Dalla Camera dei Deputati la proposta di un emendamento in legge di bilancio per finanziare boxe e ParaBoxe. D’Ambrosi: “dobbiamo abbattere le barriere culturali e stereotipi”.
Il convegno alla camera: inclusione e strategia
Superare le barriere fisiche e culturali, contrastare stereotipi radicati e promuovere una partecipazione sportiva realmente inclusiva.
È questo il cuore del convegno “Il ring oltre la disabilità”, dedicato alla ParaBoxe (pugilato e disabilità), organizzato presso la Sala Matteotti della Camera dei Deputati dalla Federazione Pugilistica Italiana (FPI), su proposta dell’avvocato Tiziana Colamonico, con il supporto del Vice Presidente della Camera dei Deputati Sergio Costa.

Un momento istituzionale ma anche culturale, che ha messo al centro una disciplina emergente nel panorama sportivo italiano e internazionale, con un obiettivo dichiarato: le Paralimpiadi di Brisbane 2032.
La proposta politica: un emendamento in legge di bilancio
Nel corso dell’incontro è stato il Vice Presidente della Camera dei Deputati Sergio Costa a lanciare un appello chiaro alla politica, dichiarando:
“Mi aspetto che nella prossima legge di bilancio si firmi un emendamento affinché possa esserci un finanziamento per boxe e paraboxe.
Siamo stati i primi in Europa a pensare alla paraboxe e vogliamo essere anche i primi a presentarla al comitato paralimpico, abbiamo come obiettivo le Paralimpiadi del 2032.
Vogliamo sdoganare quel concetto che vuole la boxe come uno sport violento.
E’ uno sport d’arte, ma su 13 milioni di persone diversamente abili in Italia solo il 9% di queste fa sport; un vulnus che dobbiamo superare.
Per me oggi rappresenta un momento importante, un incontro utile per parlare di ParaBoxe e del lavoro straordinario che sta svolgendo la Federazione.
In Italia si contano 13 mln di persone diversamente abili, di cui solo il 9% pratica sport.
È un argomento che va affrontato.
Il pugilato, che sta vivendo una rinascita sorprendente a livello numerico, cerca di andare incontro a tutta una fascia di popolazione vogliosa di svolgere attività sportiva per il raggiungimento del benessere psico-fisico.
C’è la volontà, da parte di tutti i partiti, di fare qualcosa in più e la proposta che lancio è quella di prevedere un emendamento alla prossima legge di bilancio per finanziare la boxe e ParaBoxe, che possa impegnare anche la prossima legislatura, soprattutto avendo come obiettivo le Paralimpiadi di Brisbane 2032.
La FPI è stata la prima Federazione di pugilato in Europa a pensare alla ParaBoxe, per questo ringrazio il Presidente Flavio D’Ambrosi.”
Abbattere stereotipi e barriere culturali
Al centro del dibattito anche il tema della rappresentazione sociale del pugilato.
Flavio D’Ambrosi, presidente della Federazione Pugilistica Italiana, ha sottolineato come «gli stereotipi circondano sempre il pugilato. Dimostriamo che lo sport è inclusione e integrazione aprendo il tesseramento a tutte le disabilità.
Dobbiamo abbattere le barriere culturali, l’accesso completo alla pratica sportiva significa non far differenza sul tipo di utenza che entra nelle associazioni sportive».
Un passaggio che mette in luce un nodo cruciale: non basta adattare la disciplina, occorre trasformare lo sguardo.
La ParaBoxe non è una versione “ridotta” del pugilato, ma una declinazione che valorizza abilità, tecnica e autodeterminazione, nel rispetto delle diverse condizioni funzionali degli atleti.
La testimonianza: lo sport come rinascita personale
A dare concretezza al percorso è stata anche la testimonianza di Simone Dessi, campione italiano e ambassador FPI. «ho scoperto la Paraboxe dicendomi che come faceva stare bene me poteva fare lo stesso anche con altra gente.
Ho vinto titoli, sono diventato ambassador della Fpi e ora cerchiamo di lavorare anche in scuole, ospedali e carceri portando la paraboxe in tutta Italia», ha raccontato, ricordando come l’incontro con questa disciplina sia arrivato in una fase depressiva della sua vita.
La sua esperienza evidenzia la dimensione terapeutica e sociale dello sport adattato, capace di incidere sul benessere psico-fisico e sull’autostima.
I numeri della disabilità e il gap sportivo
In Italia si stimano circa 13 milioni di persone con disabilità, ma solo una percentuale ridotta – intorno al 9% – pratica attività sportiva.
Un dato che segnala un gap strutturale nell’accesso allo sport, nonostante il crescente riconoscimento del suo valore in termini di salute, inclusione e qualità della vita.
La ParaBoxe si inserisce in questo contesto come disciplina emergente, con l’ambizione di entrare nel programma paralimpico e ampliare l’offerta sportiva realmente accessibile.
Verso brisbane 2032: una visione sistemica
Il riferimento a Brisbane 2032 non è soltanto simbolico, ma rappresenta una visione strategica a medio-lungo termine: consolidare regolamenti, ampliare il tesseramento, investire nella formazione tecnica e nella rete territoriale, ottenere il riconoscimento ufficiale da parte del Comitato paralimpico.
Il coinvolgimento delle istituzioni, come emerso nel convegno, viene considerato decisivo per trasformare l’intenzione in politica pubblica.
L’ipotesi di un emendamento nella prossima legge di bilancioper finanziare boxe e ParaBoxe punta a garantire continuità e risorse, evitando che l’inclusione resti affidata esclusivamente alla buona volontà delle singole associazioni sportive.
Il ring, in questa prospettiva, diventa metafora e strumento: uno spazio regolato, tecnico, dove disciplina e rispetto delle regole si traducono in opportunità di crescita personale.
Brisbane 2032 appare oggi come un orizzonte ambizioso ma dichiarato.
La ParaBoxe italiana intende arrivarci non solo con atleti pronti a salire sul ring, ma con un sistema capace di sostenere, finanziare e legittimareuna disciplina che chiede di essere riconosciuta come pienamente inclusiva.
fonti
ISTAT (Disabilità in cifre): https://disabilitaincifre.istat.it/
Osservatorio Nazionale sulla Salute (Focus Disabilità 2022): https://osservatoriosulla-salute.it/wp-content/uploads/2022/12/focus-disabilita-2022.pdf
Sport e Salute (Area Studi e Ricerche): https://www.sportesalute.eu/studi-e-statistiche.html
CUSI (Centro Universitario Sportivo Italiano): https://www.cusi.it/progetti/
Redattore Sociale (Archivio Disabilità): https://www.redattoresociale.it/notiziario/disabilita
Immagini: Ufficio Stampa Cristina Vannuzzi





