Un’iniziativa che unisce istituzioni, università ed enti locali in un impegno comune: indagare su come la nascita di un figlio cambi le scelte di vita e di carriera, al fine di fornire dati concreti e strumenti innovativi per politiche familiari più giuste ed efficaci.
La scelta di diventare genitori rappresenta uno dei momenti più significativi nella vita di una persona e di una coppia.
Accanto alla gioia per l’arrivo di un figlio, però, emergono spesso interrogativi e difficoltà legati alla possibilità di conciliare questa nuova dimensione con il percorso professionale.
In Italia, come in molti altri Paesi europei, l’impatto della genitorialità sul lavoro continua a generare disuguaglianze profonde, che si riflettono soprattutto sulla carriera delle madri.
La nascita di un bambino diventa così un banco di prova non solo affettivo e personale, ma anche sociale ed economico, mettendo in luce fragilità strutturali che richiedono risposte chiare e politiche mirate.
UN’ALLEANZA PER IL FUTURO DELLE FAMIGLIE
Il Progetto GIL – Genitorialità, Identità e Lavoro, ideato da tre ricercatrici del Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bologna, nasce grazie a due finanziamenti PRIN ed è promosso dall’Osservatorio Statistico per la parità di genere della Provincia di Ravenna.
L’accordo operativo REP n. 5330 del 28 agosto 2025 ha formalizzato una collaborazione che coinvolge Provincia di Ravenna, Università di Bologna (Dipartimento di Scienze Economiche), Consigliera di Parità, Ausl della Romagna, Comuni di Ravenna, Cervia e Russi, oltre alle Unioni della Romagna Faentina e della Bassa Romagna.
L’iniziativa nasce con l’intento di raccogliere evidenze scientifiche utili a orientare le scelte delle amministrazioni pubbliche in materia di conciliazione tra vita familiare e professionale.
UNO SGUARDO PRIMA E DOPO LA NASCITA
Il cuore del progetto è una doppia indagine che affronta il tema da due prospettive differenti ma complementari.
Il primo studio, “Genitorialità attesa”, si rivolge a chi aspetta il primo figlio e vuole capire quali siano timori, desideri e piani rispetto al bilanciamento tra lavoro e famiglia.
Il secondo, “Genitorialità in atto”, si concentra invece su mamme e papà con bambini fino a sei anni, indagando in che misura la genitorialità incida sulla carriera e sulle scelte occupazionali.
Le ricerche mettono in evidenza una criticità: anche nei territori con alta occupazione femminile, le madri di figli piccoli hanno più probabilità di abbandonare il lavoro rispetto alle donne senza figli.
OBIETTIVI E RICADUTE SOCIALI
Il Progetto GIL (https://site.unibo.it/genitorialita-identita-lavoro/it) vuole trasformarsi in un laboratorio di strumenti e proposte al servizio della comunità.
Tra le finalità principali: garantire migliori condizioni di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, valorizzare la parità di genere e fornire agli enti locali elementi concreti per sviluppare azioni mirate.
La metodologia scelta si fonda su questionari anonimi online, pensati per raccogliere informazioni dirette dalle famiglie della provincia di Ravenna e dell’area metropolitana di Bologna.
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
I cittadini possono contribuire attivamente.
Chi è in attesa del primo figlio ha tempo fino al 30 settembre 2025 per compilare il questionario disponibile al link dedicato (https://site.unibo.it/genitorialita-identita-lavoro/it/come-partecipare/genitori-in-attesa), mentre i genitori con figli di età fino a sei anni potranno rispondere fino al 31 dicembre 2025 (https://site.unibo.it/genitorialita-identita-lavoro/it/come-partecipare/genitori-con-prim-figl-fino-a-6-anni).
A ciascuna compilazione corrisponde una donazione di 1 euro ad AGEOP Ricerca Onlus.
Se a partecipare sono entrambi i partner, il contributo sale a 3 euro per coppia.
I partecipanti potranno inoltre concorrere a una lotteria con buoni acquisto in palio.
LE PAROLE DELLE RICERCATRICI
“Grazie alla partecipazione delle famiglie e al supporto delle istituzioni, possiamo offrire risposte concrete alle sfide che la genitorialità pone nel mondo del lavoro” – dichiarano le ricercatrici Natalia Montinari, Francesca Barigozzi e Sveva Vitellozzi.
“Questo progetto non è solo una ricerca accademica: è un passo concreto verso un futuro più equo e sostenibile per le famiglie italiane.”
LA VISIONE DELLA PROVINCIA
Sul valore del progetto interviene la Presidente della Provincia di Ravenna, avvocato Valentina Palli: “la genitorialità è un percorso vissuto come meraviglioso ed al contempo foriero di tante preoccupazioni, soprattutto per le madri.
La precarietà è il primo scoglio che affrontano le famiglie unito all’instabilità e alle difficili condizioni di conciliazione vita / lavoro.
Uno studio che esplori aspettative e timori e il successivo impatto concreto, ha l’obiettivo innanzitutto di conoscere il punto di partenza da diversi osservatori.
I risultati potranno poi essere utilizzati per orientare politiche di genere efficaci, per dare risposte nuove alle esigenze espresse, tenere presente dati eventualmente poco esplorati e ideare nuovi percorsi.
È una ricerca accademica importante e sono orgogliosa e grata del fatto che sarà condotta su tutto il territorio della nostra Provincia”.
Dichiarazioni che sottolineano come l’iniziativa non si limiti a un’analisi teorica, ma possa diventare leva di cambiamento per costruire una società più equa e attenta ai bisogni reali delle famiglie.





