In occasione della Festa della Mamma, la cantautrice e attivista Graziella Saverino racconta la sua nuova canzone e la sua esperienza di maternità vissuta con una disabilità.
Una voce che rompe il silenzio ed una melodia che scardina i pregiudizi.
In occasione della Festa della Mamma, il prossimo 9 maggio uscirà “Se combatto vinco io”, il nuovo brano della cantautrice Graziella Saverino, scritto con Giuseppe Anastasi.
Una canzone che è insieme atto d’amore e di resistenza, sintesi potente del vissuto di una donna con disabilità, artista, madre e attivista.
In carrozzina, a causa di una paralisi cerebrale infantile, Graziella ha saputo trasformare la sua fragilità in forza creativa e testimonianza.
Con la musica, con l’associazione EntusiasmAbili da lei fondata, e soprattutto con la sua quotidianità, sfida le barriere fisiche e culturali che ancora oggi limitano il diritto di molte donne con disabilità a vivere pienamente la maternità e la propria libertà.
Una canzone che racconta forza, amore e identità
Il tuo nuovo brano si intitola Se combatto vinco io: cosa rappresenta per te questa canzone e come si lega al tuo percorso personale?
«Il brano nasce con l’esigenza di comunicare il mio percorso personale, partendo dall’essere donna al diventare madre e moglie in un contesto legato alla disabilità.
Racconta il mio vissuto e il rapporto con i miei figli, ma rappresenta anche i sacrifici e le difficoltà per realizzare i sogni di ognuno di noi.
“Se combatto vinco io” è una canzone leggera e delicata, dedicata a tutti, che nasconde anche una bella forza emotiva.
È soprattutto un brano introspettivo e spero che in tanti si possano ritrovare nelle sue parole».
Con Giuseppe Anastasi, un legame che si trasforma in musica
Com’è nata la collaborazione con Giuseppe Anastasi e qual è stato il processo creativo che vi ha portato alla stesura del testo?
«Con Giuseppe ci conosciamo da tanto, dai tempi della sua relazione con Arisa e delle serate a San Lorenzo a Roma.
Per un periodo ci siamo allontanati, pur restando in contatto. Poi, in un momento significativo della mia vita, ci siamo ritrovati e, confrontandoci, è nato spontaneo il desiderio di collaborare a un progetto comune.
Gli ho fatto leggere alcune cose che avevo scritto e, appena ha avuto un po’ di tempo, ci siamo messi a lavorare. Insieme siamo riusciti a trovare le parole giuste per raccontare queste emozioni».
Una dedica speciale per la Festa della Mamma
Il brano uscirà in occasione della Festa della Mamma. È una scelta simbolica?
«Assolutamente sì. Alle mamme con disabilità non si dà il giusto valore oggigiorno.
È ancora difficile pensare che una donna disabile possa diventare madre ed essere efficiente.
Per questo abbiamo scelto questa data con cognizione di causa.
Spero che questo brano possa essere un bel regalo per tutte le mamme, soprattutto per quelle che lottano ogni giorno contro i pregiudizi e gli ostacoli della vita».
La musica come strumento di comunicazione sociale
Che ruolo ha la musica nella tua vita e in che modo è diventata anche uno strumento di comunicazione sociale?
«La musica fa parte da sempre della mia vita.
La mia mente viaggia con le note da mattina a sera.
Non riesco a scindere la musica dalla mia quotidianità e cerco di esternarla attraverso la mia scrittura e la mia voce.
È lo strumento perfetto per mandare messaggi.
La utilizzo anche con l’associazione EntusiasmAbili: la musica è il mezzo per eccellenza per abbattere tutte le barriere».
Essere madre con una disabilità: una sfida quotidiana
Diventare madre con una disabilità, in Italia, non è semplice. Quali difficoltà hai dovuto affrontare – e continui ad affrontare – come donna e come madre?
«Non nego che le difficoltà siano state tante e continuino ad esserci.
Otto anni fa è arrivato un terremoto di nome Andrea a sconvolgere la mia vita e quella di mio marito.
È stato meraviglioso, ma anche destabilizzante.
Per me, che lottavo per essere indipendente, non è stato facile.
Una madre disabile non può fare certe cose, soprattutto in un contesto dove le donne fanno ancora molto in casa.
Ma questo non mi ha mai fermato.
Oggi vivo la gioia più grande: sono madre, sono moglie, e le difficoltà diventano secondarie».
Un messaggio di speranza per tutte le donne
Sei anche presidente dell’associazione EntusiasmAbili: quale messaggio vuoi lanciare, con il tuo impegno e la tua testimonianza, alle altre donne con disabilità e alla società in generale?
«La disabilità non deve essere un impedimento.
Dalle difficoltà si può tirare fuori il meglio di noi stessi.
Con l’associazione e con la mia musica spero di regalare speranza alle donne e alle famiglie che vivono situazioni di difficoltà.
Vorrei dimostrare che con determinazione tutto è possibile.
EntusiasmAbili nasce con la volontà di aprirsi a tutti e dare una mano dove serve, per sperare in un mondo migliore».
Immagine di copertina: Ufficio Stampa 361comunicAzione





