Fertilità, sei donne su dieci senza informazioni e cresce il ricorso all’IA

L’indagine Sestre diffusa in occasione della Giornata Nazionale della Fertilità fotografa un vuoto informativo e il crescente utilizzo del digitale per cercare risposte su fertilità e salute riproduttiva.

In occasione della Giornata Nazionale della Fertilità del 22 settembre, l’Università di Bari ha ospitato il primo appuntamento dei Sestre Talks, ciclo di incontri promosso dalla startup femtech italiana Sestre dedicato alla salute riproduttiva.

Al centro dell’incontro sono stati presentati i risultati di un’indagine realizzata nel mese di agosto sulla community Sestre, che restituisce un quadro caratterizzato da un significativo bisogno di informazione e orientamento sui temi della fertilità, dell’ovulazione e del benessere riproduttivo.

Il dato principale riguarda il rapporto delle donne con le informazioni disponibili: quasi il 60% delle intervistate dichiara di non aver mai ricevuto informazioni sulla fertilità e sul benessere riproduttivo nel corso del proprio percorso.

Un vuoto conoscitivo che porta molte donne a cercare autonomamente risposte, utilizzando sempre più frequentemente strumenti digitali e sistemi di intelligenza artificiale.

L’indagine evidenzia infatti che il 70% delle intervistate, nell’ultimo anno, ha richiesto più volte all’intelligenza artificiale informazioni relative alla fertilità, all’ovulazione, alla ricerca di una gravidanza o al benessere riproduttivo.

Il dato mostra quanto il digitale sia entrato nei percorsi individuali di ricerca di informazioni sulla salute, anche quando si affrontano temi complessi e strettamente legati alla dimensione personale e sanitaria.

La ricerca di informazioni online non nasce necessariamente dalla volontà di sostituire il medico, ma può rappresentare la risposta a una necessità di orientamento che, secondo quanto emerge dall’indagine, non trova sempre adeguato spazio nei percorsi informativi tradizionali.

La fertilità viene così affrontata attraverso una pluralità di fonti, con il web e l’intelligenza artificiale che diventano strumenti utilizzati per formulare domande, comprendere termini, approfondire dubbi e individuare possibili percorsi.

Proprio questa trasformazione rende centrale la qualità delle informazioni disponibili e la capacità di distinguere contenuti scientificamente attendibili da informazioni incomplete, semplificate o prive di adeguate basi scientifiche.

Tra gli argomenti maggiormente ricercati dalle partecipanti all’indagine figurano gli integratori, l’alimentazione e gli stili di vita, indicati dal 57,1% delle intervistate.

Al secondo posto si collocano le ragioni per cui una gravidanza non arriva, tema indicato dal 56%.

Si tratta di questioni che riguardano direttamente la quotidianità e che possono assumere un peso particolare quando la ricerca di una gravidanza si prolunga nel tempo o quando emergono dubbi sulla propria salute riproduttiva.

L’interesse per alimentazione, integratori e stili di vita evidenzia inoltre la ricerca di strumenti attraverso i quali poter intervenire concretamente sul proprio benessere.

Anche in questo ambito, tuttavia, l’informazione generalizzata deve essere distinta dall’orientamento sanitario individuale, perché le condizioni riproduttive possono essere differenti e richiedere valutazioni cliniche specifiche.

L’indagine mostra infatti che il ricorso agli strumenti digitali convive con la richiesta di un confronto professionale: circa il 40% delle intervistate dichiara di essersi rivolto a un medico alla ricerca di consigli affidabili.

Il dato contribuisce a delineare un rapporto non necessariamente alternativo tra tecnologia e professionisti sanitari.

L’intelligenza artificiale e la ricerca online possono essere utilizzate come strumenti di primo orientamento, mentre la valutazione clinica rimane affidata al professionista.

La questione centrale diventa quindi la costruzione di un sistema informativo nel quale la tecnologia possa accompagnare la persona senza sostituire il percorso medico.

«Il nostro obiettivo è unire la tecnologia, l’ascolto e la competenza medico-scientifica per offrire risposte certe, colmando quel divario di comunicazione che per troppo tempo ha lasciato le donne sole nella gestione del proprio benessere riproduttivo», ha dichiarato Sabrina Fiorentino, CEO e Direttrice Scientifica di Sestre.

Secondo la startup, il ricorso all’intelligenza artificiale deve essere letto anche come indicatore di una domanda informativa che non può essere ignorata.

La tecnologia diventa infatti un punto di accesso immediato alle informazioni, ma proprio la sua facilità di utilizzo pone il tema della validazione dei contenuti e della capacità degli utenti di riconoscere le informazioni attendibili.

La Divisione Scientifica Sestre, community multidisciplinare che riunisce oltre 1.000 professionisti sanitari tra ginecologi, nutrizionisti ed endocrinologi, sottolinea la necessità di mantenere centrale il confronto con gli specialisti.

«L’ascolto quotidiano delle donne ci restituisce l’immagine di un forte desiderio di consapevolezza che spesso si scontra, però, con la frammentarietà delle notizie e con falsi miti difficili da sfatare», ha dichiarato la dottoressa Isamaria Loiudice, ginecologa esperta in medicina della riproduzione e direttrice della clinica di PMA IVI di Bari.

Secondo la professionista, web e intelligenza artificiale possono costituire un primo stimolo per orientarsi, ma non possono sostituire il confronto con il medico specialista.

Il tema assume una particolare rilevanza perché la fertilità è un ambito nel quale informazioni generiche possono essere facilmente interpretate come indicazioni individuali.

Un risultato ottenuto da una ricerca online, una risposta generata da un sistema di intelligenza artificiale o un contenuto pubblicato sui social non equivalgono a una valutazione sanitaria personalizzata.

