dolore di una famiglia.

LA MEMORIA CHE DIVENTA PROGETTO

La tappa genovese è dedicata a “Il Sorriso di Samuele”, iniziativa nata in memoria di Samuele Marcelli, bambino di Polla scomparso a nove anni dopo aver affrontato una malattia rara. Dietro il nome della campagna non c’è soltanto un ricordo, ma un obiettivo preciso: sostenere “Il Guscio dei Bimbi”, l’hospice pediatrico del Gaslini, contribuendo al raddoppio dei posti letto e alla realizzazione di una nuova stanza per le famiglie.

L’hospice pediatrico non è un luogo di resa.
È uno spazio di cura integrata, di accompagnamento, di sostegno psicologico e relazionale quando la malattia non lascia alternative terapeutiche.

È il luogo in cui la medicina si intreccia con la dimensione affettiva, in cui si prova a restituire qualità alla vita anche quando il tempo è fragile. Parlare di ampliamento significa parlare di diritto all’assistenza palliativa pediatrica, ancora troppo disomogenea nel nostro Paese.

INTRATTENIMENTO E RESPONSABILITÀ SOCIALE

Casa Surace, nata sul web e cresciuta come community capace di raccontare l’identità del Sud con ironia e linguaggio contemporaneo, documenta il viaggio sui propri canali digitali.
La Fiat 127 verde diventa così un dispositivo narrativo itinerante: attraversa territori, raccoglie storie, accende riflettori su realtà locali.
In parallelo,

il camper della Trattoria Nennella porta con sé un altro elemento identitario: la cucina popolare, condivisa, riconoscibile.

Davanti al Gaslini sarà preparata una pasta e patate speciale, offerta simbolicamente ai bambini. Un gesto semplice, che richiama l’idea di casa, di convivialità, di normalità.

Il Temerario accompagnerà inoltre i piccoli in un breve giro sulla 127, per regalare un momento di leggerezza.

In un contesto ospedaliero, la leggerezza non è superficialità: è una forma di cura relazionale.

Il punto, tuttavia, non è l’evento in sé. È la scelta di utilizzare la visibilità – quella dei social, dei format paralleli al Festival di Sanremo, dell’intrattenimento – per sostenere una struttura che opera quotidianamente nel silenzio. In un ecosistema mediatico che spesso consuma il dolore come notizia episodica, qui si prova a trasformarlo in mobilitazione concreta.

FRAGILITÀ, COMUNITÀ, CORRESPONSABILITÀ

La storia di Samuele interroga una dimensione più ampia: quella delle famiglie che affrontano malattie rare pediatriche e percorsi clinici complessi. In questi contesti, l’isolamento è un rischio reale. L’hospice diventa allora un presidio di comunità oltre che sanitario. Investire su questi spazi significa riconoscere che la fragilità non è un fatto privato, ma una questione collettiva.

La tappa genovese del viaggio verso Sanremo assume così un valore che supera la cornice del “Festival al Bar”, la ricostruzione di un bar di paese nel cuore della città dei fiori, luogo di visione condivisa e incontro. Prima dello spettacolo, prima dell’ironia, c’è la scelta di fermarsi dove la vita chiede ascolto.

Non è un dettaglio.

È un posizionamento.

DAL RACCONTO ALLA STRUTTURA

In un tempo in cui la narrazione della disabilità e della malattia rischia di oscillare tra pietismo e spettacolarizzazione, iniziative come questa pongono una domanda: come si può coniugare popolarità e responsabilità sociale?
La risposta, forse, sta nella concretezza degli obiettivi. Raddoppiare i posti letto, creare una stanza per le famiglie, sostenere un hospice pediatrico non sono slogan.

Sono interventi strutturali.

Il 21 marzo, davanti al Gaslini, non si celebrerà soltanto un incontro tra una Fiat 127 e un camper. Si renderà visibile una rete che unisce territori diversi – il Vallo di Diano, Napoli, Genova – attorno a un’idea di comunità che non rimuove la fragilità, ma la assume come responsabilità condivisa.
Perché la solidarietà, quando è radicata in un progetto e non in un’emozione passeggera, non è una parentesi nel viaggio.

È la direzione.

Immagine di copertina: The Newsmaker

Ufficio Stampa