Trovare una badante in 36 ore: come cambia la ricerca dell’assistenza

Una piattaforma digitale mette in contatto diretto famiglie e assistenti familiari: oltre 3.000 profili e 3.500 offerte di lavoro, con verifiche affidate alle famiglie e nuovi strumenti di sicurezza in arrivo.

Quando in una famiglia cambia improvvisamente il livello di autonomia di una persona anziana o fragile, il tempo diventa una variabile decisiva.

Un ricovero, una caduta, un peggioramento delle condizioni di salute o una perdita di autonomia possono rendere necessario individuare in pochi giorni una persona in grado di garantire assistenza domiciliare.

È in questo contesto che si inserisce Lebadanti.it, piattaforma sviluppata dalla startup WeCare Srl per mettere in contatto diretto famiglie e assistenti familiari, senza operare come agenzia di intermediazione.

Il contesto nel quale nasce il progetto è quello di un mercato dell’assistenza caratterizzato da una domanda crescente e da una disponibilità di personale non sempre sufficiente.

Secondo il rapporto Family (Net) Work realizzato dal Censis e promosso da Assindatcolf, in Italia ci sono 8,5 badanti ogni 100 persone sole con più di 60 anni.

Un dato che restituisce la dimensione della difficoltà che può incontrare una famiglia quando deve organizzare rapidamente l’assistenza di una persona anziana che non è più autonoma.

A questo si aggiunge la progressiva riduzione del lavoro domestico regolare: nel 2025 i lavoratori con almeno un contributo versato all’INPS sono stati 804.464, in calo per il quarto anno consecutivo, mentre le badanti rappresentano ormai il 51,3% del totale.

È all’interno di questo squilibrio tra bisogno di assistenza e disponibilità di personale che opera Lebadanti.it.

La piattaforma nasce nel 2019 come bacheca gratuita per badanti in cerca di lavoro.

Nel 2025 Valerio Carboni fonda la startup innovativa WeCare Srl insieme a Reverse Studio e il progetto viene trasformato in una piattaforma strutturata per favorire l’incontro diretto tra domanda e offerta.

La nuova versione del sito viene messa online nel luglio 2026.

I primi mesi di attività hanno portato, secondo i dati forniti dalla società, a oltre 6.000 iscritti complessivi tra famiglie e badanti, più di 3.000 profili di lavoratrici disponibili e oltre 3.500 offerte di lavoro pubblicate.

L’obiettivo dichiarato è rendere più semplice e veloce una ricerca che, in situazioni di emergenza, può diventare particolarmente complessa.

«Quando una famiglia cerca una badante, nella maggior parte dei casi non ha settimane a disposizione: il bisogno nasce dopo un ricovero, una caduta o un peggioramento improvviso delle condizioni di un genitore e bisogna trovare qualcuno in tempi rapidi», spiega Valerio Carboni, CEO e founder di WeCare Srl (Lebadanti.it).

«Da una parte ci sono famiglie che non sanno dove cercare, dall’altra migliaia di badanti disponibili. Lebadanti.it nasce per farle incontrare in modo più semplice».

Il funzionamento è basato sul contatto diretto.

Le badanti possono iscriversi gratuitamente, creare il proprio profilo e candidarsi alle offerte di lavoro.

Le famiglie possono cercare le persone disponibili nella propria zona e contattarle attraverso un sistema a crediti.

Si paga quindi il contatto con una specifica candidata e non un abbonamento per poter effettuare la ricerca.

La tariffa parte da 9 euro a contatto.

Se la badante contattata non risponde entro 36 ore, il credito viene restituito automaticamente.

«Abbiamo scelto di far pagare il contatto, non la semplice possibilità di cercare», continua Carboni.

«Se una persona non risponde, per noi quel contatto non ha avuto valore e la famiglia deve poter recuperare il credito. È un meccanismo semplice, ma su un bisogno così delicato trasparenza e tempi contano molto».

Sul tema della selezione e della sicurezza abbiamo rivolto a Valerio Carboni, CEO e founder di WeCare Srl (Lebadanti.it), tre domande specifiche.

Quali procedure di selezione e verifica vengono effettuate sulle operatrici prima che i loro profili siano messi a disposizione delle famiglie? Sono previsti controlli sull’identità, sulle esperienze professionali e sulle referenze?

«Lebadanti.it non opera come un’agenzia ma è un portale che mette in contatto le badanti e le famiglie, pertanto questi controlli devono essere effettuati dagli utenti nelle fasi preliminari di contatto, colloquio, ecc.», spiega Carboni.

«Per la sicurezza noi interveniamo sulla base delle segnalazioni degli utenti. Detto ciò, nel prossimo upgrade della piattaforma è prevista la verifica dei documenti».

