Studio Henviot: il casco ventilatorio riduce del 40% l’utilizzo della terapia intensiva

.Da una ricerca pubblicata da Jama, prestigiosa rivista scientifica, è emerso che il casco ventilatorio, apparecchio utilizzato per i pazienti con grave insufficienza respiratoria, inventato e prodotto in Italia, sia in grado di ridurre l’intubazione dei malati, come quelli con la polmonite da Covid-19.

Lo studio Henviot, frutto della profusione di un lavoro di squadra che ha coinvolto rianimatori, anestesisti ed infermieri specializzandi, è stato coordinato dal Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs in collaborazione con l’ospedale di Rimini e le università di Bologna e Ferrara, ricerca che costituisce peraltro la prima documentazione che accredita l’efficacia del ‘casco’ rispetto all’ossigenoterapia ad alti flussi, strumento molto semplice da utilizzare, diffuso in tutte le terapie intensive del mondo.

L’uso della metodologia del casco ventilatorio è, infatti, risultato essere preferibile all’Oti, ossigeno terapia, ad alta pressione, in quanto protegge il polmone da ulteriori danni durante la ventilazione.

Essendo inoltre molto confortevole rispetto alle altre interfacce per la ventilazione non invasiva, questo consente trattamenti continuativi con poche interruzioni, requisito di fondamentale rilevanza per evitare l’intubazione.

Il casco è adoperato, per tal ragione, anche in camera iperbarica per facilitare l’erogazione d’ossigeno nei piccoli pazienti difficili da trattare con i metodi tradizionali.

Mirella Madeo

Giornalista pubblicista ed Avvocato, disabile. Ho 50 anni e vivo a Ravenna.

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