HACKATHON VAR GROUP 2024: GIOVANI TALENTI E TECNOLOGIE INNOVATIVE PER UN FUTURO DIGITALE INCLUSIVO

L’Hackathon Var Group 2024 che ha preso il via nella giornata odierna, si preannuncia come un evento cruciale per l’innovazione tecnologica in Italia, coinvolgendo oltre 80 giovani talenti nella risoluzione di sfide strategiche in diversi settori, grazie alla collaborazione con più di 10 grandi aziende.
In questa edizione, un aspetto particolarmente importante sarà il tema dell’inclusione, sostenuto dalla partecipazione di Fondazione ASPHI Onlus, che da oltre 40 anni promuove l’inclusione delle persone con disabilità attraverso l’uso delle tecnologie digitali.
“L’iniziativa promette di trasformare idee in realtà concrete e di impatto” – afferma Giuseppe Mayer, CEO Italia di Talent Garden Italia -.

Fondazione ASPHI presenterà la sfida “AccessNavigator”, un progetto volto a migliorare l’accessibilità digitale per persone con disabilità cognitive, visive, uditive e motorie, così come per gli anziani.
“Il progetto vincitore sarà quello che risolverà le esigenze del cliente con le migliori strategie di sviluppo”.
Durante l’evento, le squadre si confronteranno con la necessità di sviluppare soluzioni innovative in grado di abbattere le barriere digitali, con l’obiettivo di rendere questi servizi più accessibili per tutti
.
“Crediamo nella formazione continua, ancor più se riguarda quella delle nuove generazioni” – dichiara Francesca Moriani, CEO Var Group -.
“Questa nuova edizione pone l’accento sulle necessità del mercato in un momento di forte trasformazione: competenze, sinergia, contaminazione, innovazione”.
Oggi abbiamo l’opportunità di parlare con Nicola Gencarelli, responsabile della Ricerca Tecnologica per l’Innovazione Sociale di Fondazione ASPHI Onlus, per approfondire il ruolo della fondazione in questo progetto e comprendere meglio come l’inclusione digitale può fare la differenza nella vita delle persone con disabilità.


Qual è l’obiettivo principale della partecipazione all’Hackathon Var Group 2024 e qual è l’impatto di “AccessNavigator” al suo interno?

“Var Group è uno dei nostri soci sostenitori, e abbiamo accolto con grande entusiasmo la proposta di includere una sfida sull’accessibilità nell’Hackathon di quest’anno.
La scelta della sfida “AccessNavigator” ci consente di focalizzarci su un tema cruciale: garantire che chiunque, indipendentemente dalle proprie capacità, possa navigare facilmente sul web e accedere a contenuti e servizi digitali senza incontrare barriere.
Uno degli obiettivi è immaginare nuove forme di interazione che possano includere persone con disabilità complesse o anziani con declino cognitivo, ad esempio attraverso l’uso di IA per un’interazione conversazionale naturale, il riconoscimento vocale, visivo e gestuale.
Con questa sfida, speriamo di spingere i partecipanti a pensare oltre i limiti attuali e a sviluppare strumenti innovativi che oggi ancora non esistono, ma che potrebbero cambiare radicalmente l’accessibilità digitale”.

Nel corso degli anni, quali sono stati i Progressi raggiunti rispetto all’inclusione digitale per le persone con disabilità e quali sono invece gli ostacoli ancora da superare?

L’intelligenza artificiale ha già mostrato un enorme potenziale nel migliorare l’accessibilità, e in particolare l’IA generativa sta aprendo nuovi orizzonti.
Ad esempio, consente di creare descrizioni più dettagliate per persone non vedenti, migliorare la comprensione dei testi per chi ha difficoltà cognitive e sviluppare avatar interattivi che facilitano la comunicazione per chi ha disabilità linguistiche o cognitive.
La realtà aumentata, invece, può rivoluzionare l’interazione con gli ambienti fisici e digitali, fornendo supporti visivi e tattili in tempo reale che rendono più accessibili spazi pubblici, musei e interfacce digitali.

Tuttavia, per raggiungere questi obiettivi, è necessario sviluppare progetti di qualità che affrontino il problema dei bias legati alla sottorappresentazione delle persone con disabilità nei dataset di addestramento dei modelli di IA.
Un esempio concreto è il riconoscimento vocale: molti di questi sistemi sono addestrati principalmente su voci di persone con parlato fluido, escludendo di fatto coloro che hanno disabilità che influenzano il linguaggio, come la disartria.

Per questo motivo, ASPHI Onlus, con il supporto di CISCO Italia, ha deciso di sostenere il progetto CapisciAMe di Davide Mulfari, che ha l’obiettivo di creare un dataset di voci atipiche italiane e sviluppare un sistema di riconoscimento vocale davvero inclusivo, che funzioni per tutti”.

La collaborazione con grandi aziende e giovani talenti è una componente centrale di questo hackathon. In che modo ritenete che il coinvolgimento di nuove generazioni possa portare soluzioni innovative nel campo dell’accessibilità?

“Ci auguriamo che dall’hackathon emerga la capacità di pensare fuori dagli schemi, di osare con idee nuove che non si limitino a migliorare tecnologie esistenti ma che reinventino il modo in cui affrontiamo l’accessibilità.
Vorremmo vedere progetti che aprono nuove strade. L’obiettivo non è solo creare strumenti funzionali, ma immaginare soluzioni che rendano l’esperienza digitale inclusiva per tutti in modo naturale e intuitivo.
Speriamo di vedere idee che considerino l’accessibilità non come un’aggiunta o un correttivo
, ma come parte integrante del design.
Ad esempio, interfacce che si adattino automaticamente alle esigenze specifiche di ogni utente, creando esperienze personalizzate e flessibili, senza bisogno di configurazioni manuali complesse.

Siamo anche curiosi di vedere come i partecipanti riusciranno a integrare l’aspetto etico e umano nella tecnologia.
Un progetto veramente innovativo dovrà andare oltre la mera funzionalità tecnica, abbracciando l’idea che l’accessibilità digitale debba promuovere la dignità e l’autonomia delle persone con disabilità, non solo facilitare l’interazione con gli strumenti.
Speriamo insomma in un bel progetto, che possa vincere e da ospitare a Handimatica 2024 (www.handimatica.com), un evento chiave per chi si occupa di tecnologie assistive e accessibilità, che si terrà a Bologna dal 28 al 30 novembre e che approfondirà queste e altre sfide”.

Fonte:

Home