DISAGIO PSICHICO: UNA FERITA INVISIBILE CHE SEGNA LE PERSONE E LE FAMIGLIE


Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i disturbi mentali rappresentano un problema crescente di salute pubblica, con un forte impatto sulla vita sociale, lavorativa ed economica delle persone.

Comprendono patologie come schizofrenia, depressione, disturbi bipolari, d’ansia, dell’alimentazione e da abuso di sostanze.

Nel mondo, il 10-20% di bambini e adolescenti soffre di disturbi mentali, e la metà delle malattie psichiche inizia prima dei 14 anni.

La scuola, la famiglia e la comunità locale giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella promozione del benessere mentale, favorendo lo sviluppo di abilità di vita come la gestione delle emozioni, l’ascolto e la capacità di affrontare i problemi.

In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità conduce attività di ricerca, prevenzione e sorveglianza dedicate alla salute mentale, promuovendo consapevolezza e interventi precoci per ridurre il carico di malattia e migliorare la qualità della vita delle persone.

Vivere accanto a chi soffre di disagio psichico significa confrontarsi ogni giorno con una realtà complessa, fatta di fragilità, paure e momenti di smarrimento e di isolamento.

La salute mentale non riguarda solo chi vive una condizione di disagio psichico, ma coinvolge anche chi sta accanto ad una persona che ne è colpita, spesso in silenzio, cercando di offrire sostegno senza avere gli strumenti adeguati per affrontare tutto ciò che consegue a una diagnosi di questo tipo.

Il 77% degli italiani ritiene che salute mentale e fisica abbiano la stessa importanza, ma solo il 32% pensa siano trattate allo stesso modo dal sistema sanitario nazionale.

Un divario tra bisogni e risposte reali a un disagio sempre più dilagante che rende evidente quanto il tema non possa più essere ignorato.

LO STIGMA SOCIALE: UNA BARRIERA ANCORA DA ABBATTERE

Nonostante i progressi culturali e scientifici, lo stigma legato alle patologie mentali continua a rappresentare una delle principali barriere all’inclusione e alla cura.

La paura del giudizio, la mancanza di informazione e i pregiudizi diffusi nella società portano molte persone a nascondere la propria sofferenza o a non chiedere aiuto.

Questo isolamento alimenta il disagio e rallenta i percorsi di recupero.

È necessario un profondo cambiamento culturale, che passi attraverso campagne di sensibilizzazione, educazione nelle scuole e formazione degli operatori sanitari, affinché la salute mentale venga riconosciuta come parte integrante del benessere complessivo dell’individuo e non come un tabù da celare.

UNA SETTIMANA PER RACCONTARE LA SALUTE MENTALE

Dal 18 al 26 ottobre torna a Modena e nei Comuni della provincia Màt – Settimana della Salute Mentale, la più grande manifestazione corale in Italia dedicata al tema.

Oltre 80 eventi gratuiti e aperti al pubblico porteranno il disagio psichico al centro della discussione sociale e culturale.

Un appuntamento che cade a pochi giorni dalla Giornata Mondiale della Salute Mentale, con l’obiettivo di accendere i riflettori su un diritto troppo spesso negato.

PACE, ACCOGLIENZA E AMBIENTE: IL FILO CONDUTTORE

Per la quindicesima edizione, guidata per la prima volta dalla dottoressa Donatella Marrama, direttrice del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Modena, sono state scelte tre parole chiave: pace, accoglienza e ambiente.

La consapevolezza è chiara: senza queste condizioni non può esserci salute mentale, e senza salute mentale non c’è futuro.

L’obiettivo è “occupare” spazi fisici e simbolici delle comunità, invitando a riflettere sul fatto che il benessere psichico è una questione collettiva e non individuale.

DATI ALLARMANTI SUL DISAGIO GIOVANILE

Secondo il World Mental Health Day Report 2024 di Ipsos, lo stress colpisce soprattutto donne e giovani. Il 40% delle donne della Generazione Z ha dichiarato di essersi sentita depressa quasi ogni giorno per almeno due settimane.

Inoltre, il 54% della Generazione Z e il 47% dei Millennials hanno sperimentato livelli di stress tali da impedire loro di andare al lavoro.

Le cause principali vengono ricondotte a fattori esterni: ambiente lavorativo, pressione sociale e scolastica, precarietà economica e difficoltà relazionali.

A fronte di questa crescente consapevolezza, rimane grave la carenza di psicologi e l’insufficienza di risorse destinate ai servizi pubblici.

IL PROGRAMMA: MARCIA, TEATRO, CINEMA E LABORATORI

Il programma di Màt 2025 si apre il 18 ottobre con la tradizionale marcia che attraverserà Modena, tra colori, musica e performance teatrali affidate alla Mattabanda. Nei giorni successivi si alterneranno conferenze, spettacoli e incontri.

Tra gli appuntamenti più attesi: il reading della poetessa Vivian Lamarque (19 ottobre), la conferenza “Adolescenza: quando il cambiamento fa rumore” (20 ottobre), lo spettacolo teatrale “Voci Silenziose” con testimonianze di giovani (21 ottobre) e la proiezione del documentario “Papà ha bruciato i biscotti”, dedicato alla depressione paterna nel periodo perinatale (22 ottobre).

Non mancheranno inoltre momenti formativi come la conferenza regionale “Cocaina, le vie della cura” (23 ottobre) e iniziative dedicate alle scuole su DSA e ADHD (24 ottobre), fino ad arrivare ad esperienze di arteterapia come “Mandami una cartolina” (24 ottobre a Carpi).

UN PROGETTO CORALE PER IL FUTURO DELLA SALUTE MENTALE

Màt è un progetto promosso dall’Azienda Usl di Modena con l’organizzazione di Arci Modena e il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune di Modena e Unimore.

È reso possibile grazie al sostegno di Fondazione di Modena, BPER Banca, Centri di Salute Mentale e decine di associazioni di volontariato e familiari degli utenti.

Nove giorni di iniziative che dimostrano come solo unendo risorse, istituzioni e cittadinanza si possa costruire un futuro in cui la salute mentale non sia più considerata un tabù, ma un diritto fondamentale per tutti.

Fonte:

Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro, Salute mentale