Sabato 27 e domenica 28 giugno torna la “Grande Festa della Subacquea – Nessuno Escluso”.
Dalle immersioni dei subacquei non vedenti alla partecipazione di persone con disabilità intellettive, due giorni per dimostrare che il mare può essere davvero di tutti.
A diciassette metri di profondità, nel silenzio blu del mare che circonda l’isola Gallinara, una targa in braille racconta una storia di inclusione.
Non è soltanto un oggetto collocato ai piedi della statua sommersa del Cristo Redentore: è il simbolo concreto di un modo diverso di concepire la disabilità, fondato sulle possibilità anziché sui limiti.
Sabato 27 e domenica 28 giugno Albenga ospita la diciottesima edizione della “Grande Festa della Subacquea – Nessuno Escluso”, appuntamento ormai storico della subacquea inclusiva italiana promosso da HSA Italia in collaborazione con il Centro Subacqueo Idea Blu e con il supporto del Nucleo Subacqueo dei Carabinieri di Genova.
L’evento, gratuito e aperto a tutti, riunisce persone con e senza disabilità in due giornate dedicate al mare, alla partecipazione e alla condivisione.
Un’occasione che negli anni è diventata molto più di una manifestazione sportiva: un laboratorio di cittadinanza attiva dove l’inclusione prende forma attraverso l’esperienza diretta.
Una targa in braille nel cuore del mare
Tra i momenti più significativi dell’edizione 2026 c’è la posa della targa in braille ai piedi del Cristo Redentore sommerso.
A effettuare l’operazione saranno due esperti subacquei non vedenti, Maurizio Lo Bortalo e Andrea Sanlazzaro.
Un gesto dal forte valore simbolico.
Nel mondo della subacquea, infatti, molte delle barriere che caratterizzano la vita quotidiana tendono ad attenuarsi.
L’acqua modifica la percezione del corpo, riduce il peso della gravità e consente modalità diverse di orientamento e movimento.
La targa consentirà ai subacquei con disabilità visiva di conoscere la storia della statua e dell’area marina che la ospita, rendendo accessibile un patrimonio naturale e culturale che spesso resta escluso dai percorsi di fruizione tradizionali.
Quando il mare diventa spazio di autonomia
L’iniziativa coinvolge anche le ragazze e i ragazzi dell’associazione albenganese “Non Uno Meno”, impegnata da anni nella promozione dell’inclusione delle persone con disabilità intellettive.
Accompagnati da istruttori e guide HSA provenienti da diverse realtà italiane, i partecipanti hanno l’opportunità di sperimentare attività in acqua in un contesto protetto e professionale.
L’obiettivo non è semplicemente offrire un’esperienza ricreativa, ma favorire autonomia, fiducia in sé stessi e benessere psicofisico.
«È un’esperienza unica per le nostre ragazze e i nostri ragazzi», spiega Ornella Vaccaro, presidente di Non Uno Meno.
«La subacquea è perfettamente in linea con il nostro modello di intervento perché coinvolge la persona nella sua interezza e permette di vivere emozioni autentiche in un ambiente che favorisce il benessere».
Le immersioni diventano così uno strumento educativo e relazionale capace di valorizzare le competenze individuali e di costruire occasioni reali di partecipazione.
Diciotto anni di inclusione sott’acqua
Dietro la manifestazione c’è il lavoro di Gianfranco Lenti, referente HSA Liguria e ideatore della festa, nata diciotto anni fa con un obiettivo preciso: dimostrare che la subacquea può essere praticata da tutti.
«Fin dalla prima edizione volevamo creare un’occasione in cui persone con e senza disabilità potessero immergersi insieme», racconta.
«L’idea era mostrare concretamente che questa esperienza è possibile e che proprio attraverso il mare si possono costruire percorsi autentici di integrazione».
Nel tempo l’iniziativa è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento nazionale per la subacquea inclusiva, attirando partecipanti da diverse regioni e consolidando una rete di istruttori, volontari e associazioni impegnate nel rendere il mare accessibile.
La Liguria come laboratorio di accessibilità
L’evento di Albenga si inserisce in un percorso più ampio che da anni vede la Liguria protagonista di progetti innovativi legati all’accessibilità marina.
Dalle iniziative realizzate con il COMSUBIN e la Marina Militare a Portovenere, passando per il progetto “Il Mare da Toccare” a Genova, fino alla realizzazione di itinerari subacquei in braille alle Cinque Terre, HSA ha contribuito a trasformare il territorio ligure in uno dei principali laboratori italiani di inclusione attraverso il mare.
Un lavoro iniziato nei primi anni Novanta e che ha consentito a oltre ottocento persone con disabilità di conseguire brevetti subacquei HSA, dimostrando come la partecipazione possa essere favorita quando vengono rimossi gli ostacoli ambientali e organizzativi.
Un diritto che va oltre lo sport
La subacquea inclusiva non riguarda soltanto l’attività sportiva.
Interroga il tema più ampio dell’accessibilità e del diritto di ciascuno a partecipare pienamente alla vita sociale, culturale e ricreativa.
In un Paese dove molte persone con disabilità incontrano ancora ostacoli nell’accesso al tempo libero, al turismo e alle attività sportive, iniziative come quella di Albenga ricordano che l’inclusione non nasce da gesti straordinari, ma dalla costruzione di contesti capaci di accogliere le differenze.
Sotto la superficie del mare, dove il peso del corpo si alleggerisce e i confini sembrano dissolversi, prende forma un messaggio semplice ma potente: l’accessibilità non è una concessione, ma una condizione necessaria perché tutti possano vivere pienamente le proprie passioni.
E quando questo accade, il mare diventa davvero un luogo senza esclusi.
Fonte e immagini: Ufficio stampa Patrizia De Santo PR per HSA Italia