La corretta informazione sulla salute riproduttiva richiede quindi una comunicazione capace di fornire conoscenze comprensibili senza trasformare l’informazione generale in diagnosi o prescrizione.

Il dato relativo al 60% di donne che riferisce di non aver ricevuto informazioni sulla fertilità porta inoltre l’attenzione sulla necessità di rafforzare l’educazione alla salute riproduttiva.

La conoscenza della fertilità non riguarda soltanto chi sta cercando una gravidanza.

Comprendere il funzionamento del ciclo mestruale, l’ovulazione e i principali fattori che possono incidere sulla salute riproduttiva significa disporre di strumenti di consapevolezza che possono essere utili lungo diverse fasi della vita.

L’informazione, in questa prospettiva, non dovrebbe arrivare esclusivamente nel momento in cui emerge una difficoltà.

Una maggiore conoscenza preventiva può contribuire a rendere più consapevoli le persone rispetto alle domande da porre ai professionisti e ai percorsi disponibili.

I dati presentati durante i Sestre Talks descrivono dunque un cambiamento nei comportamenti informativi: quando manca una risposta immediatamente accessibile, la persona tende a cercarla dove può trovarla più rapidamente.

L’intelligenza artificiale rappresenta oggi uno degli strumenti più immediati.

La sua diffusione introduce però anche una responsabilità ulteriore per chi produce e diffonde contenuti sulla salute: offrire informazioni chiare, verificabili e basate sulle evidenze, indicando con precisione i limiti dell’informazione digitale.

Il percorso promosso da Sestre punta proprio a mettere in relazione tecnologia, competenze medico-scientifiche e ascolto della community.

Dopo l’appuntamento inaugurale all’Università di Bari, il programma prevede una serie di iniziative dedicate all’orientamento e al confronto sulla fertilità.

Dal 22 al 25 settembre sono previste consulenze multidisciplinari online realizzate con il supporto dell’associazione «In Becco alla Cicogna».

Oltre 15 medici metteranno complessivamente a disposizione 20 ore di consulenza per orientare le coppie.

Il programma prosegue il 24 settembre a Torino, presso il Centro Clinico San Carlo di Ginecologia e Fecondazione Assistita, con un Open Day in presenza e oltre 20 slot di consulenza affidati a un team multidisciplinare composto dalla dottoressa Francesca Cattaneo, dalla dottoressa Veronica Pacella, dalla dottoressa Alessia Giovannelli e dal professor Giovanni Menaldo.

La conclusione del percorso è prevista il 26 settembre con una diretta streaming dall’ufficio Sestre di Trinitapoli, dalle 9.30 alle 13.30, dedicata al rapporto tra fertilità e futuro.

L’appuntamento prevede un panel medico-specialistico con la dottoressa Isa Maria Loiudice, ginecologa, la dottoressa Raffaella D’Orsaneo, biologa della riproduzione e seminologa, e la dottoressa Federica Bottiglione, nutrizionista.

Un secondo panel sarà dedicato all’orientamento delle coppie e al supporto territoriale, con la dottoressa Marta Caltabellotta, Direttore Sanitario AOM Liguria, la dottoressa Lucia Laricchia, farmacista e Consigliere regionale AGIFAR BA-BAT, Federica Robotti Carmana, presidente di «In Becco alla Cicogna», l’influencer Agnese Fersini e Marta Maria Nicolazzi, sociologa e co-founder di Stiamo Fresche.

È previsto infine un confronto sulle tecnologie e sulle startup del settore FemTech con Valeria Leuti, founder Tech4Fem, Francesca Bosio, co-founder e Product Lead di MeggyCare, Edoardo Franzoni, co-founder di Talea Clinic, e Gabriella Trapani, Marketing Director di Weda.

La scelta di affrontare la fertilità attraverso un confronto tra competenze differenti riflette la complessità del tema.

La salute riproduttiva non riguarda infatti esclusivamente la dimensione clinica, ma coinvolge informazione, prevenzione, alimentazione, stili di vita, supporto psicologico e sociale, accesso ai servizi e capacità di orientarsi tra le diverse possibilità disponibili.

In questo scenario, il ruolo della tecnologia può essere quello di facilitare l’accesso alle informazioni e creare nuovi strumenti di dialogo, a condizione che rimanga chiaro il confine tra informazione e assistenza sanitaria.

I risultati dell’indagine Sestre riportano così al centro una questione che precede l’utilizzo dell’intelligenza artificiale: la necessità di garantire alle donne informazioni adeguate sulla propria salute riproduttiva.

Se sei donne su dieci dichiarano di non aver ricevuto informazioni sulla fertilità e sette su dieci hanno utilizzato l’IA per cercarle, il dato più significativo è il rapporto tra domanda e offerta di conoscenza.

Le donne stanno cercando risposte e utilizzano gli strumenti che hanno a disposizione.

La sfida consiste nel fare in modo che quelle risposte siano accessibili, comprensibili e fondate su conoscenze scientifiche, mantenendo il professionista sanitario come riferimento per la valutazione individuale.

La Giornata Nazionale della Fertilità diventa quindi anche un’occasione per interrogarsi sulle modalità con cui la salute riproduttiva viene comunicata e sulla necessità di costruire una cultura dell’informazione che accompagni le persone prima ancora che emerga un problema.

Il digitale e l’intelligenza artificiale fanno ormai parte di questo scenario.

La questione non è soltanto stabilire quanto vengano utilizzati, ma comprendere come integrarli in un sistema nel quale tecnologia, competenza scientifica e relazione con i professionisti possano contribuire a ridurre il vuoto informativo evidenziato dall’indagine.

Immagine di copertina: Espresso Communication Srl