Oltre sette persone su dieci con balbuzie hanno subito discriminazione.
Il nuovo rapporto dell’Osservatorio Voice Shaming, promosso dall’Associazione Vivavoce, accende i riflettori su un fenomeno ancora poco conosciuto ma con pesanti ricadute psicologiche e sociali.
IL FENOMENO DEL VOICE SHAMING
Il voice shaming non è un episodio marginale, ma una realtà diffusa che colpisce in profondità chi ne è vittima.
Secondo i dati del 3° Annual Report dell’Osservatorio Voice Shaming©, presentato dall’Associazione Vivavoce in occasione della Giornata Internazionale della Consapevolezza sulla Balbuzie, quasi il 75% delle persone con balbuzie ha sperimentato almeno una volta nella vita esperienze discriminatorie legate al proprio modo di parlare.
Lo studio, presentato in Regione Lombardia dal fondatore Giovanni Muscarà, insieme ad Antonio Schindler e Jubin Abutalebi, ha coinvolto 131 persone di età compresa tra i 17 e i 52 anni.
Quest’anno l’analisi si è concentrata sull’impatto psicologico e sociale della derisione e dell’esclusione.
LA VOCE COME IDENTITÀ PERSONALE
Il voice shaming si manifesta principalmente attraverso imitazioni e derisioni (76%), commenti negativi (62%) ed esclusione da un gruppo (43%).
“Le forme di discriminazione legate alla voce vengono troppo facilmente sottovalutate – spiega Giovanni Muscarà, Presidente dell’Associazione Vivavoce – eppure l’impatto del voice shaming è tutt’altro che trascurabile.
Questo fenomeno colpisce in profondità e lascia segni duraturi, indipendentemente dalla gravità con cui tali episodi vengono percepiti dall’esterno, in quanto la voce è molto più di un semplice strumento di comunicazione: è una parte essenziale della nostra identità.
Come Associazione Vivavoce, crediamo che riconoscere la serietà di queste forme di esclusione sia un contributo importante per la costruzione di una società davvero inclusiva.”
EFFETTI PSICOLOGICI E SOCIALI
Il 91,8% delle vittime riferisce che il voice shaming ha avuto un effetto significativo sul proprio benessere psicologico.
Il 90,8% sul modo di percepire sé stessi e l’89,8% sulle relazioni interpersonali.
Inoltre, il 74,5% dichiara di aver modificato scelte importanti della propria vita a causa delle esperienze di derisione o esclusione.
“Per le persone con balbuzie, l’esperienza di derisione o esclusione legata al modo di parlare, anche in forme che appaiono come semplici ‘prese in giro’, alimenta ansia, depressione e pensieri negativi, e condiziona le scelte personali, scolastiche e professionali e le relazioni.”
Il voice shaming incide profondamente sul benessere psicologico e sull’autostima, creando un senso di isolamento e vulnerabilità.
UN CIRCOLO VIZIOSO TRA DISCRIMINAZIONE E DISAGIO EMOTIVO
Il 3° Annual Report evidenzia che il voice shaming amplifica l’impatto auto-percepito del disturbo comunicativo.
Tra coloro che subiscono derisioni, la balbuzie incide sulla qualità della vita nel 53% dei casi, contro il 12% tra chi non è vittima di discriminazione.
“L’impatto negativo della balbuzie è notevolmente amplificato nel caso si subiscano forme di voice shaming. Il fatto di essere discriminati per il modo di parlare – spiega Antonio Schindler, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Voice Shaming di Vivavoce – genera un circolo vizioso tra esperienza discriminatoria, disagio emotivo e riduzione delle opportunità di espressione.”
Il voice shaming è associato a sintomatologia ansioso-depressiva e pensieri disfunzionali.
Oltre l’85% delle vittime presenta sintomi di ansia da moderata a elevata, rispetto al 63% tra chi non ha vissuto episodi di discriminazione.
Il 50% sviluppa sintomi depressivi, contro il 15% del gruppo di controllo.
La frequenza di emozioni negative – rabbia, inadeguatezza, isolamento e frustrazione – o di comportamenti evitanti, come interrompere il contatto visivo o l’eloquio per paura di balbettare, è più alta tra le vittime di voice shaming (43%) rispetto a chi non lo ha subito (21%).
L’80% riporta un pensiero ripetitivo negativo e il 78% difficoltà a gestire le emozioni in modo funzionale.
VERSO UNA CULTURA DELL’INCLUSIONE
L’Associazione Vivavoce nasce dalla volontà di ex pazienti del Centro Medico Vivavoce, insieme al suo fondatore Giovanni Muscarà, con l’obiettivo di supportare chi soffre di difficoltà comunicative e sensibilizzare la società su questi temi.
Attraverso progetti di ricerca, informazione e divulgazione, l’associazione promuove una cultura nuova e inclusiva sui disturbi della voce, del linguaggio e della comunicazione.
Riconoscere il voice shaming come una forma di discriminazione reale e dannosa è il primo passo per abbatteresti barriere invisibili ma profonde, che limitano la libertà e la dignità di chi trova nella propria voce la propria identità.





