La staffetta paralimpica ideata da Alex Zanardi ha fatto tappa in Toscana, accendendo i riflettori sul valore educativo e sociale dello sport.
Tra i protagonisti anche l’atleta fiorentino di boxe paralimpica Matteo Fabbri e il suo allenatore Simone Vannuzzi, testimoni di come la passione sportiva possa diventare motore di riscatto, autostima e partecipazione.
UN VIAGGIO DI SPORT, VALORI E INCLUSIONE
“Obiettivo tricolore”, la grande staffetta paralimpica nata da un’idea di Alex Zanardi e organizzata da Obiettivo3, ha portato in Toscana un messaggio di speranza e determinazione.
Alla quinta edizione dell’iniziativa hanno preso parte 70 atleti paralimpici, protagonisti di una tappa ricca di emozioni e significato al Brilli Peri di Montevarchi, nel cuore del Valdarno.
L’evento rappresenta la 13ª tappa di un percorso che attraversa l’Italia da Sud a Nord, partito il 21 settembre dalla Puglia e diretto a Trento, dove si concluderà il 10 ottobre dopo 23 tappe, 1.790 chilometri e 18.640 metri di dislivello.
LO SPORT CHE UNISCE SCUOLA E DISABILITÀ
Il progetto, nato dalla visione di Zanardi, si rivolge anche al mondo dell’educazione, creando un ponte tra sport e scuola.
A Montevarchi, il Villaggio Sportivo Promozionale ha accolto 416 studenti, offrendo loro la possibilità di conoscere e provare da vicino le discipline paralimpiche.
Tra le attività proposte figurano handbike, scherma in carrozzina, sitting volley, tennis e padel in carrozzina, tiro con l’arco, para bocce, k-bike trail, calcio a 5 e paraboxe/special boxe.
Un modo concreto per trasmettere ai più giovani il valore della diversità, dell’impegno e della condivisione.
MATTEO FABBRI: “LO SPORT È UNO STRUMENTO FORTE DI INCLUSIONE”
Tra gli ospiti della tappa toscana, l’atleta fiorentino Matteo Fabbri, che si allena nella disciplina della special boxe, ha raccontato la sua esperienza e il significato profondo di questa iniziativa.
«Un progetto, come ci dice l’atleta di special boxe presente Matteo Fabbri, che sottolinea l’importanza dell’inclusività dello sport, uno strumento forte per rendere lo sport accessibile a noi disabili, che promuove benessere, autostima, integrazione sociale, dove la palestra diventa uno spazio di crescita, di gioia, di scoperta, indipendentemente dall’abilità personale».
Le sue parole testimoniano quanto lo sport possa diventare un linguaggio universale capace di unire, trasformare e restituire fiducia in sé stessi.
SIMONE VANNUZZI: “ALLENARE È UN PROGETTO SOCIALE”
Accanto a Fabbri, il suo allenatore Simone Vannuzzi ha condiviso il percorso che li lega dentro e fuori dal ring.
«Aggiunge l’allenatore Simone Vannuzzi…ho ideato il progetto della Palestra Dinamika Special Boxe Porta Romana, succursale della SAF la più antica palestra di Firenze, e il mio progetto sociale, allenare gratuitamente gli atleti disabili, è nato nell’estate del 2024 ma abbiamo fatto passi da gigante, Matteo ha già fatto, vincendo, il suo primo incontro, ogni giorno tanti altri disabili che alleno hanno una storia da raccontare praticando lo sport, come contesto educativo e di crescita, vedo che, anche nella disabilità, lo sport permette di conoscersi e riconoscersi come atleti ma soprattutto come persone».
Le sue parole riflettono la visione di uno sport aperto, accessibile e fondato sul valore della relazione umana.
UNA RETE DI ENERGIE CHE CORRE VERSO IL FUTURO
L’esperienza di “Obiettivo tricolore” e dei suoi protagonisti dimostra come lo sport possa diventare un autentico laboratorio di inclusione, dove ogni traguardo è condiviso.
Progetti come quello di Vannuzzi e Fabbri raccontano una nuova cultura sportiva, in cui la disabilità non è limite, ma opportunità di crescita e incontro.
L’eredità di Zanardi, simbolo di resilienza e passione, continua a ispirare atleti e cittadini, ricordando che la forza di una comunità si misura nella capacità di correre insieme, ognuno con il proprio passo, verso lo stesso traguardo: quello dell’uguaglianza e del rispetto reciproco.





