“LA BELLEZZA NELLE DIFFERENZE”: UN FESTIVAL DI ARTE E CULTURA PER CELEBRARE ACCESSIBILITÀ ED INCLUSIONE

Dal 14 al 22 settembre, Milano ospiterà il “Festival delle Abilità” (https://drive.google.com/file/d/1zFtpLpbUU3PyMwjPKIei08rU_CrYlTV7/view?usp=drivesdk), un evento organizzato dalla Fondazione Mantovani Castorina per promuovere l’inclusione sociale e l’accessibilità nel mondo dell’arte.

Il festival offrirà una varietà di attività, tra cui mostre, performance, conferenze e laboratori, tutte progettate per essere fruibili da persone con diverse abilità.

Un’iniziativa che vuole dimostrare come la culturaf possa abbattere le barriere che spesso escludono le persone con disabilità dal mondo artistico, creando spazi in cui ogni individuo possa sentirsi rappresentato e valorizzato.

Tra i suoi protagonisti, Marco Avaro, un artista che esplora l’outsider art, raccontata nella sua mostra “I am an outsider”.

Le sue opere, fuori dai circuiti tradizionali, rappresentano prospettive inaspettate, cercando di sensibilizzare il pubblico verso una maggiore inclusione.

Le sue, sono creazioni che narrano realtà emarginate, sfidando i preconcetti ancora troppo radicati nella nostra società rispetto alla diversità.

Gianfranco Falcone, psicologo e fotografo, convive con la tetraplegia, una condizione che, tuttavia, occupa solo un ruolo marginale nella sua vita.

Ha realizzato la mostra “Disability Glam: la disabilità svelata”, che ritrae nudi di persone con disabilità, sfidando le convenzioni estetiche e celebrando la diversità corporea.

scatto di Gianfranco Falcone

“Che poesia sia ovunque sia” è il mio slogan preferito, il mio modo di raccontare la disabilità per far sì che questa non sia un concetto fondato sulla rivendicazione e la recriminazione, che non sia schiacciato sui bisogni, ma esalti la ricchezza di vita, la bellezza, la poesia.

Il messaggio che desidero trasmettere è racchiuso nei corpi e nelle storie che racconto.

Noi siamo qui, esistiamo, facciamo parte della vita”.

Il suo obiettivo è rompere i canoni tradizionali e far emergere la bellezza di corpi non omologati.

Falcone spiega che il messaggio principale della sua mostra è la poesia.

Non si tratta di semplici rivendicazioni, ma di celebrare la vita e la bellezza attraverso corpi che spesso vengono resi invisibili.

“Il messaggio è nei corpi e nelle storie delle persone ritratte nei miei scatti: noi siamo parte della vita” – afferma -.

Ogni set fotografico – aggiunge – è stato una piccola storia d’amore, dove la relazione tra fotografo e soggetto ha dato vita a scatti carichi di umanità e autenticità.

Un atto di amore verso persone che decidevano di esporsi, di raccontarsi.

L’elemento cruciale e memorabile di questo racconto è stato la relazione che anche soltanto per un momento si è creata tra chi fotografava e chi veniva fotografato.

In fin dei conti questo lavoro non è un lavoro sul nudo.

È un lavoro sull’umanità del fotografo e delle modelle.

È un lavoro sulla relazione, senza relazione questi scatti fotografici non esisterebbero, questo amore non emergerebbe”.

Sebbene Falcone sia scettico sull’impatto che una mostra come “Disability Glam” possa avere sulla percezione della disabilità nella società, è convinto che per le persone con disabilità, vedersi rappresentati in modo positivo e vitale sia un’esperienza di grande significato.

La poesia è necessaria, al di là dell’utile” – conclude – sottolineando l’importanza di celebrare la bellezza e la vita, al di là delle barriere”.

Sono piuttosto pessimista sul fatto che questa mostra possa avere un qualche impatto sulla percezione della disabilità nella società.

La gente, e in questo includo anche me stesso, è troppo presa dalle proprie angosce quotidiane: arrivare alla fine del mese con una crisi che si fa sempre più vorace, la guerra che preme alle porte dell’Europa, i morti nel Mediterraneo, una sanità a pezzi.

Ci rimane poco tempo per guardare al di là del nostro ombelico.

Credo invece che questa mostra possa avere un qualche impatto sulle persone con disabilità.

È una sferzata di entusiasmo vedersi rappresentati nella propria bellezza, nella propria energia e capacità di godere della vita nelle sue varie forme, nelle sue varie misure.

Perché ho scritto e perché ho fotografato allora?

Perché la poesia va sempre celebrata al di là dell’utile, perché la poesia è necessaria.

Senza si muore sempre un po’”.

Un altro contributo importante al “Festival delle Abilità” arriva da Paride Ferrari, uno degli esponenti diCavallo Blu APS, un’Associazione che promuove l’inclusione artistica e sociale sostenendo artisti outsider.

Cavallo Blu ha creato “Scenius comunità creative”, una piattaforma online che offre agli artisti ai margini del sistema artistico tradizionale uno spazio sicuro per esprimersi ed ottenere visibilità.“

Scenius è una piattaforma che promuove l’inclusione sociale attraverso l’arte, offrendo agli artisti outsider — quelli ai margini del sistema artistico tradizionale —un luogo dove esprimersi, connettersi e ottenere visibilità.

Più di una semplice galleria online, Scenius è uno spazio di collaborazione, dove artisti, associazioni e operatori del settore possono dialogare e sviluppare nuove iniziative insieme”.

Questi sottolinea che una delle sfide principali è superare gli stereotipi legati alla marginalità e alla malattia mentale.

Per questo motivo, l’associazione organizza mostre ed eventi, collaborando con altre realtà culturali per promuovere la diversità.

“Le principali sfide che affrontiamo riguardano la visibilità degli artisti outsider e il superamento degli stereotipi legati alla marginalità e alla malattia mentale.

Per superarle, Cavallo Blu APS organizza mostre, eventi e collabora con altre realtà culturali.

La piattaforma Scenius offre un ambiente sicuro e inclusivo dove gli artisti possono raccontare le loro storie senza timore di giudizi”.

Guardando al futuro, il microfestival “Le Cose Umane”, organizzato da Cavallo Blu, si terrà dal 4 al 13 ottobre a Pavia, in occasione della Giornata Internazionale della Salute Mentale.

Sarà un’opportunità per dare spazio agli artisti outsider attraverso esposizioni e laboratori, continuando a promuovere l’inclusione sociale attraverso l’arte.

“Tra i nostri progetti futuri, spicca il microfestival “Le Cose Umane”, che si terrà dal 4 al 13 ottobre prossimo a Pavia.

Il festival includerà esposizioni, eventi artistici e culturali.

Stiamo anche sviluppando workshop e laboratori con enti e Associazioni, e lavorando per espandere Scenius a livello internazionale, creando nuove partnership per promuovere l’inclusione artistica su scala globale”.

Il “Festival delle Abilità” si pone così come un’occasione unica per ripensare il ruolo dell’arte nella società, esplorando come questa possa diventare uno strumento di inclusione e un mezzo per celebrare la diversità in tutte le sue forme.

Fonte:

https://www.cavalloblu.org/