Il 21 marzo si celebra la Giornata Mondiale della Sindrome di Down, un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’inclusione e dell’autonomia delle persone che convivono con questa condizione.
L’Antoniano, da anni impegnato nel supporto terapeutico e riabilitativo di bambini con disabilità, ha raccolto i consigli di due esperti del suo Centro Terapeutico:
- Cristian Gualandris, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva
- Giulia Ambrosetto, psicoterapeuta e coordinatrice del Centro
L’obiettivo è fornire a genitori ed educatori strumenti concreti per favorire l’integrazione e lo sviluppo delle capacità individuali dei bambini con Sindrome di Down, partendo dalla quotidianità e dalla famiglia.
L’IMPEGNO DEL CENTRO TERAPEUTICO DELL’ANTONIANO
Il Centro Terapeutico dell’Antoniano rappresenta un punto di riferimento per molte famiglie.
Solo nel 2024, ha offerto 12.836 ore di terapia a 979 bambini, di cui 21 con Sindrome di Down.
L’approccio adottato è multidisciplinare e combina diverse competenze per offrire un percorso personalizzato a ogni bambino.
“Il nostro obiettivo è promuovere l’autonomia e l’accettazione della diversità fin dalla prima infanzia”, spiegano gli esperti.
Questa missione si traduce in percorsi educativi e terapeutici che coinvolgono non solo i bambini, ma anche le loro famiglie, perché l’inclusione parte dall’ambiente domestico e si estende alla scuola e alla società.
I 5 CONSIGLI PER GENITORI ED EDUCATORI
Gli specialisti dell’Antoniano hanno elaborato cinque suggerimenti chiave per favorire il benessere e l’integrazione dei bambini con Sindrome di Down:
- Fare della diversità un valore, anche in famiglia – “Accettare e valorizzare le differenze aiuta i bambini a sviluppare un senso di identità positivo. È fondamentale che in famiglia si parli apertamente di diversità come di una ricchezza e non come di un limite”;
- Sostenere l’autonomia, passo dopo passo – “Ogni piccolo traguardo raggiunto è una conquista. Incoraggiare il bambino a sperimentare da solo, senza anticipare le sue esigenze, lo aiuta a costruire fiducia in sé stesso”;
- Includere i bambini nelle attività quotidiane – “Partecipare alle attività domestiche, come apparecchiare la tavola o riordinare la propria stanza, rafforza il senso di responsabilità e appartenenza”;
- Incoraggiare la socializzazione attraverso le attività in gruppo – “L’interazione con i coetanei è essenziale per sviluppare competenze sociali. Sport, laboratori e giochi di squadra favoriscono l’integrazione e la comunicazione”;
- Applicare un approccio terapeutico multidisciplinare e integrato – “L’intervento deve coinvolgere più figure professionali (psicologi, logopedisti, terapisti) per rispondere in modo completo ai bisogni del bambino e accompagnarlo nel suo percorso di crescita”.
LA STORIA DI AMINE: UN ESEMPIO DI CRESCITA
Tra le tante storie che raccontano il lavoro del Centro Terapeutico dell’Antoniano, spicca quella di Amine, 14 anni, un ragazzo con Sindrome di Down che ha intrapreso il suo percorso terapeutico fin da piccolo.
“Il suo legame con il Centro Terapeutico inizia quando lui era molto piccolo, ed è qui che, anno dopo anno, ha trovato lo spazio, ma soprattutto un’equipe di professioniste che, attraverso un approccio multidisciplinare, lo hanno accompagnato e supportato nella sua crescita”.
Grazie al supporto ricevuto, Amine ha potuto sviluppare autonomie personali e relazionali fondamentali per la sua vita quotidiana.
UN FUTURO BASATO SULL’INCLUSIONE
Il lavoro dell’Antoniano dimostra come l’inclusione non sia solo un obiettivo, ma un processo continuo che parte dalla consapevolezza delle famiglie, passa attraverso l’educazione e trova nella società il suo pieno compimento.
Promuovere una cultura dell’accettazione e del supporto reciproco è il primo passo per costruire un mondo più equo, in cui ogni persona possa esprimere al massimo le proprie potenzialità.
Fonte:
immagine di copertina: Executive PRPress Play | Comunicazione e pubbliche relazioni





