VEDERE L’ARCOBALENO: UNO SGUARDO SULLA BELLEZZA DELL’INCLUSIONE


INCLUSIONE: UN DIRITTO, NON UN PRIVILEGIO

Nel nostro tempo, in cui le disuguaglianze sociali e culturali si fanno ancora sentire con forza, l’inclusione delle persone che vivono una condizione di fragilità rappresenta una delle sfide più urgenti e necessarie.

Non si tratta solo di garantire pari diritti, ma di riconoscere il valore della diversità come risorsa per la collettività. Fragilità non è sinonimo di debolezza, ma di unicità, di esperienza viva che arricchisce la società.

Ogni gesto, progetto o iniziativa che mette al centro le persone emarginate o escluse è un tassello fondamentale nella costruzione di una comunità più giusta e coesa. Tra queste iniziative, “Vedere l’arcobaleno” è un esempio virtuoso di come l’arte possa farsi strumento di sensibilizzazione e cambiamento.

UN PROGETTO FOTOGRAFICO PER CASA ARCOBALENO

“Vedere l’arcobaleno” è il reportage fotografico promosso da EDGE – Leaders for Change a sostegno di Casa Arcobaleno, progetto di Spazio Aperto Servizi nato in collaborazione con il Comune di Milano, che offre accoglienza a giovani persone allontanate o discriminate dalla propria famiglia d’origine.

In una città come Milano, che si fa portavoce di diritti e inclusione, Casa Arcobaleno rappresenta un rifugio e un punto di ripartenza per chi ha subito l’esclusione più dolorosa: quella da parte della propria famiglia.

Il progetto fotografico, pensato per sostenere economicamente e simbolicamente questa realtà, assume così un valore ancora più profondo, legandosi a un impegno concreto nel contrastare la marginalizzazione.

DALL’IDEA ALLA REALIZZAZIONE: UN’ALLEANZA DI TALENTI

Nato da un’idea di Claudio Accardi, tradotta in immagine da Enzo Ranieri, con la direzione creativa a cura di TEMA e gli allestimenti di Garibaldi Architects, il reportage “vedere l’arcobaleno” è nato con un duplice obiettivo: raccogliere fondi per Casa Arcobaleno, attraverso un’asta benefica il 27 maggio presso il Museo Bagatti Valsecchi, e contribuire alla diffusione di una cultura fondata sul rispetto, sull’accoglienza e sull’inclusione, attraverso una mostra fotografica dal 15 al 29 giugno presso La Fabbrica del Vapore, con il Patrocinio del Comune di Milano.

Il progetto è il frutto di una rete di professionisti che hanno scelto di mettere le proprie competenze al servizio di una causa sociale.

Fotografia, creatività, architettura e comunicazione si intrecciano in una sinergia che ha come fine ultimo la promozione di valori imprescindibili: rispetto, dignità, accoglienza.

UN’ASTA BENEFICA PER SOSTENERE L’ACCOGLIENZA

Parte delle fotografie saranno battute all’asta martedì 27 maggio alle ore 19 presso il Museo Bagatti Valsecchi, grazie alla collaborazione della Casa d’Aste Pandolfini e con il supporto di Cristiano Collari, responsabile della sede milanese. All’evento parteciperà anche Elisabetta Roncati (@artnomademilan).

Il ricavato dell’asta sarà interamente devoluto a Casa Arcobaleno, a sostegno delle sue attività e dei suoi progetti.

L’arte diventa così strumento concreto di supporto economico: l’asta benefica rappresenta il momento culminante di una campagna che vuole non solo sensibilizzare, ma anche agire.

Acquistare una fotografia significa sostenere l’accoglienza di chi ha visto negarsi il diritto fondamentale a sentirsi amato e accolto.

Significa contribuire attivamente alla costruzione di spazi sicuri per giovani che spesso devono affrontare discriminazioni, pregiudizi e solitudine.

UNA MOSTRA PER TUTTI, ACCESSIBILE E GRATUITA

Il progetto prenderà forma in una mostra fotografica ospitata presso la Fabbrica del Vapore, nello spazio Atelier Cisterne, accessibile al pubblico gratuitamente dal 15 al 29 giugno 2025.

L’allestimento è a cura di Garibaldi Architects, con la collaborazione di Marta Gay e Alex Revenoldi. Un’occasione per restituire al pubblico lo sguardo profondo e autentico del reportage e sensibilizzare sul progetto Casa Arcobaleno di Spazio Aperto Servizi.

La mostra rappresenta l’anima pubblica del progetto: un invito aperto a tutta la cittadinanza a farsi toccare, provocare, ispirare dalle storie e dai volti immortalati.

Un’installazione pensata per essere accessibile, per parlare a tutti, per aprire una riflessione collettiva sull’importanza dell’inclusione reale, quotidiana.

Per maggiori informazioni: https://www.edge-glbt.it/vedere-larcobaleno/

Attraverso queste immagini, l’arcobaleno smette di essere solo simbolo e si fa racconto: un racconto che parla di ferite, ma anche di rinascite, di bellezza e di speranza.

Un racconto che ci riguarda tutti.

immagine di copertina: Comunicazione e Ufficio Stampa