Come viene tutelata la sicurezza delle famiglie che entrano in contatto con una badante attraverso la piattaforma? Sono previsti strumenti o procedure per verificare l’affidabilità delle candidate e segnalare eventuali criticità?

«Queste verifiche sono una responsabilità degli utenti, prima tramite chat, poi telefono e infine colloquio. Noi interveniamo solo sulla base delle segnalazioni degli utenti», chiarisce Carboni.

Nel momento in cui una famiglia sceglie una badante, quali informazioni può verificare sulla candidata e quali garanzie offre Lebadanti.it rispetto all’accuratezza delle informazioni presenti nel profilo?

Anche su questo punto Carboni precisa il ruolo della piattaforma: «Per noi la priorità non è la verifica dei profili, quello lo possono fare le famiglie e non è mai un problema. La nostra priorità è garantire profili aggiornati e risposte tempestive da parte delle badanti. Questo è molto più importante per gli utenti».

La distinzione è rilevante perché chiarisce il ruolo del portale.

La piattaforma facilita l’incontro, ma non sostituisce il processo di selezione che una famiglia deve affrontare quando sceglie una persona destinata a entrare nella quotidianità domestica e, in molti casi, nella vita di una persona anziana o fragile.

La verifica dell’identità, delle esperienze dichiarate, delle referenze, della disponibilità e della compatibilità con le esigenze assistenziali rappresenta quindi un passaggio che precede l’eventuale instaurazione del rapporto di lavoro.

Al tempo stesso, Carboni individua una precisa priorità per la piattaforma: mantenere aggiornate le informazioni e ridurre i tempi di risposta.

Un profilo che non è più attivo o una candidata che non risponde possono infatti far perdere tempo a una famiglia che ha un bisogno urgente.

Per questo Lebadanti.it punta sulla qualità e sull’aggiornamento delle informazioni, insieme alla rapidità del contatto.

La sicurezza rimane comunque un aspetto che coinvolge più livelli.

La famiglia deve poter disporre di informazioni sufficienti per effettuare le proprie verifiche, mentre la piattaforma può intervenire quando emergono segnalazioni da parte degli utenti.

Nel prossimo aggiornamento annunciato da Lebadanti.it, inoltre, è prevista l’introduzione della verifica dei documenti, un’evoluzione destinata a rafforzare i meccanismi di identificazione presenti sulla piattaforma.

La tecnologia, in questo modello, non sostituisce dunque la relazione personale ma interviene soprattutto nella fase iniziale, quella della ricerca e del primo contatto.

Chat, telefonate e colloqui restano strumenti attraverso i quali la famiglia può approfondire il profilo della candidata e valutare se esistano le condizioni per procedere.

Anche il rapporto di lavoro richiede poi attenzione agli aspetti contrattuali e organizzativi: orari, mansioni, convivenza, retribuzione, riposi e regolarizzazione devono essere definiti nel rispetto della normativa sul lavoro domestico.

La piattaforma può facilitare l’incontro, ma la costruzione del rapporto tra famiglia e assistente familiare avviene al di fuori della funzione di intermediazione diretta di un’agenzia.

Il modello digitale può avere una particolare utilità anche nei territori dove i servizi tradizionali di intermediazione sono meno presenti.

Una famiglia può cercare una lavoratrice nella propria zona e, attraverso un unico strumento, entrare in contatto con persone che hanno dichiarato la propria disponibilità.

L’obiettivo è ridurre i tempi della ricerca e rendere più accessibile l’incontro tra domanda e offerta.

La sfida riguarda quindi l’equilibrio tra velocità e attenzione.

Trovare rapidamente una badante è importante, ma altrettanto importante è che la famiglia disponga degli strumenti necessari per effettuare una scelta consapevole.

In questo senso, la responsabilità è distribuita tra piattaforma e utenti: alla prima spetta facilitare la ricerca, mantenere aggiornati i profili, favorire risposte tempestive e intervenire in presenza di segnalazioni; alle famiglie spetta verificare le informazioni, approfondire il profilo della candidata e svolgere i necessari colloqui prima di affidarle l’assistenza della persona.

Dopo il lancio della nuova versione nel luglio 2026, WeCare punta ora a raggiungere 25.000 utenti nei prossimi dodici mesi.

Un obiettivo che si inserisce in un mercato nel quale la necessità di assistenza domiciliare continua a incontrare una disponibilità di personale non sempre adeguata e nel quale la rapidità del contatto può rappresentare un elemento decisivo.

Lebadanti.it prova così a intervenire non sulla selezione al posto delle famiglie, ma sulla fase precedente: rendere più semplice, veloce e trasparente l’incontro tra chi cerca assistenza e chi cerca lavoro.

Immagine di copertina: Ufficio stampa: Dynamo Lab