Sport e Accessibilità: Oltre il 20% delle Strutture Italiane Resta Fuori Gioco  

L’Esempio Virtuoso di Monza: No Limits Team e Vero Volley Abbattono le Barriere

In occasione della Giornata internazionale della Disabilità che abbiamo appena celebrato, la lente d’indagine si posa sullo stato dell’arte dell’inclusione sportiva in Italia, rivelando una situazione critica: oltre il 20% degli impianti sportivi nazionali risultano inaccessibili alle persone con disabilità.
A fronte di questa realtà infrastrutturale, spesso obsoleta e piena di barriere, emergono realtà come il No Limits Team di Monza, che in collaborazione con il Vero Volley, offre un modello concreto di vera integrazione. L’obiettivo, come sottolineato dal Direttore responsabile Massimo Tadini, è ambizioso: superare la semplice integrazione per arrivare a una “autentica mescolanza di persone che hanno opportunità diverse dalla vita”.

L’analisi dei dati nazionali evidenzia un divario crescente tra la domanda di inclusione e la risposta strutturale, rendendo il caso brianzolo un faro di speranza e un imperativo per il futuro dello sport italiano.  

Il Muro delle Barriere Architettoniche Nello Sport Italiano

Lo sport in Italia è tradizionalmente celebrato come motore di energia, passione e coesione sociale. Tuttavia, i recenti report nazionali ne svelano il lato meno inclusivo. Il Rapporto Osservatorio Valore Sport 2025, realizzato da The European House Ambrosetti in collaborazione con CONI, CIP, ICSC e Sport e Salute, ha lanciato un allarme: oltre il 20% dei 77.000 impianti sportivi italiani non è accessibile alle persone con disabilità.

La ragione principale risiede nell’obsolescenza: il 44% delle strutture risale agli anni Settanta-Ottanta, risultando inadeguato e caratterizzato da gravi barriere architettoniche. Questa carenza strutturale si scontra con una domanda di inclusione in forte crescita.
L’ISTAT riporta infatti che, per l’anno scolastico 2023-2024, gli alunni con disabilità sono quasi 360.000 (il 4,5% degli iscritti), un aumento del +26% in cinque anni.

Nonostante l’incremento di docenti di sostegno qualificati (+10% in quattro anni), permane una criticità nella continuità didattica: oltre il 57% degli studenti con disabilità cambia insegnante di sostegno ogni anno.
Benché oltre 21,5 milioni di italiani (il 37,5% della popolazione over 3 anni) pratichino sport, le barriere fisiche e culturali rendono la partecipazione non equa.  

No Limits Team: Pallavolo e Inclusione a Monza

In questo panorama complesso, il No Limits Team di Monza rappresenta un esempio virtuoso di come lo sport possa e debba essere davvero accessibile.
Si tratta di una squadra di pallavolo iscritta a Special Olympics, composta da persone con disabilità intellettive. m

Il progetto è nato nel 2017 dalla proficua collaborazione tra l’Associazione Silvia Tremolada e il Vero Volley.
Il Vero Volley riconosce il valore ineguagliabile dello sport nello sviluppo fisico, psichico e sociale della persona, specialmente per chi convive con una disabilità.
Per quest’ultima categoria, l’attività sportiva è un elemento cruciale di crescita, formazione e raggiungimento di un benessere interiore.

La Presidente di Vero Volley, Alessandra Marzari, ne sottolinea l’impatto: “L’elemento più prezioso del lavoro con i No Limits è il valore umano che viviamo ogni giorno insieme ai ragazzi della squadra”.

Prosegue: “Non offriamo solo un’attività sportiva: creiamo un ambiente accogliente in cui ogni persona, indipendentemente dalle proprie abilità, può sentirsi parte integrante di un progetto condiviso”.  

La Squadra e Le Regole Dell’Inclusione

Il No Limits Team conta attualmente circa cinquanta iscritti, di cui 35 atleti (20 maschi e 15 femmine) e circa venti partner, provenienti dal mondo del volontariato o dalle scuole superiori. Gli atleti si allenano presso l’Opiquad Arena, lo stesso campo utilizzato da campionesse del calibro di Paola Egonu e Anna Danesi del Vero Volley.
Le partite si svolgono con la formula classica del 6 contro 6, ma con un regolamento speciale, pensato per garantire la partecipazione attiva e l’evoluzione delle competenze di tutti.

In campo, per ogni squadra, devono esserci sempre 3 atleti e 3 partner.

Le regole aggiuntive mirano a promuovere l’inclusione e la rotazione:  

Non sono consentite più di 3 battute consecutive per ogni giocatore; al termine del terzo turno di servizio, si esegue una rotazione.  

In ogni azione di gioco che preveda i tre tocchi, almeno uno dei tocchi deve essere effettuato da un atleta.  

Gli Sforzi Normativi per L’Accessibilità Totale

In risposta alle criticità evidenziate dai report e per promuovere un ambiente sportivo realmente inclusivo, la normativa italiana ha registrato importanti evoluzioni, con l’obiettivo di rendere l’accessibilità non un’eccezione, ma un requisito standard.

In particolare, il Decreto Legislativo 28 febbraio 2021, n. 38, recante misure in materia di riordino e riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi, e il conseguente rinvio alle norme tecniche vigenti, punta a garantire che le nuove strutture e gli ammodernamenti rispettino standard di sicurezza e accessibilità elevati.
Già dal 2008, il Consiglio Nazionale del CONI con la delibera n. 1379 aveva fissato i livelli minimi qualitativi e quantitativi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, stabilendo che tutti gli impianti sportivi (agonistici e amatoriali) debbano essere progettati seguendo i dettami dell’inclusività, accessibili a disabili e anziani, sia come atleti che come pubblico.

Tali misure sono rafforzate dal ruolo del Comitato Italiano Paralimpico (CIP), riconosciuto Ente di diritto pubblico, che interviene nella definizione dei requisiti di accessibilità per gli impianti che ospitano manifestazioni paralimpiche.
Questi sforzi normativi puntano a superare il mero requisito di “visitabilità” per i piccoli impianti, mirando all’accessibilità totale che garantisca la piena fruibilità di spogliatoi, tribune, servizi igienici e percorsi, anche per disabili non vedenti o ipovedenti.  

Risultati, Manifestazioni e L’Orgoglio Nazionale

L’impegno del No Limits Team non si limita agli allenamenti. Sponsorizzata da ArgenX, la squadra parteciperà ai secondi Incontri Regionali Ricreativi di pallavolo indetti da Special Olympics, confrontandosi con altri 7 team lombardi.

Il team è anche una presenza costante nelle manifestazioni locali, come “Entra in gioco” del Comune di Monza e degli enti limitrofi, garantendo una o due giornate al mese di attività agonistica.
Un esempio di eccellenza è Sonia Ciboldi, atleta veterana del No Limits, che è stata selezionata per rappresentare l’Italia alla prima World Cup di pallavolo a Katowice in Polonia quest’anno, classificandosi sesta con la Nazionale.

Il Direttore responsabile, Massimo Tadini, commenta: “L’esempio di Sonia è motivo di grande orgoglio della nostra squadra e testimonia la bontà del nostro lavoro”.  

Oltre l’Integrazione: Verso la Vera Mescolanza

L’esperienza del No Limits Team offre una profonda riflessione sulla vera natura dell’inclusione.
Massimo Tadini, pur riconoscendo l’interesse crescente di Enti e media verso questo settore, esorta a compiere un salto di qualità culturale.
La sfida è superare la retorica dell’integrazione, per raggiungere una vera e propria “mescolanza”.

Fadini afferma: “finché continueremo a parlare di integrazione di un mondo con l’altro, continuandone con questo a sottolinearne la diversità, non potremo parlare di vera e propria inclusione”.
E conclude con una critica chiara: “Troppe sono le occasioni in cui i due mondi (quello dei normali e quello dei diversi) stanno insieme integrati nello stesso luogo ma empaticamente separati tra loro”.

L’esperienza di Monza dimostra che l’abbattimento delle barriere non è solo strutturale, ma soprattutto umano ed empatico.  

Inmagine di copertina: Ufficio Stampa Espresso